{"id":2619,"date":"2022-06-22T22:24:35","date_gmt":"2022-06-22T22:24:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilpequod.it\/?p=2619"},"modified":"2022-06-23T08:08:13","modified_gmt":"2022-06-23T08:08:13","slug":"fatemi-soffrire-e-mi-mettero-a-camminare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2022\/06\/22\/fatemi-soffrire-e-mi-mettero-a-camminare\/","title":{"rendered":"Fatemi soffrire e mi metter\u00f2 a camminare"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2619\" class=\"elementor elementor-2619\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-76741d4 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"76741d4\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-290e33b3\" data-id=\"290e33b3\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-30972583 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"30972583\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt; text-align: right;\" align=\"center\"><span style=\"font-family: Garamond, serif; font-size: 16px; text-align: right; text-indent: 14.2pt;\">di Enrico Palma<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00c8 straordinario a quante cose riesce a spingere la sofferenza. E intendo il dolore esistenziale, il malessere costante e nauseante che intride la vita in ogni sua fibra. A volte alcune circostanze lo esacerbano, al punto da determinare una svolta, un deciso cambio di passo, il desiderio di avere davanti agli occhi il mai visto prima e di respirare un\u2019aria del tutto rigenerata.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Si sbaglia tuttavia se si pensa che basti questo: un dettaglio insulso per insignificanza pu\u00f2 far tornare alla mente ci\u00f2 da cui si voleva fuggire, restando tale malessere esattamente come prima. Esso rimane sopito dentro di noi, come una serpe che tra le sue spire tiene il suo uovo al sicuro e che abbiamo reticenza a sottrarre per paura di essere morsi fatalmente. C\u2019\u00e8 quindi questa doppia spinta: da una parte la volont\u00e0 di cambiare aria, di allontanarsi per un po\u2019 dai luoghi e dalle situazioni divenuti per noi tossici fino a renderli invivibili, come se l\u2019accelerazione impressa alla vita possa contribuire all\u2019oblio accumulando quantit\u00e0 di nuovo in grado di tumulare il vecchio; dall\u2019altra tale passato doloroso pu\u00f2 sempre insorgere, una compagnia a cui spesso la distrazione non giova per nulla. Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra cosa curiosa: pur non avendo raggiunto l\u2019obiettivo, poich\u00e9 il tempo, come si suole dire, avrebbe fatto il suo corso alla stessa maniera e in qualunque luogo ci trovassimo, con l\u2019eccezione di aver reso il processo, stavolta s\u00ec, certamente meno doloroso per via del distacco dalla tossicit\u00e0, \u00e8 l\u2019impulso a importare, questo slancio continuo che, avendoci compresso come si fa con una molla, sfrutta la sofferenza per spingerci oltre.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Non voglio parlare della materia della compressione, bens\u00ec proprio di questo oltre. Perch\u00e9 se non fossimo stati distrutti o compressi a quel punto, forse non avremmo avuto quest\u2019energia negativa tale da compiere esperienze che prima, per pigrizia, aspettativa o semplice desiderio di compierle diversamente, non avremmo mai fatto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Come lo definisce un mio caro amico, questo\u00a0<em>furore di viaggiare<\/em>\u00a0si \u00e8 impadronito di me con una forza insospettata, tanto da aver avuto la fortuna in poco pi\u00f9 di quattro mesi di visitare alcuni dei luoghi pi\u00f9 belli d\u2019Europa. Prover\u00f2 quindi a dare voce ad alcuni miei appunti, non lunghi ma spero densi, affinch\u00e9 dal racconto possa emergere almeno uno dei sentimenti di cui ho parlato all\u2019inizio, e cio\u00e8 che la forza che ci spinge a dimenticare \u00e8 forse ben pi\u00f9 potente di ogni altra, e che la miseria individuale in cui siamo sprofondati (per nostra sciagura o per quella altrui) non \u00e8 poi da ritenersi cos\u00ec grave, perch\u00e9 il mondo, se conosciuto in lungo e largo, pare anch\u2019esso un posto altrettanto miserabile. \u00c8 un\u2019acquisizione veramente funesta, persino in contraddizione con quanto sostenuto finora e che si legger\u00e0 nel seguito di queste righe, ma mi sia concesso di dire che \u00e8 invece tutt\u2019altro che negativa, perch\u00e9 offre un senso di liberazione come poche altre cose nella vita riescono a dare. E ogni volta che lasciavo Berlin, perch\u00e9 le mie gite iniziavano e si concludevano sempre l\u00ec, nella citt\u00e0 del lutto perenne, quest\u2019amarezza mi diventava sempre pi\u00f9 cara, sempre pi\u00f9 amica.