{"id":3600,"date":"2023-12-18T15:49:29","date_gmt":"2023-12-18T15:49:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilpequod.it\/?p=3600"},"modified":"2023-12-18T17:25:09","modified_gmt":"2023-12-18T17:25:09","slug":"limportanza-della-continuazione-con-cambiamento-di-direzione-nella-sto-ria-del-pensiero-umano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2023\/12\/18\/limportanza-della-continuazione-con-cambiamento-di-direzione-nella-sto-ria-del-pensiero-umano\/","title":{"rendered":"L\u2019importanza della \u201cContinuazione con cambiamento di direzione\u201d nella storia del pensiero umano"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"3600\" class=\"elementor elementor-3600\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-7a41bb90 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"7a41bb90\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-5c9a9a0\" data-id=\"5c9a9a0\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-61634c77 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"61634c77\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">di Dario Rivo<\/p>\n\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Si potrebbe dare il via al presente saggio rifacendosi alla premessa con la quale Sesto Empirico \u2013 nei suoi <em>Schizzi pirroniani <\/em>\u2013 si accinse a delineare l\u2019indirizzo scettico e a descriverne i criteri, i principi e il suo stesso fine, scrivendo, su questa scia, che di una riflessione a partire da <em>La crisi della coscienza europea <\/em>di Paul Hazard ci occuperemo \u00absommariamente ora noi, premettendo che nulla di quanto sar\u00e0 detto intenderemo affermare che sia proprio cos\u00ec come noi diremo, ma, con intento investigativo, intorno a ciascuna cosa riferiremo quello che al presente ci pare\u00bb<a href=\"#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>. Se inizialmente si accenner\u00e0 ad una delle grandi problematiche emerse dall\u2019opera di Hazard, quella relativa al \u201cpirronismo storico\u201d, l\u2019obbiettivo principale sar\u00e0 quello di soffermarsi sull\u2019importanza del ruolo svolto dal pirronismo nei dibattiti religiosi del passato e tentare, cos\u00ec, di comprendere alcuni dei punti salienti del tragitto che esso ha dovuto percorrere prima di arrivare ad influire sulla ridefinizione del modo di ricostruire la storia.<\/p>\n\n<p>L\u2019intento \u00e8, infatti, quello di investigare circa tale ambito, partendo s\u00ec dalle considerazioni hazardiane, ma senza per questo limitarsi semplicemente a riportare la sua analisi e, dunque, cercando di ampliare il raggio di tale indagine attraverso alcuni richiami al contributo offertoci da un altro studioso: Richard H. Popkin \u2013 che nella sua <em>Storia del Pirronismo<\/em> denuncer\u00e0 una \u00abclamorosa svista\u00bb<a href=\"#_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> da parte degli storici, ritenuti colpevoli di non essersi resi conto dell\u2019importanza ricoperta dallo scetticismo gi\u00e0 a partire dal XVI secolo, nonch\u00e9 delle influenti conseguenze critiche innescate proprio dalla sua ripresa. Per cominciare, va notato come Hazard, forgiando tutta la sua maestria nell\u2019adottare una metodologia comparativa per quel che riguarda i pi\u00f9 svariati ambiti della storia e della geografia culturale, esordisce volgendo lo sguardo ai mutamenti psicologici che caratterizzarono il XVII secolo ed esponendo quella che parrebbe rappresentare la base dell\u2019intera \u201ccrisi della coscienza europea\u201d: la messa in dubbio di quei canoni che, tradizionalmente, si era stati soliti utilizzare per interpretare la realt\u00e0 e, dunque, per definire l\u2019identit\u00e0 europea tutta.