{"id":2599,"date":"2022-06-22T22:00:15","date_gmt":"2022-06-22T22:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilpequod.it\/?p=2599"},"modified":"2022-06-23T08:02:27","modified_gmt":"2022-06-23T08:02:27","slug":"edipo-re-una-nota-filosofica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2022\/06\/22\/edipo-re-una-nota-filosofica\/","title":{"rendered":"Edipo re. Una nota filosofica"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2599\" class=\"elementor elementor-2599\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-45bcf0f9 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"45bcf0f9\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-26251bf1\" data-id=\"26251bf1\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6a673ad1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"6a673ad1\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: center; border-style: none;\" align=\"center\"><span style=\"font-family: Garamond, serif; font-size: 12pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif; font-size: 12pt; text-align: right;\">di Davide Amato, Alberto Giovanni Biuso, Nicoletta Celeste, Sarah Dierna, Simona Lorenzano, Enrico Palma e Marcosebastiano Patan\u00e8*<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; line-height: 20px; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 20px;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">La tragedia greca \u00e8 un\u2019immensa opera di\u00a0<em>pensiero<\/em>. Attraverso il tragico l\u2019uomo di tutti i tempi sperimenta un accesso diretto al mondo e alla sua complessit\u00e0 che altrimenti gli sarebbe precluso. Nel tentativo di dare senso alla condizione umana, all\u2019esistere dilaniato e inquieto tra la vita e la morte, la libert\u00e0 e la necessit\u00e0, la tragedia greca \u00e8 energia\u00a0<em>poetica<\/em>\u00a0e\u00a0<em>poietica<\/em> inesauribile. Al centro di questo campo di tensioni, tra desideri e remore sta l\u2019eroe tragico, in balia delle forze numinose del destino e del divino. \u00c8 la Pizia di Delfi a convincere Edipo a risolvere forse il pi\u00f9 importante di tutti gli enigmi: quello delle sue vere origini e della sua identit\u00e0. Comincia cos\u00ec per lui un cammino tortuoso fatto di indizi, tracce, segni che vertiginosamente si accumulano fino a unirsi nel\u00a0<em>symbolon<\/em>, nella connessione di tutti i frammenti del passato che getta innanzitutto una nuova luce sul suo presente. \u00c8 questo\u00a0<em>symbolon<\/em>, questa\u00a0<em>tragica<\/em>\u00a0connessione di segni a costituire \u2013 molto pi\u00f9 del parricidio e dell\u2019incesto\u00a0<a>\u2013<\/a>\u00a0il vero cuore dell\u2019evento tragico dell\u2019<em>Edipo re<\/em>. Un\u00a0<em>symbolon<\/em>, una connessione accecante di piccole\/grandi verit\u00e0 sul passato\u00a0che spegne definitivamente ogni luce della sua esistenza. Un\u00a0<em>symbolon<\/em>\u00a0e un destino che proprio come il Cristo nel Getsemani, non combatte, ma accetta fino alla fine. \u00c8 quella di Edipo la tragedia di un eroe che non si\u00a0<em>rassegna<\/em>, ma si\u00a0<em>consegna<\/em>\u00a0a quell\u2019insondabile e profonda verit\u00e0 di se stesso, di un passato che trabocca di silenzi, inganni e decisioni subite. Se la Sfinge lo aveva costretto a fissare lo sguardo sul presente, sull\u2019immediato, ora \u00e8 Tiresia a esortarlo a guardare la verit\u00e0 del suo passato, risalendo a ritroso dalla fine all\u2019inizio, dal buio alla luce delle sue origini.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 20px; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">Se si afferma riguardo all\u2019<em>Edipo re<\/em>, inoltre,<i>\u00a0<\/i>che si tratta della\u00a0<em>tragedia<\/em>\u00a0per antonomasia si \u00e8 nel giusto. Mai come in quest\u2019opera lo spirito tragico si raccoglie e diventa trasparente allo spettatore, il quale, con la ben nota dinamica aristotelica di immedesimazione e di repulsione, dapprima invidia e si compiace del successo di Edipo, e poi lo esecra e condanna per essere divenuto la sciagura di se stesso. E perch\u00e9 mai lo \u00e8? Per quale ragione pu\u00f2 dirsi fondatamente la pi\u00f9 alta e la pi\u00f9 