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><em><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Hamburg<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Hamburg \u00e8 una citt\u00e0 di commercio, lo \u00e8 stata per molti secoli come lo \u00e8 attualmente. Il porto, infatti, ne \u00e8 il simbolo pi\u00f9 rappresentativo. Ci andavo a passeggiare tutti i pomeriggi al tramonto, quando il sole scendeva a picco fino a nascondersi tra le nuvole raggrumate e gli enormi sollevatori. Il fiume era sempre ingrossato dalle navi che vi transitavano, ma stare l\u00ec, sotto quei riflessi tra l\u2019acciaio dei container e l\u2019acqua ingrigita dalla tristezza delle ultime luci, apriva a considerazioni veramente poetiche, dove il semplice trovarsi preludeva a osservazioni svagate. A questo mondo, diceva Rilke, c\u2019\u00e8 sempre da guardare e il porto di Hamburg, nell\u2019estremo Nord della Germania, con questo grande corno che partiva dalla banchisa fino al termine della luce, era un gran bel colpo d\u2019occhio. Attimo contemplativo assai strano se si considera il posto in s\u00e9, un porto, uno dei luoghi maggiormente antropizzati e concetto di ibridazione tra l\u2019uomo e la natura, ma molto significativo se lo si associa ad alcuni grandi dipinti della citt\u00e0 custoditi nella Kunsthalle, e mi riferisco, tra gli altri, soprattutto a due Friedrich, l\u2019<em>Eismeer<\/em>, il mare di ghiaccio, e naturalmente il\u00a0<em>Wanderer<\/em>, il viandante sul mare di nebbia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Certo, c\u2019erano Blankenese, la frazione di Altona per i ricchi di Hamburg, un quartiere completamente scosceso e fatto di scale molto ripide, tanto da essere chiamato Treppenviertel; Planten un Blomen, uno dei parchi pi\u00f9 accattivanti della citt\u00e0; il bellissimo edificio della Elbphilharmonie, nel quale mi sarebbe tanto piaciuto poter assistere a un concerto. Ma il concetto del\u00a0<em>Wanderer<\/em>, per dir cos\u00ec, aveva costituito per quasi tutta la mia permanenza una precomprensione costante. Persino quando, al secondo giorno, mi sono trovato nella Speicherstadt, il quartiere-magazzino che ha reso famosa Hamburg nel mondo, su uno dei ponti che danno sull\u2019edificio che adesso \u00e8 un ristorante e che taglia in due il canale: sono stato molto fortunato, perch\u00e9 in quel momento non spirava nessun vento, l\u2019ora del giorno in cui il sole \u00e8 pi\u00f9 giallo era in mio favore, talch\u00e9 l\u2019intero canale era divenuto una grande lastra su cui ogni cosa veniva rifratta, e i mattoni d\u2019acqua specchiati sulla superficie, i riflessi di pietra rossa e i flutti di luce rendevano quel luogo una cosa molto simile a un\u2019apparizione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Perch\u00e9 allora dico il\u00a0<em>Wanderer<\/em>? A guardarlo bene, insieme agli altri meravigliosi quadri tutti inni al silenzio e alla mistica della natura, in cui l\u2019umano scompare e resta soltanto la materia misteriosa del mondo, \u00e8 in questione la presenza dell\u2019umano stesso, e quindi non mi sembra improprio affermare che come quel dipinto sarebbe stato migliore se quell\u2019uomo che osserva i flutti di nebbia fosse stato rimosso, allo stesso modo quei luoghi, il porto, il fiume e il canale, sarebbero stati pi\u00f9 profondi se ci fosse stata solo pura osservazione, quello che Rilke definiva\u00a0<em>Zuschaun<\/em>, ci\u00f2 che \u00e8 da guardare. Ma del resto \u00e8 questo il punto del pensiero: noi che guardiamo potevamo anche non esserci, ma ora che ci siamo,\u00a0<em>cosa ci facciamo qui?<\/em>\u00a0Cos\u2019\u00e8 questo guardare? \u00c8 il mistero dell\u2019arte di Friedrich, come forse anche quello che questa citt\u00e0 custodisce.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Garamond, serif;\">[Ringrazio Filippo Riscica Lizzio per i momenti passati insieme, non solo a guardare]<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><i><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><em><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Schwerin<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><i><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Al rientro da Hamburg ho fatto per\u00f2 una deviazione pi\u00f9 lunga, passando prima da L\u00fcbeck (Lubecca), di cui ho intravisto appena il centro dai vetri della stazione, e poi, come sosta di giornata, da Schwerin, la capitale del Meclemburgo-Pomerania Anteriore. La giornata non era delle migliori, grigia e molto piovosa. La citt\u00e0 si segnala soprattutto per il castello ottocentesco, di uno stile molto discutibile che a noi italiani farebbe gridare allo scandalo, posto pittorescamente su un isolotto. Ma non c\u2019\u00e8 dubbio che faccia comunque la sua scena. Ho potuto notare che in Germania tengono molto ai parchi, e questo, seppur con condizioni climatiche avverse, era un luogo molto piacevole. Ho avuto il tempo di girare in tondo all\u2019isolotto per diverse volte, di sedermi sulle panchine, quando asciugavano, o in qualche bar a bere qualcosa. Tuttavia, la vista che c\u2019era sulla collinetta alla fine del parco era davvero suggestiva. Soprattutto quando per una decina di minuti il cielo si \u00e8 aperto a un timidissimo sole e l\u2019aspetto del luogo sembrava essere mutato all\u2019improvviso in meglio. Il pigolare della pioggia sugli stagni che specchiavano nuvole, alberi e guglie, e i castori che guardavo con curiosit\u00e0, ne hanno fatto comunque una meta meritevole di sosta.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><em><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Potsdam, pi\u00f9 in particolare il parco di Sanssouci<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><i><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">A Potsdam c\u2019ero gi\u00e0 stato tre volte. La prima molti anni fa, e la seconda e la terza per visitare nuovamente il parco e poi la zona residenziale e dei laghi, nonch\u00e9 Cecilienhof, il castello in cui si \u00e8 svolta la conferenza che di fatto ha sancito la cartina politica dell\u2019Europa al termine della Seconda guerra mondiale. Avevo gi\u00e0 visitato il Neues Palais, il grandioso castello fatto erigere dagli Hohenzollern, cos\u00ec come l\u2019interno di Sanssouci, voluto espressamente da Federico II, luogo di ritrovo dei pi\u00f9 grandi pensatori dell\u2019epoca (si pensi, uno su tutti, a Voltaire). Sono tornato per\u00f2 alla Bildergalerie, una galleria dorata che raccoglie parte della collezione privata dei re di Prussia e in cui \u00e8 custodito un autentico gioiello dell\u2019arte occidentale, ovvero\u00a0<em>L\u2019incredulit\u00e0 di San Tommaso<\/em>, dipinto che custodisce uno scrigno ermeneutico fondamentale e alcune delle maggiori verit\u00e0 esistenziali, prima tra tutte la sacralit\u00e0 del corpo e del necessario contatto tra gli umani, quella presenza che la vicenda pandemica ha senz\u2019altro mostrato come una componente imprescindibile della vita.