{"id":2647,"date":"2022-06-23T12:29:59","date_gmt":"2022-06-23T12:29:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilpequod.it\/?p=2647"},"modified":"2022-06-24T10:32:00","modified_gmt":"2022-06-24T10:32:00","slug":"da-aprile-a-shantih-natura-e-uomo-ne-la-terra-desolata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2022\/06\/23\/da-aprile-a-shantih-natura-e-uomo-ne-la-terra-desolata\/","title":{"rendered":"Da aprile a Shantih: natura e uomo ne La Terra Desolata"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2647\" class=\"elementor elementor-2647\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-1290794c elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"1290794c\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-b91bbbe\" data-id=\"b91bbbe\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-69068b76 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"69068b76\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 8pt; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: right;\" align=\"center\"><span style=\"font-family: Garamond, serif; font-size: 12pt; text-align: right;\">di Antonino Virga<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Nella loro Prefazione al volume universitario dell\u2019<em>Oxford Poetry\u00a01926<\/em>, Charles Plumb e W. H. Auden dichiarano: \u201cSe abitare in una stanza con finestre che si aprono sul Regno delle Fate rappresenta una predilezione naturale, almeno una di esse dovrebbe aprirsi sulla\u00a0<i>Terra Desolata<\/i>\u201d (la traduzione \u00e8 mia). Si potrebbe presumere, leggendo tale citazione concisa, che la poesia di Eliot sia intrisa di caratteristiche soprannaturali e irrealistiche, le quali linguisticamente e tematicamente costruiscono un testo problematico ma molto intrigante. Il titolo, tuttavia, non concede alcun preconcetto euforico, dal momento che al lettore viene istantaneamente veicolata l\u2019immagine di uno scenario arido, che anticipa la condizione putrida di un mondo ridotto a mera\u00a0<em>terra<\/em>. Ecco la terra moderna, un universo intricato i cui soggetti e il cui linguaggio sfuggono a qualsiasi ordine o unit\u00e0 formale, componendo un insieme di realt\u00e0 sparse e frammentarie, ciascuna inserita in una poesia che cela un racconto sostanziale e singolare.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Un racconto che Eliot consacra, sin dal principio, alla propria preoccupazione per la terra, accuratamente perlustrata e delineata in ogni suo specifico aspetto elementare (aria, acqua, terra e fuoco), ma, ahim\u00e8, spiritualmente e naturalmente devastata, la quale, insieme alla sua citt\u00e0 industrializzata e \u2018irreale\u2019, ha ricamato false identit\u00e0 e principi nocivi, che a loro volta hanno sfigurato la facciata ambientale, generando infine uno scenario spettrale, emblema di una natura decaduta e sterile in cui gli individui anonimi e ignavi appaiono chiaramente lontani dall\u2019ottenere una potenziale rigenerazione. Il mondo contemporaneo, nel quale frenetici ritmi urbani e forti rumori umani hanno soppiantato le voci rigogliose e i colori del giardino \u2013 ora declassato a landa secca e infertile (\u201cdead land\u201d, v. 2) \u2013, finisce per configurarsi come la vera e propria proiezione di un\u2019umanit\u00e0 spersonalizzata, un universo di identit\u00e0 frammentate e scomposte la cui vita \u00e8 ridotta a una sequenza inesorabile e ripetitiva.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">L\u2019infecondit\u00e0 che contraddistingue il regno moderno, i cui confini antropici e affollati speditamente tendono a offuscarsi, intrecciarsi e confondersi coi tratti taciturni e desolati di un arido deserto, uno spazio angoscioso in cui l\u2019illusione delle tradizionali certezze e codificazioni viene rapidamente sconvolta da un incessante sradicamento esistenziale, incarna una situazione oggettiva per cui una paralisi personale si rispecchia in un paesaggio naturale devastato, ove lo scorcio distante di una provvidenziale primavera si rivela essere il flusso distruttivo di un fiume impetuoso che porta con s\u00e9 le speranze infrante di soggetti impotenti, un fiume le cui acque non possono che garantire un\u2019unica, triste fatalit\u00e0, e la cui turpitudine riflette la coscienza corrotta di uomini vuoti, relitti galleggianti e allo stesso tempo sommersi dalle forza eterna della lussuria.