<\/p>\n\n<p>A tal proposito, ai fini della trattazione, sar\u00e0 sufficiente sottolineare il seguente aspetto: l\u2019europeo, durante quel periodo, si ritrov\u00f2 faccia a faccia con lo \u201cstraniero\u201d, e quest\u2019ultimo, selvaggio o civilizzato qual era, divenne inequivocabilmente il rappresentante di un\u2019alterit\u00e0 piuttosto problematica. Ecco, la messa in rassegna di tutta quella diversit\u00e0 gener\u00f2 dubbio. Quale modo di vivere poteva considerarsi il pi\u00f9 meritevole di un\u2019approvata ammirazione? E anche se Hazard, a questo punto, non indugerebbe ad accompagnarci lungo i sentieri ideologici delle diverse culture in questione, facendoci riesplorare America, Turchia, Persia e Cina in un sol viaggio, qui ci si limiter\u00e0 a ricordare soltanto che il modello europeo veniva pericolosamente messo in dubbio attraverso il confronto con le possibili o, meglio, con le gi\u00e0 esistenti alternative, presenti e reali nel resto del mondo. \u00abArrivarono, quegli Stranieri-Simboli; arrivarono con le loro leggi, i loro valori originali; e s\u2019imposero all\u2019attenzione di un\u2019Europa avida di interrogarli sulla loro storia e sulla loro religione\u00bb<a href=\"#_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> \u2013 scrive Hazard. Storie e religioni non combacianti, dunque, confermarono la relativit\u00e0 delle verit\u00e0 storiche che fino a quel momento erano state ritenute assolutamente valide; dal confronto con le storie di altri popoli si comprese che il metodo con il quale si erano ricostruite le tradizioni passate non garantiva nessun tipo di certezza: al contrario, si cominci\u00f2 a dubitare tanto della storia romana quanto di quella greca, e ad avvertire il bisogno di \u00abcorreggere, con gran dolore, la fallace immagine di quegli amici tanto cari. Forse, anzi, bisognava piegarsi ad ammettere che non erano che fantasmi\u00bb<a href=\"#_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n<p>A questo punto, come narra lo stesso Hazard, si tent\u00f2 invano di eludere la stanchezza del dubbio e riposare, poggiando su un punto di riferimento che teoricamente avrebbe dovuto essere pi\u00f9 saldo rispetto ai suddetti, quello costituito dalla \u00abstoria dettata da Dio\u00bb<a href=\"#_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>; ma come fare i conti con le evidenti incongruenze cronologiche tra, ad esempio, la storia d\u2019Egitto e quella delle Sacre Scritture? Bisognava dar credito a delle ricostruzioni eseguite da personalit\u00e0 che, come il Bousset, miravano a ricreare un sistema temporale che giustificasse le verit\u00e0 religiose, senza perci\u00f2 tener conto delle manipolazioni strategiche \u2013 comode, pi\u00f9 che vere \u2013 esercitate da codesti ai danni di date, personaggi ed eventi affinch\u00e9 il passato risultasse subordinatamente indirizzato alla storia cristiana? Oppure si doveva incoraggiare quello che pareva essere l\u2019interminabile lavoro degli eruditi dell\u2019epoca, che con la loro dettagliata e maniacale ricerca di fonti utili affinch\u00e9 \u00absi sappia senza supporre\u00bb e \u00absi affermi senza mentire\u00bb<a href=\"#_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>, non apparivano tuttavia in grado, almeno agli occhi di Hazard, di usufruire della loro documentazione per ricostruire una visione storica d\u2019insieme? Insomma, il dubbio regnava sovrano e la questione pareva essere insolubile, se non in maniera negativa attraverso una drastica e definitiva rottura con il passato.