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Ci sono tornato, quindi, per lo pi\u00f9 per tre ragioni: era una giornata magnifica, veramente rara in una Berlino prossima all\u2019inverno (Potsdam dista una trentina di chilometri dalla capitale ed \u00e8 raggiungibile con una delle linee cittadine); avevo voglia di passeggiare in mezzo a quell\u2019aria luminosa; perch\u00e9, e non \u00e8 un\u2019esagerazione, \u00e8 uno dei posti pi\u00f9 belli del mondo. Un cartello esplicativo all\u2019ingresso del parco recita proprio cos\u00ec e chiunque lo abbia scritto ha tutta la mia approvazione. Certamente \u00e8 un luogo posticcio, sideralmente distante dall\u2019<em>originariet\u00e0<\/em>\u00a0delle nostre amatissime citt\u00e0 rinascimentali. Ogni luogo in quel parco \u00e8 infatti il risultato, com\u2019\u00e8 tipico della Germania, di una sensibilit\u00e0 attardata e anche anacronistica. Ma i luoghi in s\u00e9 sono bellissimi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Il lunghissimo viale che unisce le estremit\u00e0 del parco (cio\u00e8 dall\u2019edificio di una delle sedi dell\u2019Universit\u00e0 di Potsdam a dirimpetto del Neues Palais verso Sanssouci), i giardini, la Pagoda rappresentativa della cineseria dell\u2019epoca, le tenute di caccia, l\u2019osservatorio in cima a un colle su cui \u00e8 possibile vedere il parco stesso in tutta la sua interezza. C\u2019era molta pace, tanto verde, speranza, serenit\u00e0. Cos\u00ec come le foglie che cadevano come un turbine di neve e nella cui danza si veniva benevolmente accolti. Non \u00e8 un caso infatti che Oscar Wilde, nell\u2019attribuire nella sua favola pi\u00f9 bella,\u00a0<em>The Happy Prince<\/em>, un luogo alla vita del Principe, abbia scelto proprio Sanssouci. Lo avr\u00e0 fatto ovviamente per via del nome, che di per s\u00e9 costituisce un intero programma esistenziale (alla lettera significa\u00a0<em>senza preoccupazioni<\/em>), ma credo, nonostante non sappia se Wilde sia stato o no nel parco (non mi risulta), in ragione dell\u2019estrema piacevolezza che trascorrervi del tempo significa.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Sembra davvero di essere in un grande idillio, di non essere toccati da alcun turbamento, che per qualche attimo nessuna pena possa scalfirci, una profonda e appagante sensazione di rilassatezza e per la quale la disponibilit\u00e0 dell\u2019intero a noi sia un concetto concreto. Per\u00f2, quando provi un sentimento simile, non sai mai se ne stai godendo appieno oppure se \u00e8 soltanto l\u2019anticamera a qualcosa: io c\u2019ero stato da solo, come quasi tutti i viaggi qui raccontati, ma in altri momenti il moto che ti attraversa \u00e8 quello di un rammarico per non essere con qualcun altro, che questa serenit\u00e0 possa essere monca per il fatto di non avere questo altro con te. E quindi guardavo, e non so dire se con invidia o senso di prospettiva, i gruppi di giovani turisti che in amicizia erano in visita al parco, o le coppie che passeggiavano affiatate ancor di pi\u00f9 dalla bellezza del luogo, o le giovani famiglie che sostavano sui prati o sulle panchine godendosi la domenica di sole. Guardavo dunque quel sacro contatto dinanzi al quale non restare increduli ma di cui appropriarsi profondamente, e che quel Caravaggio, visto solo dagli intenditori al contrario delle altre persone che preferivano giustamente l\u2019aperto tra alberi e luce, e nascosto l\u00ec dentro, spandeva come un concetto imprescindibile del quale vedevo nitidamente la messa in pratica, una risoluzione sostenibile alla finitudine ontologica che ci definisce. Che poi, se ci si pensa, \u00e8 il nostro grande problema nella vita, il quale almeno in quel parco mi si offriva in tutta la sua gravit\u00e0 proprio in quanto problema.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><em><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Dresden<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><i><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">La citt\u00e0 della distruzione, di cui per\u00f2 la distruzione stessa ora non ha lasciato traccia. \u00c8 stato tutto ricostruito utilizzando dove possibile le pietre finite in macerie. Doveva essere, prima che venisse rasa al suolo, davvero una perla. Adesso per\u00f2 \u00e8 una perla annerita dai segni indelebili del conflitto, cicatrici ben visibili sulle pietre dei palazzi e su ci\u00f2 che rimane del centro storico. Ho creduto, erroneamente, che la pietra dei maggiori edifici di Dresden fosse tale a causa dei fumi e delle ceneri sviluppatesi a seguito dei bombardamenti, la quale idea o impressione rendeva la citt\u00e0 stessa tremendamente affascinante. Ho appreso per\u00f2, restando tuttavia ancora dubbioso sul fatto, che tale annerimento \u00e8 una sorta di decorso naturale della pietra tipica della Sassonia, che, strano a dirsi, invecchia proprio annerendosi. In ogni caso, il pensiero che si fa