{"id":2266,"date":"2020-11-29T15:17:50","date_gmt":"2020-11-29T15:17:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilpequod.it\/?p=2266"},"modified":"2020-11-30T08:44:12","modified_gmt":"2020-11-30T08:44:12","slug":"dei-bollenti-furori-dei-fiori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2020\/11\/29\/dei-bollenti-furori-dei-fiori\/","title":{"rendered":"Dei bollenti furori dei fiori"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2266\" class=\"elementor elementor-2266\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-42c11158 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"42c11158\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-66024e49\" data-id=\"66024e49\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-354212d9 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"354212d9\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\" align=\"right\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">di Giuseppe Coniglione<\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Non tutti sanno (e ancor meno sono interessati a saperlo) che nelle mie giovinezze ancestrali e settentrionali, trascorse giusto appena al di sotto di quelle foreste incantate di abeti sulle Alpi Scandinave dove \u00e8 possibile ammirare lo spettacolo dell\u2019Aurora Boreale, quando ancora non avevo scelto il mio attuale pseudonimo ed usavo il mio vero nome\u00a0<em>Andr\u00e9 Mourmour<\/em>\u00a0(come gi\u00e0 detto, ma sar\u00e0 utile ripeterlo indefinite volte per annoiarvi il pi\u00f9 possibile!) e tutto appariva\u00a0<em>un po\u2019 pi\u00f9 francese del solito<\/em>, vi fu un\u00a0<em>periodame <\/em>che sarebbe utile definire, per darvi robuste certezze polverose e dubbi illuminanti sulla materia, in questo mourmouriano modus: <em>dei bollenti furori dei fiori.\u00a0<\/em><\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Tenter\u00f2 di spiegarvi <em>estas otras mis venturas<\/em>, ma star\u00e0 alla vostra scaltrezza carpirne le essenze e le escandescenze, siddu \u00e8 veru ca\u00a0<em>fatti foste per seguire virtute e canoscenza<\/em> e NON\u00a0<em>per addurre infiniti lutti<\/em>\u00a0\u201cai plebei\u201d, come molti condottieri della politica purtroppo intendono la loro\u00a0<em>mission<\/em>.<\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Digressionando, sia chiaro che il termine \u201ccondottiero\u201d debba essere inteso alla maniera medio-rinascimentale, ovvero quale \u201ccapo di una banda di mercenari\u201d e non quale \u201ccapo di una condotta idrica\u201d, come qualche raro appassionato di irrigazione potrebbe trovarsi disgraziatamente ad intendere. Ma su questo discorso, prima o poi, scriver\u00f2 alcuni tomi da raccogliere ed intitolare <em>Le peripezie di un quasi-capo (autoproclamato) della condotta idrica <\/em>e li regaler\u00f2 a qualche inutile biblioteca comunale dove saranno custoditi (da poco aggraziati dipendenti pubblici ivi deposti quasi per punizione) per centinaia d\u2019anni senza che nessuno mai se ne curer\u00e0 e fino a quando, dopo mille anni, quando saranno ormai ridotti in\u00a0<em>polveraccio fituso<\/em>, torneranno di moda e diventeranno libro di testo obbligatorio nelle scuole del Regime per generazioni e generazioni (che ovviamente mi odieranno a morte per questo). Ma questo, prometto, lo faccio dopo la pensione, ovviamente se questo istituto esister\u00e0 ancora fra trentasei lungimiranti anni, se ho inteso bene la tortuosa normativa vigente.<\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Ma lassamu p\u00e8rdiri, accamora, sti divagazioni da Smeagol de\u00a0<em>El Se\u00f1or de los Anillos <\/em>que quiere su tesor<i>.