<\/p>\n\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n\n<p>Occorreva necessariamente trovare un criterio di verit\u00e0, e questa esigenza scatur\u00ec non solo dal confronto con le culture straniere e le loro ricostruzioni storiche, ma anche dalle stesse dispute \u201cinterne\u201d all\u2019ambiente europeo \u2013 una su tutte, quella religiosa. Non a caso, Popkin fa coincidere \u00abla riscoperta degli antichi scettici greci\u00bb con la grande \u00abcrisi intellettuale innescata dalla Riforma\u00bb<a href=\"#_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>, cercando di ricostruire il rapporto e la correlazione solo apparentemente contraddittoria tra scetticismo e fideismo, tra sospensione del giudizio e fede, tra il rifiuto di ogni forma di credenza tradizionale e l\u2019irrazionale religiosit\u00e0 con la quale si accettano i principi divini.<\/p>\n\n<p>Occorrer\u00e0, dunque, accennare brevemente al motivo per cui avvenne la disputa tra Erasmo da Rotterdam e Martin Lutero, cos\u00ec da far chiarezza sul modo in cui i due iniziarono ad avvalersi delle tesi scettiche tornate in auge in quegli anni grazie alla diffusione degli scritti di Sesto Empirico, oltre che sui due <em>Leitmotiv<\/em> pirroniani che, a parer di chi scrive, svolsero un ruolo rilevante ma fondamentalmente invariato, almeno fino all\u2019avvento della svolta risolutiva messa in atto ad opera di Cartesio. In particolar modo, tale disputa era incentrata sul problema relativo all\u2019individuazione di una \u201c<em>regula fidei<\/em>\u201d, ovvero al riconoscimento di un valido criterio di valutazione per quel che concerne la conoscenza religiosa. In tale confronto, da un lato vi erano i cattolici che accettavano i principi dogmatici redatti dall\u2019autorit\u00e0 papale e dall\u2019altro i protestanti, guidati da Lutero, che si rifiutavano di accettare tali principi rivendicandoli in nome di una interpretazione soggettiva effettuata tramite la lettura diretta della Bibbia. \u00c8 interessante notare, prima ancora di fornire ulteriori dettagli in merito alla disputa che si intende prendere in considerazione, come nella sua <em>Storia dello scetticismo<\/em> l\u2019autore metta in luce un altro \u201ceroe\u201d del pensiero moderno per dirla in termini hazardiani: Michel de Montaigne, meritevole del suddetto ruolo metaforico per il fatto di essere stato in grado, a differenza degli scettici anti-intellettualisti del Cinquecento che lo hanno preceduto, di esporre le proprie tesi scettiche attraverso l\u2019utilizzo della ragione. Per quale motivo questa osservazione ricopre un\u2019importanza di un certo calibro? Semplicemente perch\u00e9 permette di sottolineare il fatto che Erasmo non sia riuscito ad avallare le pretese luterane attraverso solide argomentazioni; egli infatti, da quanto implicitamente emerge dalla ricostruzione di Popkin, non fu in grado di riprendere uno degli enunciati emersi dal lavoro di Sesto Empirico e utilizzarlo adeguatamente nei confronti dell\u2019argomentazione luterana: quello relativo al cosiddetto \u201candamento circolare\u201d, esplicato dallo stesso autore greco nel paragrafo quarto del libro secondo della sua opera, in cui scrive che<\/p>\n\n<p>affinch\u00e9 si possa dirimere il disaccordo che esiste intorno al criterio, bisogna che si abbia un criterio come ammesso, per mezzo del quale lo si possa dirimere. Ma perch\u00e9 noi si possa avere un criterio come ammesso, bisogna, prima, dirimere il disaccordo intorno al criterio. Cos\u00ec, cadendo il discorso nel diallele, la scoperta del criterio diviene impossibile, dacch\u00e9 noi non permettiamo agli avversari di assumere un criterio per ipotesi, e se vogliono giudicare il criterio con il criterio, li ricacciamo all\u2019infinito<a href=\"#_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n<p>In poche parole: risulterebbe impossibile smentire un criterio utilizzando un criterio che non sia smentibile. Lutero \u201cinciampa\u201d su questo principio e, in contemporanea, Erasmo non riesce