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">L\u2019infernale covo contemporaneo dell\u2019iniquit\u00e0, tutto costellato di aspre rocce che, lungi dall\u2019offrire un riparo, esemplificano le anime asettiche di uomini privi di fede, i quali, accecati da un\u2019ombra perenne, sono costretti a vivere in una sospesa e limbica inettitudine, diventa la valle di lacrime per penitenti disperati che necessitano urgentemente un rinnovamento religioso, al fine di essere purificati e poi ricostituire la fragile cornice naturale in cui dimorano, un cosmo in caduta dove ogni armonia \u00e8 stata drasticamente annientata.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">L\u2019inizio del Novecento, insieme alle pressioni percepibili delle nuove tecnologie che rivoluzionarono radicalmente i ritmi e le condizioni di vita, rappresent\u00f2 un momento di \u2018chiassosa\u2019 modernit\u00e0. La citt\u00e0 con i suoi pi\u00f9 vari aspetti, la folla e le sue voci assordanti, le rapide trasformazioni economiche e politiche, stavano tutte costituendo un sistema mondiale emergente, un crogiolo cosmopolita in cui stavano originandosi nuove esperienze e forme espressive. In questo scenario caleidoscopico, il\u00a0<em>fl\u00e2neur<\/em>\u00a0\u2013 il distaccato osservatore e cronista della vita urbana \u2013 poteva assistere con vivido dettaglio ai numerosi panorami, suoni e odori che la citt\u00e0 doveva offrire a un luogo senza confini precisi, ove tradizioni e culture diverse si mescolavano continuamente, vantando una grande variet\u00e0 di materiali che si fondevano nella grande e moderna metropoli.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Nondimeno, il perenne assorbimento di molteplici realt\u00e0, insieme all\u2019incessante rimodellamento del s\u00e9, diventava particolarmente problematico nella formazione di identit\u00e0 stabili all\u2019interno di un iperspazio che progressivamente non riusciva a riconoscere un\u2019esteriorit\u00e0 e che stava evolvendosi in un terreno immateriale e trasparente, giacch\u00e9 la vasta citt\u00e0 tendeva a ignorare e sconvolgere i confini convenzionali di fisicit\u00e0 e localit\u00e0, tempo e spazio, nazioni e culture.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Il risultato, una crisi delle forme e una perdita irrevocabile di quella completezza che sembrava necessaria a ogni cultura robusta, gener\u00f2 la tragica rottura della continuit\u00e0 e il drammatico sradicamento di una societ\u00e0 che gradualmente andava trasformandosi in una congregazione impersonale e anonima, un paesaggio urbano di spettri, di psicologie collettive ontologicamente frammentate, una \u201cCitt\u00e0 irreale\u201d (v. 60), precariamente in bilico tra gli estremi della realt\u00e0 e della fantasmagoria, cessando cos\u00ec di costituire un ambiente meramente sociale.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Una ricognizione dell\u2019irrealt\u00e0 urbana de\u00a0<em>La\u00a0Terra Desolata<\/em>\u00a0sembra inevitabile, dal momento che il testo \u00e8 pervaso da un senso di disumana desolazione che raffigura la\u00a0<em>City<\/em>, ossia Londra e l\u2019intera esperienza urbana moderna, come un luogo infestato, un territorio poetico che si affranca da un senso di stabile collocazione, posizionandosi tra una lontana Utopia e un\u2019imminente Apocalisse.