passeggiando per la Alt-Stadt, per la citt\u00e0 vecchia, \u00e8 che la guerra sia proprio il nero che si deposita sulle cose. Un colore che ho potuto apprezzare al meglio quando durante una notte passata insonne ho preferito uscire e passeggiare per le vie del centro. Sembrava che quel nero sulla pietra fosse non invisibile o confuso con la tenebra ma ancora pi\u00f9 intenso, persino dominante. L\u2019associazione tra lutto e Barocco che Walter Benjamin ha proposto nella sua opera critico-filosofica pi\u00f9 famosa,\u00a0<em>Il dramma barocco tedesco<\/em>, mi appariva in modo smagliante e in tutta la sua esattezza. Ma la speranza di cui l\u2019umano si ammanta per sopravvivere ai traumi e al dolore continuo che \u00e8 la vita pone alle volte dei rimedi, sicch\u00e9 la cattedrale, vindice nella notte, veniva accesa con delle luci che pareva la trapassassero da parte a parte, rivelando l\u2019essenza luminosa di quella pietra.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Forse per il fatto di averci trascorso un giorno di troppo, ho passeggiato per il piccolo centro molte volte, sedendomi in pi\u00f9 posti, cercando punti di osservazioni inediti. Ma quello che preferivo era lo scorcio che dava sulla facciata barocca della cattedrale, sulla piazza e il Palazzo dei Principi appena sopra la scalinata. Poi il fiume, le nuvole, il pensiero del lutto e ancora una volta il nero. La terrazza pi\u00f9 bella d\u2019Europa, quella immediatamente sopra la Frauenkirche, come l\u2019ha ribattezzata Goethe, ritengo che di fronte a questo concetto sia qualcosa di superabile.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Dresden \u00e8 la citt\u00e0 dello Zwinger, luogo unico per bellezza, il palazzo ora divenuto sede di vari musei e sulla terrazza del quale andavo tutte le sere della mia permanenza. Ma \u00e8 anche la citt\u00e0 di Friedrich, che vi \u00e8 morto e vi ha lasciato alcune delle sue opere pi\u00f9 significative ed esposte adesso all\u2019Albertinum, che ho visitato con estremo interesse. Sono stato a trovare Friedrich nel cimitero in cui \u00e8 sepolto, gesto che pu\u00f2 sembrare lugubre o insopportabilmente romantico, ma direi invece perfettamente in linea con la sua poetica: avendo dipinto molti cimiteri, non poteva mancare di visitare quello in cui giace, di provare con lui un estremo contatto spirituale. C\u2019\u00e8 anche Lili Elbe, protagonista di una delle storie esistenziali pi\u00f9 struggenti e coraggiose, che proprio a Dresden, in cerca forse di un\u2019identit\u00e0 impossibile da raggiungere, ha trovato la morte.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">A portarmi per\u00f2 in questa citt\u00e0 \u00e8 stata un\u2019altra circostanza, uno degli oggetti che considero tra i pi\u00f9 belli mai realizzati, il quale con un titolo assai vago e riduttivo \u00e8 noto come\u00a0<em>Donna che legge una lettera davanti alla finestra<\/em>,<i>\u00a0<\/i>di Vermeer<i>.<\/i>\u00a0Ogni quadro, nella mia prospettiva teoretica, incarna, rappresenta e comunica un\u2019idea. Meriterebbe una discussione certamente pi\u00f9 articolata e filosoficamente pi\u00f9 impegnata, ma posso provare a sintetizzare con una proposta concettuale che tuttavia scelgo di non approfondire: Vermeer, in questo quadro, credo che abbia reso comprensibile, con il potere che soltanto la grande arte possiede, l\u2019idea dell\u2019impatto trasformativo della lettura sul nostro essere, ne immortala il momento esatto, nell\u2019immagine di una giovane che legge una lettera d\u2019amore e di cui per\u00f2 non sapremo mai la reazione, se di salvezza o di condanna, di quell\u2019avvento messianico che ogni amore significa o della totale dannazione per la sua perdita, per il suo essere venuto meno.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00c8 stata un\u2019altra fortuna questo soggiorno a Dresda, perch\u00e9 il dipinto di Vermeer era stato esposto da appena qualche settimana dopo diversi anni di restauro, che ha dissepolto un quadro raffigurante Eros e che influisce fortemente sull\u2019interpretazione, facendo propendere oltre ogni dubbio verso il tema amoroso. Per celebrare l\u2019avvenimento \u00e8 stata allestita una mostra con altri capolavori di Vermeer e con quadri di altri artisti non meno importanti,\u00a0<i>Vom Innenhalten<\/i>, con l\u2019obiettivo di contestualizzare il pittore nella temperie artistica dell\u2019Olanda seicentesca. Probabilmente \u00e8 stata un\u2019occasione unica nella vita.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Quel quadro \u00e8 di una bellezza che pu\u00f2 bastare a se stessa (avrebbe detto Proust per la\u00a0<em>Veduta di Delft<\/em>, davanti al quale ha fatto morire il suo scrittore prediletto Bergotte), induce a credere che innamorarsi ancora nella vita sia un rischio sostenibile e necessario, solo per provare quella vibrazione e quel calore interiore che ci pervadono quando qualcuno ci avvinghia a s\u00e9 ferendoci al cuore e instillando in noi il desiderio folle verso di lei, e l\u2019immaginazione lavora per rendercela perfetta, provando dunque il brivido che Vermeer ha catturato per sempre, quando cio\u00e8 si ama qualcuno e si dice all\u2019altro\u00a0<em>di\u2019 una parola e io sar\u00f2 salvato<\/em>, nella speranza che l\u2019altro ci salvi davvero dicendoci di s\u00ec.