\u00a0<\/i>Tornando a noi, ovvero a me stesso, tutti sanno (ma in realt\u00e0 mal presuppongono) che nei periodi dell\u2019anno che vanno a seguire l\u2019inverno e che l\u2019aere suole scaldarsi, molte piante sogliono gettare il bollore (leggi <em>jittari \u2018u vuddu<\/em>) ed estasiarsi in manifestazioni di colori, grazia e profumi che comunemente nelle piazze e nei mercati al dettaglio di Guadalajara e provincia si piace appellare semplicemente come <em>las flores<\/em><i>.<\/i>\u00a0Quello splendido ribollire della stagione di Persefone a volte suole colpire anche la\u00a0<em>humana et funesta ispecie<\/em>, la quale n\u00e9 meno delle api n\u00e9 pi\u00f9\u00a0<em>d\u00ea\u00a0lapuna<\/em>, gli capita ogni tanto di fare qualche\u00a0<em>minchiata <\/em>credendo, ahivoi, di fare cosa benevola.<\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Adunque, per darvi idea vaga e vacua di quello che mi \u00e8\u00a0<em>ammattuto<\/em>, vi cunter\u00f2 una passata su cui poter esercitare le vostre mirabili e sagge competenze esegetiche. In un libro-nabucco, che la Fortuna (latinamente e machiavellicamente intesa, quindi <em>n\u00e9 bona e mancu tinta<\/em>)<i>\u00a0<\/i>volle che doveva capitarmi di liegere qualche anno\u00a0<em>\u2018n arreri<\/em><i>,\u00a0<\/i>si narravano le\u00a0<em>historiae et vicendae <\/em>di uno sventurato, determinato e leale arciere che da giovanissimo era stato strappato agli affetti della famiglia e\u00a0alle gioie della pastorizia per essere assoldato tra le genti d\u2019armi del suo Signore feudatario che, a sua volta sventuratamente, si era trovato a dover fornire leva militare senza potersi opporre al di lui Signore Principe Padrone per diritto divino e, cos\u00ec dicendo, smanioso di gettarsi nella mischia delle dispute dinastiche per succedere al trono di un Poco Rispettabile Regno che ubicavasi da qualche parte tra le terre franche e germaniche, laddove il vivace fiume Reno ha trovato un gentile piacimento a disegnare confini, dividere et creare popoli. Ma come \u00e8 facile intuire, tra i popoli franco-germanici, l\u2019arco era l\u2019arma dei poveri, a differenza delle lunghe aste e spade quasi umanizzate dei nobili cavalieri. Mentre i cavalieri avevano tutta una nomea particolare e imbrogliata, sulle loro gesta venivano scritti e cantati memorabili poemi, i poveri arcieri, a parte Ulisse, Paride, Robin Hood e Atalanta (che non \u00e8 la squadra del pallone), non sono comunemente molto\u00a0<em>ammuntuvati <\/em>nelle\u00a0<em>litteraturae<\/em>\u00a0poich\u00e9 giocavano nelle battaglie un ruolo marginale e\u00a0<em>muy tradimentoso<\/em>: stare il pi\u00f9 possibile\u00a0<em>ammucciati<\/em> e colpire il maggior numero di nemici alla\u00a0<em>cu\u2019 allippu allippu <\/em>con le\u00a0<em>fil\u00e8cce<\/em><i> (<\/i>spesso avvelenate d\u2019odio) fuggendo il corpo a corpo, dove avrebbero avuto ben poche speranze di riescirsene con le proprie et istesse gambe corporali. Quindi, spesso e a buon ragione, l\u2019arciere tende sempre a comportarsi secondo i dettami del conosciuto proverbio in voga presso gli anziani abitanti delle Isole Svalbard:\u00a0<em>\u2018u f\u00f9jiri \u00e8 virgogna ma \u00e8 sarvamentu di vita<\/em>. Ebbene, l\u2019arciere di cui narrer\u00f2 brevemente e confusamente gli era proprio finita in cotal maniera e giustappunto l\u2019opera in epiteti (un nuovo genere letterario sperimentale dei\u00a0<em>tempura <\/em>nostri)\u00a0<em>La lunga estate surrealista che dilania i cuori<\/em> ne parla in qualche modo un po\u2019 bislacco e noioso, ma che ho trovato tuttavia degno di venire, come dire, esaminato. Il libro-nabucco, pubblicato nel 1973 dai tipi di Oiseau-de-la-Cerise \u2013 sic.