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">La poesia di Eliot, difatti, tramanda un\u2019atmosfera lugubre, la quale rappresenta in effetti l\u2019aria che ogni grande\u00a0<em>polis<\/em>\u00a0moderna pu\u00f2 respirare, una desolazione estetica e spirituale che sprigiona immagini vivide e transitorie, distilla brevi momenti di pura commozione, ma continua a segnalare la presenza di individui senza nome, dotati di piaceri sordidi e deboli, di individui indistinti con ideali falliti, di una falsa realt\u00e0 priva di coerenza o seriet\u00e0, in cui gli uomini sono completamente separati dalle proprie vite.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">La prima sezione del poema, \u201cLa Sepoltura dei Morti\u201d, introduce la civilt\u00e0 di questa terra, una civilt\u00e0 che stranamente considera aprile \u201cil mese pi\u00f9 crudele\u201d, incapace di gioire della nuova nascita e rigenerazione che la calda primavera porter\u00e0, preferendo al contrario la sterilit\u00e0 del morto inverno e la glacialit\u00e0 di un mondo in cui non \u00e8 possibile generare. Si incrina dunque sin dall\u2019inizio il consueto legame tra aprile e la rinascita della Natura, e lo stesso titolo della sezione sembra evidenziare tale frattura, attraverso i suoi molteplici riferimenti a una triste circostanza: \u201cThe Burial of the Dead\u201d indica proprio la funzione commemorativa celebrata secondo il rito anglicano (il cui appellativo \u00e8 \u201cThe Order for The Burial of the Dead\u201d); mitologicamente, evoca anche la sepoltura dell\u2019effigie del dio, che rappresentava un pegno di rinascita nei riti di fertilit\u00e0; ma in particolare, esso fa riferimento alla sepoltura dei morti nel mondo moderno, una sepoltura metaforica di uomini vuoti che rifiutano di risvegliarsi al dramma della vita.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Nell\u2019atmosfera squallida de\u00a0<em>La Terra Desolata<\/em>, la quale palesemente suggerisce che, man mano che la citt\u00e0 ha perso il contatto con la terra, con i ritmi e il nutrimento psichico della natura, \u00e8 andato altres\u00ec perduto un significato spirituale, il lettore \u00e8 quindi indotto ad addentrarsi in un paesaggio desertico che rispecchia lo stato interiore dei suoi abitanti, uomini le cui anime ardono nel fuoco distruttivo della lussuria, un desiderio infecondo e insoddisfacente: \u00e8 un luogo governato dall\u2019aridit\u00e0, letterale e simbolica, una siccit\u00e0 perpetua che attende ancora una rigenerazione, quella pioggia d\u2019acqua che, tuttavia, sembra non cadere.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">L\u2019acqua \u00e8 infatti ci\u00f2 che questi uomini assetati bramano ardentemente, nel loro\u00a0<em>habitat<\/em>\u00a0naturale e secco in cui la pioggia primaverile eccita \u201cspente radici\u201d (v. 4) e la terra \u00e8 disseminata unicamente di \u201carida pietra\u201d e non si ode nessun \u201csuono d\u2019acqua\u201d (v. 24). La carenza di radici, che non germogliano e impediscono in tal modo il rinnovamento della vita spirituale e vegetale, provoca la decomposizione di un mondo in cui non \u00e8 possibile garantire n\u00e9 una concreta guarigione n\u00e9 una risurrezione metafisica. Pare dunque apodittico che quei morti siano una proiezione dei vivi, \u2018morti viventi\u2019 fatalmente destinati a un\u2019esistenza larvale, esiliati nella Citt\u00e0 infernale, ridotti a meri uomini disossati e vuoti. La vacuit\u00e0 che caratterizza l\u2019essenza stessa di questi individui si estende fino ad abbracciare tutta la loro esperienza, che rimane sospesa nel ricordo per criticare e rendere sterile il mondo di ordinaria emozione: un\u2019esperienza fatta di passioni e desideri spenti, sentimenti inefficaci che vengono ricordati con tenero rammarico ma pure con dolore.