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Garamond, serif;\">[Ringrazio Janez, con il quale molto piacevolmente ho visitato la Gem\u00e4ldegalerie Alte Meister, una persona di una simpatia e anche di una competenza nella storia dell\u2019arte veramente rare]<i><\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><i><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><em><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Tallinn e Helsinki<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><i><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">A essere sincero, non ho tratto grande soddisfazione da queste due citt\u00e0. Senza dubbio in esse c\u2019\u00e8 un grado di civilt\u00e0 e di ordine che difficilmente verr\u00e0 raggiunto nei Paesi europei meridionali. A volte penso che la qualit\u00e0 di vita di una nazione sia direttamente proporzionale alla latitudine: pi\u00f9 si sale, pi\u00f9 si diventa civili. Forse da noi sar\u00e0 il caldo a rendere le cose pi\u00f9 desertiche e degradate del consentito, e oltremodo distanti da un concetto adeguato di vivibilit\u00e0 sostenibile.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Segnalo, comunque, oltre al freddo che nel mese di novembre iniziava a essere presente, non tanto le citt\u00e0 in s\u00e9, con edifici certamente all\u2019avanguardia (Helsinki), bei parchi, strade pulite e ariose, un centro medievale molto godibile (Tallinn), nonch\u00e9 ottime pietanze a base di pesce, bens\u00ec ci\u00f2 che nel mio viaggio le ha separate, un\u2019idea di solitudine e di gravame cosmico che ho iniziato a riconoscere sul volto dei naviganti a colazione nell\u2019albergo in cui alloggiavo proprio di fronte al Terminal dei traghetti, nelle andature dei passanti, nel loro scomparire nei vari strati di indumenti che indossavano per proteggersi dal freddo: il mare.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Non avevo mai visto un mare cos\u00ec. Ho conosciuto il mare siciliano, greco, spagnolo, francese, portoghese, il Mediterraneo e l\u2019Atlantico, ma non pensavo potesse esserci un mare a confine con il nulla e lo sconfinato di un cielo notturno, un angosciante illimitato grigiore su cui le nuvole aleggiavano come a suggerire uno stato inedito della materia. Era un abisso di nero tormento, sotto un cielo plumbeo che chiudeva l\u2019orizzonte con presagi di morte. Una visione sublime, per dirla con Kant, della grandezza del niente che ci sovrasta e su cui per\u00f2 possiamo posare gli occhi, forse la nostra vera forza e quella che ci salva. In questa distesa immane su cui la nave procedeva come un vascello di morti, il suo passaggio lasciava una scia che era in realt\u00e0 una linea di sgomento, una\u00a0<em>viammare<\/em>\u00a0che oltre la geometria del possibile faceva riunire all\u2019orizzonte le rette parallele che la disegnavano sulla superficie. Era quella la visione del niente, l\u00ec, al termine dell\u2019orizzonte, il punto nel quale l\u2019illusione prospettica delle forme raccoglie il senso che attribuiamo alle cose per non farle morire nell\u2019insignificanza, e con esse anche noi. Un punto che ho inseguito per tutto il viaggio con lo sguardo, che provavo a indicare persino con la mano e che mi trovavo ad ammirare inquieto e in qualche modo felice perch\u00e9 tale nulla pur esisteva. E che esisteva lo sentivo con forza.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><em><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Brussels e Antwerpen<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><i><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Una citt\u00e0 vitalissima, il centro brulicava di ragazzi e ragazze incuranti di qualsiasi buona norma sociale. Solo divertimento, scherzare, ridere, bere, vociare, drogarsi e cercare qualcuno di attraente con cui terminare la notte prima di fare con lui una colazione che detergesse dalle fatiche del buio. Mi ci sono buttato, almeno per un po\u2019. Una citt\u00e0 che sa divertirsi la capisci dall\u2019ora in cui si sveglia e Brussels si svegliava molto tardi al mattino. I primi, per giunta, erano i turisti.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Brussels \u00e8 la cosiddetta capitale d\u2019Europa, sede dell\u2019Unione e anche, per met\u00e0, del Parlamento. Ho visitato questi luoghi, cos\u00ec solenni in Tv ma invece niente di che, come sempre accade per i contenuti che vi vengono trasmessi, se visti di presenza senza l\u2019artificio dello schermo. L\u2019impressione che ho avuto del Quartiere Europeo, e con ci\u00f2 dell\u2019istituzione che vi si concentra, \u00e8 di un grande\u00a0<em>bluff<\/em>. Una qualche sensazione di mascheramento, di copertura, di un apparire pi\u00f9 grande e importante di quanto non sia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Lo spirito della citt\u00e0 \u00e8 comunque molto frizzante, non troppo elegante ma di una raffinatezza che le \u00e8 propria, un\u2019identit\u00e0 ibrida. Brussels \u00e8 una citt\u00e0 francese che per\u00f2 della Francia non vuole saperne, come ho potuto del resto constatare personalmente quando in un locale stava per scoppiare una rissa proprio tra belgi e poco rispettosi francesi e per dirimere la quale contavano su di me, il\u00a0<em>mob dealer<\/em>\u00a0siciliano, come mi avevano battezzato.