a tirar su un\u2019argomentazione razionalmente valida contro l\u2019atteggiamento luterano. Lutero infatti, rifiutando i dogmi cattolici dettati dalle autorit\u00e0 clericali, dettava a sua volta le sue \u201cverit\u00e0\u201d interpretative inerenti alla Sacra Scrittura giustificandole attraverso una sorta di soggettivismo che, con il contributo giunto dalla dottrina calvinista, verteva sulla mera persuasione interiore, di modo tale che si finiva per ritrovarsi intrappolati in un circolo vizioso: \u00abgaranzia dell\u2019autenticit\u00e0 della persuasione interiore \u00e8 il fatto che sia causata da Dio; e che sia causata da Dio lo sappiamo per persuasione interiore\u00bb<a href=\"#_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a> \u2013 \u00e8 proprio per tale ragione che i riformatori furono da alcuni considerati degli \u00abscettici travestiti\u00bb<a href=\"#_ftn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>. D\u2019altro canto, quando nel suo <em>Elogio della follia<\/em> \u2013 in un paragrafo intitolato <em>La felicit\u00e0 dipende da quello che crediamo <\/em>\u2013 Erasmo scrive che siamo noi ad attribuire un valore al contesto di cui facciamo parte, e che sono \u00abprivi di buon senso quanti ripongono la felicit\u00e0 dell\u2019uomo nella realt\u00e0 delle cose\u00bb perch\u00e9 \u00abessa dipende dalle opinioni\u00bb, e che, dunque, \u00abl\u2019animo umano [\u2026] \u00e8 fatto in modo tale che i falsi ornamenti lo catturano molto pi\u00f9 della verit\u00e0\u00bb<a href=\"#_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>, egli non sta facendo altro che limitarsi a proclamare l\u2019inutilit\u00e0 relativa a qualsiasi tentativo razionale atto a stabilire la veridicit\u00e0 della realt\u00e0. La ragione, per Erasmo, \u201cnon \u00e8 in grado di\u201d conoscere la realt\u00e0 terrena, n\u00e9 tantomeno quella ultraterrena. Difatti, subito dopo, l\u2019autore rincalca la dose:<\/p>\n\n<p>Che differenza pensate vi sia fra coloro che nella caverna di Platone contemplano le ombre e le immagini delle varie cose, senza desideri, paghi della propria condizione, e il sapiente che, uscito dalla caverna, vede la verit\u00e0 delle cose? [\u2026] Non c\u2019\u00e8 differenza, o, se ce n\u2019\u00e8, la condizione dei folli \u00e8 preferibile. Innanzitutto perch\u00e9 la loro felicit\u00e0 costa ad essi ben poco, solo un pizzico di persuasione; secondariamente la condividono con molti<a href=\"#_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n<p>Ed eccoci giunti al secondo <em>Leitmotiv<\/em> a cui si \u00e8 fatto riferimento in precedenza, l\u2019accettazione passiva e la condivisione della forma di saggezza proclamata dalla chiesa cattolica. Il \u201cviver secondo gli usi e i costumi\u201d viene ripreso e accettato anche da Montaigne, per il quale il conservatorismo pirroniano costituisce \u00abla conquista umana ad un tempo pi\u00f9 alta e pi\u00f9 compatibile con la religione\u00bb<a href=\"#_ftn13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>. Difatti la speculazione di Montaigne parrebbe, di primo acchito, riproporre le tesi di Erasmo e attribuire alla fede priorit\u00e0 assoluta rispetto alla ragione. Va sottolineata per\u00f2, a questo punto, la capacit\u00e0 con la quale Montaigne nell\u2019<em>Apologia di Raymond Sebond<\/em>, con lo scopo di difendere e giustificare il razionalismo teologico di quest\u2019ultimo, afferma s\u00ec che la religione deve basarsi solo ed esclusivamente sulla fede ma, allo stesso tempo, aggiunge umilmente che \u00abnon c\u2019\u00e8 nulla di male nell\u2019usare la ragione a sostegno della fede\u00bb<a href=\"#_ftn14\"><sup>[14]<\/sup><\/a> una volta che l\u2019esistenza di Dio sia gi\u00e0 stata accettata