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">La tempestosa e travolgente lascivia che inevitabilmente corrode gli individui e i loro legami amorosi, \u00e8 sommersa da un fiume distruttivo, che presenta l\u2019elemento naturale dell\u2019acqua come fattore rovinoso e nocivo, il quale continua a trasportare e sopportare l\u2019enorme danno dell\u2019umanit\u00e0, ripetutamente battezzata come \u2018causa prima della turpitudine esistenziale\u2019. Il \u201cDolce Tamigi\u201d (v. 176) pu\u00f2 sintetizzare tale degrado: \u00e8 un fiume che proietta e testimonia varie epoche di vizi umani \u2013 in primo luogo tra questi la lussuria \u2013, che trasuda \u201cpetrolio e catrame\u201d (v. 267), ricolmo dei segni del commercio, del consumo e della deforestazione, uno \u201cspento canale\u201d (v. 189) personificato che traghetta persino l\u2019indifferente violazione e stagnazione della sessualit\u00e0. Il fiume non pu\u00f2 favorire alcun riscatto o rigenerazione, le sue acque esteriorizzano l\u2019intimo inquinamento degli uomini contemporanei che oramai sono abituati a pescare \u201cnello spento canale \/ Una sera d\u2019inverno dietro il gasometro\u201d (vv. 189-90), cercando la propria retata spirituale in un ambiente contaminato industrialmente.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Invece di assicurare una rinascita, l\u2019acqua garantisce solamente una morte perniciosa e allarmante: \u201cTemi la morte per acqua\u201d (v. 55), lo spaventoso ammonimento di un\u2019ingannevole indovina che ha soppiantato le profezie bibliche, avverte gli illusi credenti circa i pericoli che l\u2019elemento naturale potrebbe dispensare, rivelati nella (s)fortunata carta, quella del \u201cmarinaio fenicio annegato\u201d (v. 47), al quale la \u201ccorrente sottomarina\u201d (v. 315) ha preparato un sepolcro. Ciononostante, se il mare (e, per analogia, l\u2019acqua) costituisce il\u00a0<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u03bd\u03b1\u03c5\u03b7\u03b3\u03bf<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u1fe6<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00a0\u03c4\u03ac\u03c6\u03bf\u03c2<\/span><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">, \u201cla tomba di un naufrago\u201d, il fuoco (e,\u00a0<em>mutatis mutandis<\/em>, la terra) rappresenta la promettente speranza di salvezza, dal momento che il suo deserto, ambiente roccioso che paradossalmente \u00e8 in grado di permettere la mistica Eucaristia e la purificazione biblica, si trova lontano dalla vita illusionistica e profana.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">I messaggi di una potenziale catarsi per gli individui corrotti de\u00a0<em>La\u00a0Terra Desolata<\/em>\u00a0sono, appunto, affidati alle fiamme ardenti di Buddha e al perentorio Tuono delle\u00a0<em>Upanishad<\/em>\u00a0che, in un tempo disperato di angoscia e aridit\u00e0, quando l\u2019intera natura avidamente \u201cattendeva la pioggia\u201d (v. 396), parla propiziamente, accompagnato da una favorevole precipitazione, nonostante la sua attualizzazione si verifichi \u201cin lontananza, sul Himavant\u201d (v. 397), all\u2019interno di un ecosistema che possa essere al riparo dalla decadenza urbana. Ma, mentre il momento spirituale di dialogo tra gli uomini e Dio, tra la terra e i Cieli, sembra presagire un nuovo inizio, i desolati continuano a vivere in uno spazio liminale, seduti \u201csulla riva \/ a pescare\u201d (vv. 423-24), in attesa di essere purificati dai loro peccati nel \u201cfoco\u201d (v. 427) purgatoriale che, per\u00f2, ha abbandonato \u201cl\u2019arida pianura dietro\u201d (v. 424) di loro. La speranza di una potenziale trasformazione dei soggetti, che, \u201c<em>uti chelidon<\/em>\u201d (\u201ccome la rondine\u201d, v. 428), potrebbero rigenerarsi nella primavera di un aprile non crudele, li obbliga tuttavia a \u201cmettere ordine nelle [loro] terre\u201d, anche quando il loro macrocosmo storico \u201csta cadendo gi\u00f9\u201d (v. 426): come \u201c<em>la tour abolie<\/em>\u201d (\u201cla torre abolita\u201d, v. 429), tutta la tradizione invero sta crollando, e gli uomini possono definitivamente prendere atto che la loro esperienza \u00e8 unicamente \u201cun mucchio