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Il Belgio rimane comunque la patria di quella pittura fiamminga che ancora oggi rappresenta uno dei vertici dell\u2019arte universale, esemplata pi\u00f9 di ogni altra cosa in citt\u00e0 dalle opere di Brueghel il Vecchio e soprattutto da quelle di Van der Weyden, a mio giudizio uno dei maggiori pittori della storia dell\u2019arte universale. Alla solennit\u00e0 delle opere devozionali e di celebrazione politica (penso al\u00a0<i>Marat\u00a0<\/i>di David), Brussels unisce l\u2019irriverenza colorata di Tintin e la forza concettuale di Magritte, il museo dedicato al quale \u00e8 direttamente collegato ai\u00a0<em>Mus\u00e9es Royaux des Beaux-Arts de Belgique<\/em>. Insieme al paradosso, al gusto per il surreale e alla padronanza nell\u2019implementare un concetto in un\u2019opera esprimendolo visivamente con simboli meditati e che creano complessivamente un\u2019allegoria, Magritte colpisce proprio con quel\u00a0<em>di pi\u00f9 <\/em>della realt\u00e0 che ci fa comprendere meglio, e anche superare, il mondo bruto.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">E con questi occhi, avendo ancora in mente uno dei suoi maggiori capolavori, andavo ogni sera nella meravigliosa Grand Place, un trionfo luminoso che mi faceva giustapporre perfettamente il titolo del dipinto a quanto vedevo, rendendolo un sogno di bagliore, un\u00a0<em>empire de lumi\u00e8res <\/em>di cui mi sentivo un degno suddito. Intriso ancora delle luci notturne di una delle piazze pi\u00f9 belle d\u2019Europa, l\u2019ultimo giorno l\u2019ho tutto dedicato all\u2019Atomium, una spettacolare struttura in larga scala che rappresenta un atomo di ferro, l\u2019esempio concettuale migliore di\u00a0<em>macroscopia<\/em>. La giornata era eccellente, e dunque, inghiottito al suo interno e risucchiato dall\u2019ascensore, ho trascorso il pomeriggio dentro una di quelle sfere, cercando di cogliere, nell\u2019impagabile piacevolezza che si prova a stare a guardare una citt\u00e0 dall\u2019alto e per di pi\u00f9 in tutta la sua interezza, l\u2019azzurro degradare nelle fiamme del tramonto, in un cielo disegnato dalle scie di aerei ed emulsionato col profilo cittadino, di cui mi divertivo a individuare i monumenti, e con una gamma sempre pi\u00f9 accesa di rossi e blu riflessa sul lucido acciaio di quella molecola gigante.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Tutta la citt\u00e0 mi appariva come posseduta da un pulviscolo luminoso, da un\u2019iridescenza che ho potuto conoscere per intero, sciogliendomi di dolcezza e insieme di amarezza, nel guardare il Sole che mi abbandonava col suo calore al di l\u00e0 del profilo appena accentuato della pianura, il quale mi diceva nel frattempo di andare, che ogni bel momento finisce e che, come avevo provato nella giornata dell\u2019oro e di Rubens, ad Antwerpen, la vita \u00e8 tale andirivieni di albe e tramonti, di curioso e nuovo che intervalla nuvole a sorrisi di cielo, abbattimenti a vittorie, tenebra a luce, ma di cui iniziavo a percepire la stanchezza perch\u00e9 nel suo scorrere sempre uguale non ritrovava chi ero stato.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Garamond, serif;\">[Ringrazio Damiano Gissara, la sua compagna Debora e il piccolo Noah per avermi dato un\u2019ulteriore occasione, proprio tra le luci della Grand Place, per capire che le cose invecchiano veramente e che nel loro giusto svanire, nel nostro diventare grandi, c\u2019\u00e8 una delle pi\u00f9 grandi bellezze a cui si possa mai aspirare di assaporare nella vita]<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><em><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Leipzig<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-indent: 14.2pt;\"><i><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Dovrei tacere, in realt\u00e0, su questa meta, perch\u00e9 credo sia stata un po\u2019 illegale. In Sassonia infatti era in vigore il\u00a0<em>lockdown <\/em>severo per contenere il virus in massiccia diffusione. Ma in barba a questo, la citt\u00e0 di Bach, Wagner e Faust era troppo invitante per non meritare una visita. Una citt\u00e0 piccola e in pieno stile tedesco contemporaneo: rimasugli storici e architettura modernista. Ho pranzato alla\u00a0<em>Aueberbachs Keller<\/em>, la taverna in cui Goethe avrebbe ambientato alcune delle scene pi\u00f9 goderecce del\u00a0<em>Faust<\/em>, ma per le circostanze in cui mi trovavo c\u2019era un clima tutt\u2019altro che festaiolo. Il pranzo, nonostante ci fossi quasi solo io, \u00e8 stato buono. Ho seguito il percorso dei luoghi legati ai musicisti a cui la citt\u00e0 \u00e8 interamente dedicata. E tra tutti \u00e8 necessario riportare la Thomaskirche, la chiesa in cui Bach \u00e8 sepolto e fu\u00a0<em>Kappellmeister<\/em>. Ci ho passato almeno un\u2019ora, approfittando dell\u2019assenza di persone forse interrotta appena una o due volte. Era domenica, e l\u2019organista stava esercitandosi credo in vista della celebrazione, a cui comunque non era impedito partecipare nonostante le restrizioni. Non so giudicare se suonasse Bach come sarebbe stato dovuto, ma di certo \u00e8 stata una sorpresa molto gradita. Diversamente dalle altre chiese, persino San Pietro o Notre-Dame a Chartres, posso dire che in quel luogo c\u2019era davvero una presenza divina. Dio, infatti, secoli prima, pregava in forma musicale proprio tra quelle mura, incarnandosi in una creatura specifica grazie alla quale gli uomini, ascoltandone le note, potessero comunicarsi a Lui. Poi nel 1750 questo dio \u00e8 morto. Ma quelle preghiere, quelle sacre vibrazioni, sono rimaste: le ho ascoltate nel viaggio abbastanza lungo per tornare a casa, di nuovo a Berlin.