\u00a0<em>Aceddu d\u00e2 cirasa<\/em>\u00a0\u2013 (in realt\u00e0 semplicemente il garage pieno di umido di un pessimo e\u00a0<em>caravigghiaru<\/em> \u2013 sp.\u00a0<em>muy caro <\/em>\u2013<i>\u00a0<\/i>stampatore di calendari e carte dei morti che possedeva una stampante tipografica da <em>gettito<\/em> \u2013 \u201cda lancio\u201d), \u00e8 l\u2019opera di un poco avveduto scrivacchino dilettante della provincia parigina di cui non \u00e8 simpatico fare il nome (in quanto non molto fiero della sua opera). Purtroppo, il nostro autore bruci\u00f2 tutte le copie esistenti del libro per la collera di non riuscire a venderne neanche una al prezzo di mezzo chilo di pane, a differenza di un suo rivale, un sedicente contadino-poeta autodidatta, che riusc\u00ec a piazzarne sul mercato ben 23 (ventitr\u00e8) copie, pi\u00f9 per la bont\u00e0 dei parenti ed amici che comprarono il libretto\u00a0<em>perch\u00e9 gli sembrava brutto non farlo <\/em>che per le sue doti di mercante-contrabbandiere di stampa clandestina ed abusiva.\u00a0<\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Sebbene nel mondo odierno tutto si basi sull\u2019essere\u00a0<em>marketable<\/em>, a volte per diffondere la conoscenza di un\u2019opera (come fortunatamente in questo caso) basta che la stessa sia facilmente <em>stolable<\/em><i> \u2013\u00a0<\/i>it.\u00a0<em>rubabile<\/em>\u00a0\u2013 e proprio per questo esatto motivo oggi ne detengo l\u2019unica copia al mondo sfuggita al rogo, almeno fino a quando non la lancer\u00f2 facendola svolazzare dalla finestra<i>.<\/i><\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Ebbene (vi consumo di dettagli per farvi perdere il filo della narrazione, ovviamente), questo arciere di cui dicevasi, cos\u00ec tanto per dire, vagava da giorni scalzo per la gioia dei suoi calli dolenti, con gli indumenti unti ed a brandelli e, aggiungo, molto probabilmente non lavava le sue carni nelle acque da ragguardevole tempo e quasi sicuramente si percepiva la sua profumatissima presenza da gran distanza, consumato com\u2019era nell\u2019anima dalle battaglie da cui era riuscito miracolosamente a scampare, fuggendo lesto e poco onorabilmente le rovinose sconfitte e gli spietati massacri che solo le follie umane sono in grado di compiere. Nascondendosi in del mezzo de li\u00a0<em>rovetti<\/em>,<i>\u00a0<\/i>era riuscito a mietere molte vittime tra i suoi inimici, i suoi dardi dalle punte <em>arruggiate <\/em>avevano trafitto centinaia di cuori nei lunghi soffocanti mesi di quella estate di guerra senza senso per la sete di potere di pochi ambiziosi carpati nel cerebro. <em>\u2018Nsumma, i cosi nun ci avi\u00e8unu jutu<\/em> in maniera molto\u00a0<em>buena<\/em>, dicendola pi\u00f9 pulita possibile.<i><\/i><\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">In tutto questo trambusto il nostro eroe si era perso nelle oscurit\u00e0 e nelle dignit\u00e0\u00a0dopo l\u2019ultima tragica sconfitta e si aggirava come un fantasma nelle terre dei suoi aguzzini aspettando di essere scoperto e giustiziato da un momento all\u2019altro e tutte le notti i suoi pensieri non riuscivano pi\u00f9 a concedersi sonno e riposo, poich\u00e9 la certezza che il domani sarebbe stato uguale\u00a0<em>y mismo <\/em>all\u2019oggi (dunque peggiore dello\u00a0<em>ajeri<\/em>\u00a0e dell\u2019<em>avantajeri<\/em>) falcidiava la sua mente di predatore-preda ormai priva di pensamento ragionevolmente progressista od incautamente liberale.