esemplare delle tragedie? Edipo, metafora e anche sineddoche dell\u2019umano, \u00e8 infatti colui che pur non avendo commesso nulla, assolutamente incolpevole e favorito dalla sorte con l\u2019intelligenza per battere la Sfinge e divenire re di Tebe, viene comunque subissato dagli d\u00e8i con le colpe pi\u00f9 gravi che la civilt\u00e0 antica potesse mai concepire: la profanazione di se stesso, della famiglia e, per ultima, della citt\u00e0. Dove gli d\u00e8i elargiscono, in termini di ricchezza, fama e potere, poi tolgono, e veramente stolto \u00e8 colui che crede che tali beni dureranno per sempre. La ricerca della colpa di Edipo, in una forma di ironia tragica tra le pi\u00f9 brutali, termina infatti in se stesso. Edipo doveva salvare la citt\u00e0, da cui la sua ossessione di sapere circa la ragione del male che la attanagliava, la peste, e poi di conoscere il suo passato immondo, la storia di turpitudini che l\u2019ha condotto a violare le leggi degli d\u00e8i e a suscitare l\u2019orrore generale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 20px; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">Accurata \u00e8 stata la scelta di una scenografia spoglia, asettica, quasi cimiteriale. O per meglio dire la scelta di non allestirne alcuna in favore della cospicua presenza umana sulla scena, forse il tratto pi\u00f9 riuscito della rappresentazione. Una grande scalinata grigia, quella del sapere a cui lentamente si approda per brevi e dolorosi passi, campeggia a chiudere l\u2019ambientazione. Da questo, infatti, l\u2019emersione delle decine e decine di componenti del coro, che a gran voce scandivano ritmicamente e coreograficamente lo strazio del loro re e della citt\u00e0. Un grande pubblico segue dunque Edipo, e insieme a lui Creonte, Giocasta e Tiresia, quest\u2019ultimo l\u2019unico in grado di camminare sulle\u00a0<i>silhouettes\u00a0<\/i>di abiti di coloro che erano morti per la peste e che ogni corifeo portava con s\u00e9, poi disposte in cerchio a significare la colpa ancora ignota nella citt\u00e0 e dentro cui Edipo sguazzava completamente ignaro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 20px; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">Gli occhi di Tiresia vedono la verit\u00e0; Edipo, una volta appresa, non ne regge la visione e se li strappa dalle orbite, divenendo cos\u00ec lo\u00a0<em>Sguardo rosso <\/em>di Schoenberg posto a immagine-guida delle tragedie di quest\u2019anno. Gli uomini e le donne sono infatti la scena, l\u2019ambientazione, il tribunale che segue come un\u2019ombra le vicende del loro re in preda al dubbio, alla paura e infine al terrore pi\u00f9 viscerale. Avrebbe voluto assistere alla vicenda da un punto di vista esterno, ma ogni rivelazione dopo l\u2019altra spinge Edipo verso il baratro della consapevolezza del male che egli rappresenta, della colpa che egli era e in cui il sapere stesso lo ha trasformato. \u00c8 in gioco, dunque, la legittimit\u00e0 della conoscenza in relazione ai disegni che le forze pi\u00f9 grandi di cui l\u2019umano \u00e8 in bal\u00eca determinano nascostamente. Cosa voglia dire tentare di conoscere ci\u00f2 che una volta appreso ci distruggerebbe, nell\u2019incoercibile desiderio, antico quanto la Sfinge degli enigmi, di squarciare ci\u00f2 che appare e di raggiungere ci\u00f2 che \u00e8 in s\u00e9. Pervaso dalla volont\u00e0 di sapere, intriso della passione dell\u2019indagare, ossessionato dal bisogno di fare luce, Edipo rovina se stesso e la propria casa. C\u2019\u00e8 qualcosa di estremo e arrogante in questa necessit\u00e0 di portare a evidenza ogni anfratto degli eventi. Un\u2019esigenza di comprensione che si volge contro chi la nutre. Ma che \u00e8 greca, profondamente greca. Uomini furono che vollero conoscere e conobbero. E che di fronte a ci\u00f2 che avevano appreso dissero parole talmente chiare da essere sempre e ancora nostre, sempre e ancora vere nell\u2019affermare che nessun umano potr\u00e0 essere detto sereno sino a quando in lui pulser\u00e0 ancora la vita (<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1f65<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u03c3\u03c4\u03b5 \u03b8\u03bd\u03b7\u03c4<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1f78<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u03bd\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1f44<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u03bd\u03c4\u03b1 \u03ba\u03b5\u03af\u03bd\u03b7\u03bd \u03c4<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1f74<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u03bd \u03c4\u03b5\u03bb\u03b5\u03c5\u03c4\u03b1\u03af\u03b1\u03bd\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1f30<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u03b4\u03b5<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1fd6<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u03bd \/\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1f21<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u03bc\u03ad\u03c1\u03b1\u03bd\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1f10<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u03c0\u03b9\u03c3\u03ba\u03bf\u03c0\u03bf<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1fe6<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u03bd\u03c4\u03b1 \u03bc\u03b7\u03b4\u03ad\u03bd<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1fbd<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1f40<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u03bb\u03b2\u03af\u03b6\u03b5\u03b9\u03bd, \u03c0\u03c1<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1f76<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u03bd\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1f02<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u03bd \/ \u03c4\u03ad\u03c1\u03bc\u03b1 \u03c4\u03bf<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1fe6<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u03b2\u03af\u03bf\u03c5 \u03c0\u03b5\u03c1\u03ac\u03c3<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1fc3<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u00a0\u03bc\u03b7\u03b4<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1f72<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u03bd\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1f00<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u03bb\u03b3\u03b5\u03b9\u03bd<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u1f78<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px;\">\u03bd \u03c0\u03b1\u03b8\u03ce\u03bd<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">, vv. 1528-1530).<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 20px; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">Il Tempo che vede tutto apre infine gli occhi a Edipo; Apollo, dio crudele, lo invade della propria luce di conoscenza; Necessit\u00e0 fa s\u00ec che ci\u00f2 che deve accadere accade al di l\u00e0 anche del silenzio e delle parole di Tiresia. Convocare il quale \u00e8 stato il primo gesto del lento processo di agnizione di Edipo. Tiresia gli consiglia di rinunciare a sapere, Giocasta gli consiglia di rinunciare a sapere, il vecchio servo che lo aveva tenuto in fasce gli consiglia di rinunciare a sapere. Ma Edipo, no. Edipo indaga. Si dichiara persona estranea ai fatti che condussero alla morte di Laio.\u00a0<em>Estraneo<\/em>, lui. Si dice alleato del dio Apollo e del morto Laio. E fa luce. Una luce trionfale che gli regala un ultimo atto di gloria da parte della citt\u00e0 che una volta ha salvato, un attimo intriso non a caso di\u00a0<em>Evo\u00e8<\/em>, il canto vittorioso di Dioniso. Una luce straziante che lo far\u00e0 tornare in scena completamente nudo, intriso del sangue dei propri occhi e di quello di Giocasta suicida.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 20px;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">Complice inconsapevole dell\u2019unione incestuosa, Giocasta incarna la tragedia nell\u2019elemento femminile, la tragedia di essere madre e moglie. Tenerezza e seduzione, accoglienza e desiderabilit\u00e0 sono caratteri del femminile gi\u00e0 di per s\u00e9 problematici da conciliare. Nel personaggio sofocleo questi caratteri raggiungono l\u2019apice della tragicit\u00e0 nel momento in cui diventa chiaro che Giocasta \u00e8 al contempo madre e moglie dello stesso uomo. Madre che abbandona il figlio per compiacere il marito Laio, Giocasta viene smascherata come madre contro natura. Il suo gesto tuttavia costituisce anche il tentativo disperato di strappare se stessa, Laio e il piccolo Edipo al comune destino nefasto.