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><em><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Praha<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><i><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Come ogni buon ladro che tace sul lavoro che fa di notte rincasando al mattino con la refurtiva, con una cattura scampata per un soffio, oppure malmenato e ferito, allo stesso modo devo fare con questa citt\u00e0. La capitale delle bizze dell\u2019imperatore Rodolfo II, di Smetana, di Kafka, di Palach e adesso, credo insieme a poche altre citt\u00e0 in Europa, meta del turismo\u00a0<em>estremo<\/em>. Tuttavia, Praha non \u00e8 stata per nulla la solita citt\u00e0 di contorno in cui le visite ai luoghi d\u2019interesse servono solo da passatempo in vista dei divertimenti della sera. Il centro ben mantenuto, i palazzi in stile neogotico e neorinascimentale dalle facciate coloratissime e cangianti registravano i cambiamenti di luci e di ombre con grande sensibilit\u00e0. Passeggiare per le stradine del centro intorno alla piazza principale e alla Torre dell\u2019antico orologio astronomico riservava, direi, sempre nuove possibilit\u00e0 elettromagnetiche.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Quando una nuvola lasciava ai raggi strada libera per colpire la citt\u00e0 era come uno sbocciare improvviso di energia, che di riflesso si rifrangeva sui volti dei tanti turisti. Speravo sempre che al tramonto il cielo restasse limpido e che il morire della luce lasciasse essere la citt\u00e0 il solito sogno di svanimento che i profili delle capitali, specie di quelle europee, sanno generare. Di questa emozione non mi stancher\u00f2 mai. Dal\u00a0<em>Most <\/em>dedicato a Carlo IV, il ponte pi\u00f9 suggestivo di Praha, il sole che moriva dietro la collina del Castello lasciava in pegno al visitatore, come lo ero io, una caparra per il tempo notturno a venire in cui la luce sarebbe stata assente. Dal sole che cala si passava dunque a un altro concetto di luce condensata, davvero l\u2019oro di cui gli alchimisti di Rodolfo andavano alla ricerca in modo forsennato, una sensazione di cui mi nutrirei ogni sera per affrontare le notti dell\u2019esistenza, che scendeva spillata nei boccali e dai boccali di nuovo nelle gole assetate di divertimento. Molti erano a gruppi, addirittura a sciami, con le braccia nude incuranti del freddo e gridando forti urla di battaglia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Belli questi divertimenti, certo, ma quando il ladro torna al mattino dopo aver rubato l\u2019allegria a un mondo di dolore c\u2019\u00e8 un peso che lo afferra, come se di ogni istante di piacevolezza consumato dovesse poi rendere il conto, ripianare il debito. Il ladro sa di cosa si tratta, \u00e8 ci\u00f2 che non potr\u00e0 mai avere e che lo spinger\u00e0 l\u2019indomani a indossare la calzamaglia per celare s\u00e9 a se stesso e le sue meschinit\u00e0, aspirando al bottino che lo riempir\u00e0 al punto da non desiderare pi\u00f9 alcun divertimento e a cancellare la miseria con cui vede l\u2019alba prima di andare a letto per riposarsi da fatiche insensate.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Al mattino per\u00f2, indossati i panni del turista, non pensavo pi\u00f9 al ladro, guardavo il cielo di un azzurro cos\u00ec intenso su Praha, con nuvole grandi e soffici, un cielo che conoscevo bene dalla gi\u00e0 citata Delft di Vermeer e che scorre sulla citt\u00e0 pur essendo impresso sulla tela. Il profilo di Praha dal Castello in quella giornata e sotto quella luce mi dava benessere. E pensavo allora al senso di tutto questo vagare, tra mari e colli, quadri e birre, lingue e storie, alla maggiore sensibilit\u00e0 che avevo acquisito soffrendo cose che in fondo tutti soffrono ma dalle quali io non ero ancora stato toccato con crudelt\u00e0, e che il senso della distanza e del movimento che annulla e dilata aveva fatto maturare in me. Soffriamo tutti delle stesse cose ma le capiamo ciascuno a modo nostro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Garamond, serif;\">[Buon compleanno Bj! Anche da Vito, Teo e dalla famiglia Lobkowicz]<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><em><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Dublin<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><i><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">I mattoni rossi, le stradine che si snodano irregolari e longilinee, i comignoli anneriti e il fiume Liffey che la taglia in due, i bar coloratissimi, ricolmi di gente e di cui bastava che si aprisse la porta d\u2019ingresso per udire il grosso vociare all\u2019interno, i gabbiani, perlustratori della citt\u00e0 e delle nuvole, e i passanti, i\u00a0<em>Dubliners<\/em>, come molto semplicemente li chiamava Joyce. Camminare in mezzo alle loro vie ti fa sentire furtivo, carico, anche propenso alle risse e allo scompiglio, a cantare, a gridare, a sgattaiolare tra i vicoli come se fossi inseguito da qualcuno al quale avevi detto una parola di troppo o guardato male la ragazza. Una citt\u00e0 vitale ma allo stesso tempo dolente, capitale di uno stato e di una nazione dalla lunga sofferenza, ben visibile sugli annerimenti sui muri e soprattutto sui visi arrabbiati e sulle fessure d\u2019occhi degli anziani che dovevano averne visto tanto di lavoro e fatica. Sguardi taglienti, che forse osservavano con stupore e malinconia la loro citt\u00e0 cos\u00ec cambiata nell\u2019enorme accelerazione impressa dal nostro secolo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Ma \u00e8 anche la citt\u00e0 di quello che considero uno dei miei maestri, a proposito del quale aver camminato per qualche giorno tra le sue strade di giovent\u00f9 mi ha fatto capire meglio la radice della sua arguzia, la furbizia di cui dicevo e che gli irlandesi devono aver sviluppato come risorsa di vita quotidiana. Sono stato davanti alla sua casa natale, poi nel parco di fronte a guardarne l\u2019espressione allo stesso tempo fiera e sorniona sul monumento che la citt\u00e0 ha eretto per lui, un Oscar Wilde spavaldamente sdraiato su una roccia, che con i suoi abiti sgargianti e il suo compiaciuto ammiccamento ricorda al lettore che la vita umana \u00e8 una grande commedia, in cui conviene ridere delle contraddizioni e delle falsit\u00e0 che vi accadono e non prendersela troppo. Ma lui, re degli uomini sensibili, principe della felicit\u00e0 impedita, mi faceva sentire suo suddito, come parte di un reame di cui andare fiero anch\u2019io.