\u00a0<\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Tutte le volte che scurava lo torturava sempre lo stesso incubo e sentiva sempre lo stesso disumano dolore, pur non avendo alcuna ferita degna di nota o notula, oltre le ormai usuali cicatrici disegnate sulla sua pelle dalle fredde ed insensibili punte \u2013 altrettanto <em>arruggiate<\/em>\u00a0\u2013<i>\u00a0<\/i>dei dardi dei nemici che lo avevano accarezzato pi\u00f9 e pi\u00f9 volte durante le battaglie e spesso\u00a0<em>spurtusato<\/em><i>, <\/i>senza mai potergli regalare la fine che spesso era giunto persino ad ardentemente desiderare in quelle indefinite giornate senza luce in cui gli d\u00e8i sembravano voler vedere scorrere il pi\u00f9 possibile l\u2019irrazionalit\u00e0 dell\u2019Essere (nonch\u00e9 del dare e avere della partita doppia). Ma forse quello che lo tormentava di pi\u00f9 non era un incubo vero e proprio, ma qualcosa di pi\u00f9 considerevole: una ventata di surrealismo, come lo avrebbe definito, forse, Henri Breton. Sentiva un\u2019ispecie di sensazione di\u00a0<em>accupamento<\/em> profondo, si sentiva come se le punte<i>\u00a0\u2013\u00a0<\/i>sempre pi\u00f9\u00a0<em>arruggiate<\/em><i> \u2013\u00a0<\/i>di mille dardi gli stessero perforando lentamente il cuore (ma non il fegato), come se in una sola volta tutte le <em>filecce <\/em>che aveva scagliato alla <em>cu\u2019 allippu allippu<\/em> ed avevano portato morte e liberazione ai suoi nemici gli fossero tornate\u00a0<em>en dr\u00eco <\/em>una dopo l\u2019altra sibilando nell\u2019aria e trafiggendolo ripetutamente senza possibilit\u00e0 di scampo, ma con enorme sensazione di\u00a0<em>scanto<\/em>, uccidendo non il suo corpo ma la sua eccentricit\u00e0 d\u2019animo giorno dopo giorno.\u00a0<\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Ad un certo punto e virgola, dopo mesi e mesi di vagabondaggio, di vivere nutrendosi di <em>armali sarbagghi <\/em>che riusciva ad infilzare e di bacche verminose che riusciva ad arraffare, si rese conto che, pensandoci bene a mente fredda, il dolore e il non poter dormire non erano poi un cos\u00ec grave problema, perch\u00e9 problemi ne aveva talmente tanti e variegati che quelli non erano niente per lui. Quindi arriv\u00f2 lentamente ad innamorarsi del dolore, a ricercarlo, a sublimarlo e ad azzardare sempre il pi\u00f9 possibile al fine di procurarselo in magna\u00a0<em>quantitade<\/em>: per fame inizi\u00f2 ad ingegnarsi per fottere le galline (coccod\u00e9) dalle\u00a0<em>nassae<\/em>\u00a0ai villani senza farsi\u00a0<em>taliare<\/em>, poi principi\u00f2 con i furti di intere botti di vino facendole rotolare nelle nuttate e pot\u00e9, da qui, constatare che il contadino era pi\u00f9 furioso quando gli rubavano il vino che quando gli rubavano il pane: ma a lui in realt\u00e0 non gli interessava molto se non per\u00a0<em>\u2018mbriacarsi<\/em>\u00a0a sua volta.\u00a0<\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Una notte che aveva deciso di depredare nuovamente un\u2019altra famiglia di zozzi villani con le sue arguzie, aveva scorto da lontano una compagnia di ladri affamati che avevano avuto lo stesso meschino pensamento. Naturalmente divent\u00f2 un\u00a0<em>ferio<\/em>\u00a0(it. una belva feroce):\u00a0in preda a non si sa quale brama di monopolio capitalista e disprezzo del libero mercato e della concorrenza, il furore lo colse di sorpresa e decise di trafiggerli tutti da lontano col suo arco scagliando le sue\u00a0<em>fil\u00e8cce<\/em> ammucciato tra le\u00a0<em>\u00f9mmire<\/em><i>,\u00a0<\/i>tradimentoso come sempre cos\u00ec come Natura lo aveva plasmato. Nel principiare aveva avuto un senso di soddisfazione e forse lontanamente di giustizia, di quella giustizia non scritta nei libri ma che credono