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 20px;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">Meglio sarebbe stato non averlo mai generato quel figlio, meglio sarebbe stato non venire al mondo, ma essendo nati non c\u2019\u00e8 modo di fuggire al dolore e al destino. E il destino di Giocasta \u00e8 stato quello di partorire non solo un figlio-marito, ma per di pi\u00f9 di generare figli da un figlio. Una moltiplicazione del dolore di cui la donna non riesce a farsi carico e soffocata da questa spirale insostenibile si toglie la vita con l\u2019impiccagione, dopo aver imprecato contro quello stesso talamo in cui Edipo era stato concepito e generato, in cui con Edipo si era unita dando vita a una stirpe infelice e nefanda.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 20px;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">Ma qual \u00e8 la colpa di Giocasta? Come nel caso di Edipo, la ricerca della colpa di Giocasta conduce a lei stessa, alla sua facolt\u00e0 di generare, attualizzando quella vita di dolore in potenza che gli oracoli avevano profetizzato. Significativo \u00e8 il fatto che, nella messa in scena di Carsen, quando Edipo ricompare nudo sulla scena viene coperto dai servi con la veste di Giocasta, come a voler ricordare che l\u2019essere umano in quanto mammifero non pu\u00f2 sopravvivere senza l\u2019affetto materno, anche quando si tratta di una madre abbandonica che \u00e8 anche moglie incestuosa.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 20px;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">Doppio \u00e8 quindi il destino di Edipo, creatura apollinea, salvatore-re e mendicante-indovino, perch\u00e9 doppi sono i nomi degli d\u00e8i e cos\u00ec anche Apollo, dio del Sole. La natura doppia dei nomi divini si manifesta nel sacrificio di ci\u00f2 che pi\u00f9 si ama, che \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 caro agli d\u00e8i. Il dio desidera ci\u00f2 che gli \u00e8 simile. Come Artemide, dea della caccia e della foresta, della luna e delle iniziazioni femminili, protettrice della verginit\u00e0 e della pudicizia, esige il sacrificio di Ifigenia, cos\u00ec Apollo toglie la luce a Edipo, quella luce che aveva permesso al figlio di Laio di vedere tra gli enigmi della Sfinge e salvare la citt\u00e0 di Tebe. La luce di Apollo non illumina ma acceca, non uno squarcio nel buio che scaccia le tenebre ma una ferita che brucia, non una luce che indica con chiarezza ma una lama obliqua, una lama che sgorga da lontano, come le frecce amare del dio, del suo arco, come le parole profetiche di Febo che rivelando troppo occultano, conducendo alla rovina. A questa logica potrebbe anche rispondere l\u2019uso della luce sulla scena in diversi momenti chiave della rappresentazione, un\u2019illuminazione simbolo dell\u2019occhio splendente del dio.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 20px; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">Appaiono e scompaiono i sovrani -Edipo, Creonte, Giocasta- lungo l\u2019alta scalinata che dalla piazza di Tebe ascende all\u2019alto della reggia e degli d\u00e8i.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 20px; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">L\u2019<em>Edipo<\/em>, tuttavia, insegna anche altro. Rappresenta certamente un grande monito per chiunque commetta atti incestuosi e sacrileghi minacciando cos\u00ec l\u2019integrit\u00e0 della citt\u00e0, ma bisogna scendere ancora di pi\u00f9 nella trama dell\u2019esistere: la nostra vita si mostra segnata da disegni a noi ignoti e che spesso ci conducono alla rovina e al dolore, senza che noi possiamo contro di esse ribattere alcunch\u00e9, far sentire la nostra voce, anteporre la forza particolare del carattere alla necessit\u00e0 ineludibile del destino. C\u2019era gioia, all\u2019inizio, in Edipo, fortunato tra gli uomini come mai nessuno prima, e proprio per questo la crudelt\u00e0 degli d\u00e8i si accanisce su di lui, cos\u00ec come su ogni umano che in lui si rifigura, un fuscello il quale, pur avendo saputo, sprofonda nella tenebra della non-visione, nudo, insanguinato, commiserato dalla citt\u00e0 e che alla fine, disceso dalle alte gradinate del sapere, va verso il pubblico, mischiandosi, anzi, con noi, insegnandoci come il suo destino sciagurato non sia poi in verit\u00e0 tanto distante dal nostro: ovvero che a noi che siamo nati, e che era meglio che non ci fossimo, tocca ancora soffrire.