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Reame che ho potuto contemplare in tutta la sua magnificenza nell\u2019indimenticabile\u00a0<em>Long Room<\/em>, la biblioteca del Trinity College. Prudentemente avevo prenotato al mattino presto la visita per accedervi per primo, e cos\u00ec \u00e8 stato, assaporando per qualche momento, prima che venisse infranto dai turisti, il religioso silenzio che solo le biblioteche sanno custodire. Beckett, Yeats, Wilde e molti altri venivano a studiare in quel luogo, un tacito granaio continuamente in fiamme, un regno del sapere, un luogo in cui sentire, tra quegli scaffali e in mezzo a tutti quei libri, promesse per il senza tempo, desideri sussurrati all\u2019eternit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Bellissima e importante la National Gallery, con l\u2019impressionante per intensit\u00e0 e destino\u00a0<em>Cattura di Cristo <\/em>di Caravaggio, la\u00a0<em>Donna che scrive una lettera alla presenza della domestica<\/em>di Vermeer, l\u2019<em>Ecce Homo<\/em>di Tiziano, la sala di Jack Yeats, il magnetico pannello di Harry Clarke raffigurante il principe matto dell\u2019omonima\u00a0<em>Song<\/em>.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Anche solo per camminare tra quelle stradine, ascoltando la propria musica o lo scalpiccio dei passanti, e percorrere gli stessi vicoli girando a zonzo e senza nessuna meta precisa per provare quel senso di furtivit\u00e0 e furbizia, valeva la pena di essere venuto a Dublin. Mi faceva credere che valeva la pena aver fatto tutto questo. Diceva Wilde, in uno dei testi pi\u00f9 filosofici dell\u2019Occidente, l\u2019evangelico\u00a0<em>De Profundis<\/em>, che ogni cosa vissuta fino in fondo \u00e8\u00a0<em>giusta<\/em>. Ho cercato di\u00a0<em>vivere<\/em>\u00a0la giustizia e la giustezza di tutto quanto qui raccontato, e anche di quello che ho scelto di non riportare e anche di non scrivere: credo di avercela fatta, perch\u00e9 sorgeva in me una grande soddisfazione per la quantit\u00e0 di ricordi accumulati, gli stati d\u2019animo e le amarezze, i desideri irrealizzabili e le ansie per il futuro, consapevole che la libert\u00e0 che la mia et\u00e0 mi concedeva e la freschezza per poter affrontare tutto ci\u00f2 forse non sarebbero ritornate mai pi\u00f9. Ne ho approfittato, ho tentato di andare fino in fondo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Ma per adesso credo che possa tornare utile l\u2019epitaffio, tutt\u2019altro che un augurio di morte, scritto di propria mano da Jonathan Swift, l\u2019autore guarda caso dei\u00a0<em>Viaggi di Gulliver<\/em>, e che si trova nella Saint Patrick\u2019s Cathedral, di cui fu decano. Riporto gli ultimi versi direttamente tradotti: \u00abVa\u2019, o passante, \/ ed emula, se potrai, \/ colui che per parte sua fu uno strenuo \/ paladino della libert\u00e0\u00bb. Spero di aver emulato infine, guardando di notte il Liffey dal Samuel Beckett Bridge, questi concetti di nomadismo e libert\u00e0. La libert\u00e0 di partire in qualsiasi momento e poi, come esito ultimo, di\u00a0<em>andarsene<\/em><i>.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><em><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Flughafen Berlin Brandenburg<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Viaggiare \u00e8 utile e cos\u00ec bello perch\u00e9 permette di comprendere il mondo, di conoscerlo per com\u2019\u00e8 veramente senza le invenzioni dell\u2019immaginazione, che vanno, pur nel dolore che provoca la loro rimozione, espunte dal trovarsi in quei luoghi e dal tempo in cui vi capitiamo con precise persone e in precise circostanze. Ma soprattutto perch\u00e9 permette ancora di capire che il mondo, se visto il pi\u00f9 possibile, appare agli occhi di chi lo ha saputo guardare come una cosa miserabile, una consapevolezza che proprio i viaggi, magari ravvicinati, riescono appunto a strutturare. Una volta compreso ci\u00f2, la miseria del mondo pu\u00f2 anche far perdonare alla vita le sofferenze che ci ha inflitto e i sogni che non ci ha fatto realizzare. Pi\u00f9 vedo, pi\u00f9 mi sento distante e assolto, nel notare come in fondo un\u2019espressione come\u00a0<em>Tutto qui!<\/em>\u00a0non costituisce una rinuncia al mondo ma la sua pi\u00f9 totale comprensione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Non sento per\u00f2 di averla totalmente raggiunta. Per questo c\u2019\u00e8 ancora tanto da vedere.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm; font-size: medium; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Garamond, serif;\">Foto di Enrico Palma<\/span><\/p>\n<p><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Enrico Palma \u00a0 \u00c8 straordinario a quante cose riesce a spingere la sofferenza. E intendo il dolore esistenziale, il malessere costante e nauseante che intride la vita in ogni sua fibra. 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