di detenere i senza diritto e gli azzeccagarbugli dal cuore grande, poi si rese conto che l\u2019aveva fatto solo per vederli morire, quindi per liberarli dalle\u00a0<em>imbrogliae<\/em>, secondo la sua filosofia delicata. Molto probabilmente, per\u00f2, non c\u2019era pi\u00f9 con la testa, ma questi sono problemi suoi che in questa sede possiamo tralasciare. Quella notte propria, per come era preso, avrebbe fatto volentieri anche strage di tutte le pecore di quella famigliuola di villani per puro sfregio, ma decise di rubare quanto gli serviva per saziare la sua fame e la sua panza che diventava sempre pi\u00f9 grossa: uccise dieci galline, un pecorone, acchiapp\u00f2 quattro bottiglie di vino e se le port\u00f2, levandosi la vita per trasportare tutti quegli imbarazzi in una\u00a0<i>\u2018rutta<\/i> (it. grotta), che decise doveva diventare il suo Castello, poich\u00e9 ogni uomo ha diritto di averne uno. In quell\u2019esatto momento Yves Rochard, detto dai pi\u00f9\u00a0<em>Ivanu Robbajadduzzi\u00a0<\/em>(\u201cIvano Rubagalletti\u201d), si rese conto di non essere pi\u00f9 un unto arciere con le vesti a brandelli, ma che <em>la lunga estate surrealista che dilania i cuori<\/em>\u00a0lo aveva fatto diventare semplicemente un violento e furioso ladruncolo, sebbene unto ugualmente. Ivanu Robbajadduzzi, sebbene trasformato lungo il percorso della sua formazione, aveva di nuovo deprecabilmente un\u2019identit\u00e0.\u00a0<em>Puh, avogghia<\/em>!<\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Tutta questa <em>parabola<\/em> era per spiegarvi che, se non avessi rubato a mia volta quel libro e non avessi fatto il ladruncolo, oggi non avrei potuto raccontarvi nulla, ma soprattutto per farvi capire (e nello stesso tempo non comprendere) quello che ho provato in tutto quel periodo della mia vita che scelsi di catalogare come\u00a0<em>\u201cdei bollenti furori dei fiori\u201d<\/em><i>,\u00a0<\/i>cos\u00ec per il gusto sofistico di attaccare un post-it a tutti banni. Molti di voi non avranno inteso bene cosa io voglia intendere con questa etichetta, neanche dopo avervi introdotto alla figura di Yves Rochard<i>,\u00a0<\/i>ma sinceramente non \u00e8 mia intenzione perdere troppo tempo con gli sciocchi, poich\u00e9 ho altro di pi\u00f9 importante a cui pensare. L\u2019unica cosa che mi interessa che capiate per adesso \u00e8 che ogni essere umano (o disumano che vogliate) ha bisogno di un\u2019identit\u00e0, qualunque essa sia e che non bisogna troppo farsi estasiare dai\u00a0<em>bollenti furori dei fiori <\/em>come pu\u00f2 capitare nelle molteplici esistenze che vi troverete a condurre in questa vita. Ma (perch\u00e9 c\u2019\u00e8 sempre un \u201cma\u201d alla fine di ogni storia che vuole essere pedagogica) non ho ancora capito veramente una cosa e, forse, rifletterci assieme pu\u00f2 aiutare sia me che voi per tentare di esplicare meglio quel\u00a0<em>periodame<\/em>\u00a0della mia vita. La domanda, che iniziai spesso a pormi senza trovare risposta, fu la seguente:\u00a0<em>Cosa bolle nei fiori?<\/em><\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Da molti anni provo ad immaginarmelo, ma deve essere qualcosa di davvero straordinario ed impalpabile, per cui trovare delle parole adatte dovr\u00e0 essere un compito assai arduo e ponderoso persino per una setta rispettata di saggi come quella degli adepti di Ermete Trimegisto, che sicuramente leggeranno questo testo e coglieranno il senso dei messaggi in codice contenuti. Proprio,\u00a0<em>entonces<\/em>, partendo da questo floreale interrogativo settario si iniziarono a frequentare alcuni uomini di litterae,\u00a0<em>cc\u00f4 cocciu \u00e2 littra<\/em>, come direbbe qualcheduno qualsiasi che vogliasi in qualche bar\u00a0<em>fituso<\/em>. Nella Normandia pi\u00f9 recondita ed ostica all\u2019umano desiderio della conoscenza, si inizi\u00f2 a formare uno strano circolo di genti del\u00a0<em>cocciu \u00e2 littra<\/em>, i quali si dilettavano in condivise <em>lecturae <\/em>degli argomenti pi\u00f9\u00a0<em>scunchiuruti <\/em>(leggi <em>\u201csin alguna conclusi\u00f2n\u201d<\/em>) che potevano trovarsi, privilegiando in magna parte le historiae et in ispecie quelle inerenti i popoli degli Arabi (poich\u00e9 entusiasti del loro modo di scrivere e delle loro flagranze orientali), dei Normanni (per fiere ottusit\u00e0 campaniliste e regionaliste) e dei Bizantini (per il loro poco germanico modo di vivere la vita).\u00a0<\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Tentando di scoprire quel misterioso elemento che bolle nei fiori, ci imbattemmo (<em>picch\u00ec c\u2019era macari ju<\/em>) quindi in letture ardite di gruppo, alla ricerca del dettaglio che potesse essere fondamentale per giungere ad una nuova scoperta per l\u2019umanitade intiera. Tuttavia, sebbene la determinazione a volte conduce ad inarrivabili vette, risult\u00f2 pi\u00f9 piacevole adagiarsi sui fondi e lasciarci trascinare dai misteri del grottesco. Fu cos\u00ec che ci imbattemmo nelle beghe imperiali della Corte di Costantinopoli e negli scritti di Procopio di Cesarea, autore del\u00a0<em>De bello gothico <\/em>e del\u00a0<em>De Aedificatur<\/em>, lo storico per eccellenza dell\u2019Imperatore Giustiniano, dai pi\u00f9 osannato per la riconquista dell\u2019Africa e dell\u2019Italia ad opera dei generali Narsete e Belisario e per il\u00a0<em>Corpus Iuris Civilis<\/em>, ma in pochi conoscono quelli che furono i\u00a0<em>curtigghi <\/em>di Giustiniano e della sua \u201cadorata\u201d moglie Teodora, che ancora oggi possono essere ammirati uno di fronte all\u2019altro nei mosaici speculari presenti nell\u2019abside della Basilica di San Vitale in Ravenna,\u00a0<em>illo tempore <\/em>capitale prima dell\u2019Impero Romano d\u2019Occidente, poi del Regno degli Ostrogoti, poi dell\u2019Esarcato di Ravenna e ora\u00a0<em>anveci di nun sacciu chi cosa<\/em>.<\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Il circolo degli amici di Procopio di Cesarea (o del\u00a0<em>cocciu \u00e2 littra <\/em>che dir si voglia) si inizi\u00f2 ad invaghire dei\u00a0<em>curtigghi<\/em>\u00a0contenuti nelle\u00a0<em>Carte Segrete<\/em>\u00a0di Procopio di Cesarea, un libro che consiglio ad ogni genitore di leggere al proprio figlio prima di andare a letto per insegnargli\u00a0<em>a reverso<\/em>\u00a0quali sono gli esempi e i comportamenti umani che NON devono essere seguiti e da cui bisogna allontanarsi. Ma non voglio dar consigli ai genitori ribelli di oggi: sanno gi\u00e0 che ai loro figli devono regalare un iphone per non sentirli piangere. Detto ci\u00f2, prima\u00a0<em>ca mi perdu n\u2019\u00e0utra vota e nun accapu cchi\u00f9<\/em>, tornando agli amici del\u00a0<em>cocciu<\/em><i>,\u00a0<\/i>sovente prolungavano le loro disquisizioni sulle gioie delle vicende contenute in quelle\u00a0<em>Carte Segrete <\/em>banchettando poco graziosamente in bettole di ventura e taverne con compiacenti osti per nutricare le loro, in alcuni casi\u00a0<em>piluse<\/em>\u00a0ma sempre degne di rispetto, panze. Proprio una di queste sere che avevano optato di addivenire in un villaggio detto di \u201cAbukir\u201d, luogo un tempo famoso per la presenza di donne un poco lascive ed accondiscendenti, ed avevano juto in una di queste taverne con osti compiacenti, la discussione era caduta