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 20px;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">\u00c8 il percorso che la tragedia di Sofocle esorta tutti a compiere. \u00c8 il percorso del sentimento tragico, che \u00e8 pura fenomenonologia del dolore, che \u00e8 pura fenomenologia della vita umana nel suo procedere annaspante nella potenza del tempo e della sua cieca irreversibilit\u00e0.<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">Quest\u2019uomo, questo re, non ha alcuna colpa, perch\u00e9 non sapeva di essere l\u2019omicida di Laio e lo sposo di sua madre. Ma l\u2019<em>intenzione<\/em>\u00a0\u00e8 un concetto che per i Greci conta ben poco. A pesare \u00e8 il\u00a0<em>danno<\/em>\u00a0oggettivo che l\u2019agire di Edipo ha inferto alla citt\u00e0, il danno oggettivo che chiunque pu\u00f2 infliggere. \u00c8 a motivo del danno che si deve essere neutralizzati, non della volont\u00e0 di far male o far bene. La seconda \u00e8 semplice e insindacabile psicologia, la prima \u00e8 la realt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 20px; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">Questo, alla fine, la luce portata da Edipo ci fa vedere.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; line-height: 20px; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; line-height: 20px; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">Scheda della messa in scena:<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; border-style: none;\"><em><b><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Edipo re<\/span><\/b><\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Di Sofocle<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Traduttore: Francesco Morosi<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Regia: Robert Carsen<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Scene: Radu Boruzescu<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Costumi: Luis F. Carlvalho<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Coreografie: Marco Berriel<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Luci: Robert Carsen, Giuseppe Di Iorio<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Direttore di scena: Giovanni Ragusa<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Con: Giuseppe Sartori (Edipo re), Rosario Tedesco (Capo coro), Elena Polic Greco (Corifea), Graziano Piazza (Tiresia), Maddalena Crippa (Giocasta), Massimo Cimaglia (Primo Messaggero), Antonello Cossia (Servo di Laio)<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; line-height: 20px; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">Teatro Greco di Siracusa<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: 20px; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; line-height: 20px; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 24px; font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; font-size: 10pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; border-style: none;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Garamond, serif;\">*Questo testo nasce dalla visione collettiva della messa in scena siracusana, dalla condivisione e dalla rievocazione del tragico che si rende presente facendosi parola negli uomini e donne che dai Greci sanno imparare.<\/span><\/p>\n<p><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0di Davide Amato, Alberto Giovanni Biuso, Nicoletta Celeste, Sarah Dierna, Simona Lorenzano, Enrico Palma e Marcosebastiano Patan\u00e8* \u00a0 La tragedia greca \u00e8 un\u2019immensa opera di\u00a0pensiero. 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