di immagini frante\u201d (v. 22), un cumulo di frammenti su cui essi possono a malapena reggersi per \u2018puntellare\u2019 le rovine incombenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">Ecco, quindi, l\u2019<em>Unreal City<\/em>\u00a0di Eliot, che accoglie in modo eccezionale il complesso di simulacri e verit\u00e0 contingenti risultanti dalle apparenze virtuali dell\u2019esperienza metropolitana, ove lussuria e desiderio costituiscono l\u2019inevitabile punto di partenza per un ciclo mitico di decadenza. Contemplando sia gli effetti devastanti della prima guerra mondiale sui corpi e sulle menti degli individui, sia il paesaggio soffocante in cui essi risiedono,\u00a0<em>La Terra Desolata<\/em>\u00a0dispiega i danni psicologici di uomini fragili la cui insania spesso si estende a potenziali traumi fisici, che espongono la sofferenza di vittime inconsce la cui miseria non pu\u00f2 essere alleviata. In quale luogo, dunque, pu\u00f2 essere scoperta o, laddove possibile, ritrovata la vita?<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">La desertificazione fisica e spirituale evocata e reiterata dal poema, dal titolo iniziale al verso finale, implica logicamente l\u2019inevitabile attesa di un momento salvifico di fertilit\u00e0, che possa eventualmente consentire l\u2019evasione dai sintomi dannosi del malessere moderno. La dolorosa ricerca di un segno di redenzione e di fecondit\u00e0 che questa terra desolata brama, assetata di quella \u201cpioggia di primavera\u201d (v. 4) che il crudele aprile tarda a concedere, in una Londra devastata, brulicante di vizi umani e di naturale putrescenza, chiaramente non pu\u00f2 essere risolta nel mondo moderno decaduto, troppo radicato nella sua dottrina eretica e accidiosa. La ricerca deve quindi discostarsi dalla terra mondana e muoversi verso un regno alternativo, un ambiente\u00a0<em>irreale<\/em>\u00a0in cui l\u2019attuale stato di degenerazione, ostentante egoismo e lussuria, possa essere annientato, dove tutti i frammenti possano ricomporsi per recuperare l\u2019integrit\u00e0 perduta, dove \u201cci si sent[a] liberi\u201d (v. 17) dai tormenti del mondo terreno.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; line-height: normal; font-size: 11pt; font-family: Calibri, sans-serif; caret-color: #000000; color: #000000; font-style: normal; font-variant-caps: normal; text-align: justify; text-indent: 14.2pt;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Garamond, serif;\">La risoluzione ideale per far rivivere i pozzi prosciugati del cristianesimo, e dunque della civilt\u00e0, occidentale \u00e8 perci\u00f2 assegnata all\u2019incantatorio \u201c<em>Shantih<\/em>\u201d (v. 433) che solennemente conclude il poema: \u201cLa pace che supera la comprensione\u201d, la chiusura formale in sanscrito della preghiera delle\u00a0<em>Upanishad<\/em>. Nell\u2019arduo tentativo di conciliare l\u2019ineffabile divario dell\u2019interrelazione tra rovine frammentate, la triplice formula finisce per costituire l\u2019unica risposta alla paralizzata condizione contemporanea: una benedizione, l\u2019affermazione e il desiderio di pace, che pure rappresenta l\u2019ultimo appello alla saggezza de\u00a0<em>La\u00a0Terra Desolata<\/em>, mettendo in atto un movimento trascendente che, dalla falsa primavera di un mondo illusorio, progredisce verso l\u2019armonia che preannuncia la liberazione attraverso la rinascita. \u201cLa cosa corre da \u2018Aprile&#8230;\u2019 a \u2018shantih\u2019\u201d, come dichiar\u00f2 l\u2019amico Pound, e la miracolosa rigenerazione degli uomini morti si fa strada attraverso un prossimo cammino purgatoriale, in cui i pellegrini abbandonano la civilt\u00e0 e la sua storia in cerca di una nuova vita.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonino Virga \u00a0 Nella loro Prefazione al volume universitario dell\u2019Oxford Poetry\u00a01926, Charles Plumb e W. 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