sul balenottero Porfirione che, ai tempi di Procopio di Cesarea (giusto qualche primavera addietro), era divenuto il terrore di tutti gli armatori che dovevano far passare le proprie navi dal Bosforo (che non \u00e8 quello del dentifricio). Sebbene, molto probabilmente, tale Porfirione fosse affetto dai\u00a0<em>bollenti furori dei fiori <\/em>sui quali gli amici\u00a0<em>d\u00f4 cocciu \u00e2 littra <\/em>stavano conducendo le proprie appassionate ricerche e per i quali quello stesso diavolo del Basil\u00e8us Giustiniano ebbe qualche notte insonne e dovette impegnare invano la stessa flotta imperiale per catturarlo, alla fine, proprio a causa dei suoi bollenti furori, il povero Porfirione si elimin\u00f2 da solo spiaggiandosi sulla costa dopo avere inflitto ingenti perdite economiche a tutto l\u2019Impero con il suo fare vizioso, poich\u00e9 gli Imperi viziosi vengono costantemente colpiti da eventi viziosi.\u00a0<\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Purtroppo, come gi\u00e0 voluto esemplificare, i <em>bollenti furori dei fiori<\/em> non colpiscono solamente il mondo animale, poich\u00e9 spesso ci sono\u00a0<em>fiori bollenti<\/em> anche laddove si pensa non dovrebbero esserci. A forza di frequentare ostinatamente taverne con compiacenti osti, gli amici del Circolo di Procopio si imbatterono nell\u2019oste pi\u00f9 compiacente di tutti, che proprio piomb\u00f2 nella discussione quando si tentava di trovare il\u00a0<em>Leitmotiv<\/em> che aveva portato il povero Porfirione a spiaggiarsi e si stava tentando di introdurre la questione dell\u2019operato di un poco raccomandabile esattore delle imposte siriaco alla corte di Costantinopoli. Il compiacente oste interruppe la nostra emozionante discussione con la\u00a0<em>scacione <\/em>di cosa volevamo ordinare da mangiare e non se ne and\u00f2 pi\u00f9 dal nostro tavolo, iniziando a disquisire solamente con uno dei membri della compagnia attratto forse dal candido giallore della sua pelle. In lui si celava il pi\u00f9 bollente furore dei fiori, nonch\u00e9 quello pi\u00f9 animalesco e, abituati come eravamo alle istorie del bizantinismo, capimmo subito che si trattava di un eunuco, tradimentoso come quelli che riempiono la storia dell\u2019oriente romano con le loro congiure. Nonostante la disfatta (che divenne di \u201cAbukir\u201d) di non poter continuare le nostre disquisizioni procopiane, in quegli istanti gli amici del\u00a0<em>cocciu \u00e2 littra<\/em>\u00a0poterono indagare le manifestazioni inaspettate dei bollenti furori di fiori che non ti aspetteresti di trovare. Tuttavia, osservando con metodo scientifico i comportamenti del compiacente oste, ci fu dato un altro importante esempio di come si pu\u00f2 manifestare il ricercato evento. Dunque, le esistenze di Ivanu Robbajadduzzi, di Porfirione e la singolare smania dell\u2019eunuco-oste pi\u00f9 compiacente di tutti nel tempo hanno colto l\u2019essenza di ci\u00f2 a cui anela il Circolo degli Amici di Procopio di Cesarea. Per te, invece, ors\u00f9:\u00a0<em>Cosa bolle nei fiori?<\/em><\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><i><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/i><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><i><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/i><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><i><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/i><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">In foto: l\u2019imperatrice Teodora in un mosaico ravennate.<\/span><\/p><p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Garamond, 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