fideisticamente. Dopodich\u00e9, usufruendo di quasi tutti gli argomenti pirroniani presenti nell\u2019opera di Sesto Empirico<a href=\"#_ftn15\"><sup>[15]<\/sup><\/a>, egli sviluppa \u00abil suo pirronismo radicale sulla base di una sequenza di livelli di dubbio culminanti in alcune difficolt\u00e0 filosofiche cruciali\u00bb<a href=\"#_ftn16\"><sup>[16]<\/sup><\/a>, riuscendo cos\u00ec a demolire ogni ipotetica forma di certezza derivante dall\u2019attivit\u00e0 razionale (dalle conoscenze relative all\u2019ambito teologico a quelle derivanti dall\u2019umanesimo o, ancora, dall\u2019attivit\u00e0 sensoriale), attraverso, paradossalmente, l\u2019utilizzo della stessa capacit\u00e0 raziocinante.<\/p>\n\n<p>Ma la cosa fondamentale da comprendere \u00e8 come la dimostrazione che tutto \u00e8 dubbio di Montaigne possa rappresentare una sorta di invito, nei confronti di coloro che sostengono che la ragione umana sia \u201cin grado di\u201d decifrare la realt\u00e0, a dimostrare come sia possibile che questo avvenga. Il ch\u00e9 significherebbe sostenere, ancora una volta, che risulta impossibile smentire un criterio utilizzando un criterio razionale che non sia smentibile. Ma a differenza di quanto fatto da Erasmo, Montaigne non chiude la questione condannando a priori la razionalit\u00e0, ma motivando piuttosto \u2013 forse persino involontariamente \u2013 tutti coloro si ritengano in grado di smentire le sue dimostrazioni razionali relative al dubbio rintracciando un criterio ragionevolmente valido, ad argomentare in favore della giustificabilit\u00e0 di quest\u2019ultimo. Non a caso, Popkin attribuisce la radice del pensiero moderno all\u2019opera di Montaigne, in quanto da essa \u00abne scatur\u00ec il tentativo di trovare o una confutazione del pirronismo o un modo per conviverci\u00bb<a href=\"#_ftn17\"><sup>[17]<\/sup><\/a>. E Cartesio addirittura ci convisse per far s\u00ec di confutarlo. Se, come scrive Popkin, \u00abLutero aveva aperto un vaso di Pandora\u00bb<a href=\"#_ftn18\"><sup>[18]<\/sup><\/a> sollevando la questione relativa al modo in cui giustificare il fondamento della propria conoscenza, Cartesio \u2013 grazie anche all&#8217;influsso, diretto e non, di molti pensatori che non sono qui stati presi in considerazione \u2013 questo vaso finisce per chiuderlo individuando un criterio di verit\u00e0 valido su cui fondare \u00abun sistema di conoscenze vere sulla realt\u00e0\u00bb<a href=\"#_ftn19\"><sup>[19]<\/sup><\/a>. Egli, riuscendo ad utilizzare il dubbio sottoforma di strumento utile all&#8217;acquisizione della certezza, arriv\u00f2 ad eludere l\u2019andamento circolare di cui si \u00e8 gi\u00e0 discusso. In che modo? Spingendo lo scetticismo fino ai limiti della capacit\u00e0 umana e oscillando tra il dubbio iperbolico e quello metodico, il filosofo riesce finalmente a rintracciare una certezza indubitabile: il \u00ab<em>penso dunque sono<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn20\"><sup>[20]<\/sup><\/a> \u2013 eccoci dinnanzi al criterio di verit\u00e0 chiaro e distinto che \u00abci permette di scoprire le premesse di un sistema metafisico di conoscenze vere, che a sua volta d\u00e0 fondamento a un sistema fisico di conoscenze vere\u00bb<a href=\"#_ftn21\"><sup>[21]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n<p>Fu cos\u00ec che l\u2019utilizzo delle tesi scettiche attraverso cui inizialmente si mirava a proclamare la vittoria del dubbio su tutto e a demolire l\u2019idea di una ragione intesa come strumento attraverso il quale interpretare con certezza la realt\u00e0, fin\u00ec per generare esattamente il risultato opposto, contribuendo alla formulazione di una ragione intesa come forza assoluta \u201cin grado di\u201d raggiungere ogni forma di verit\u00e0 possibile: la ragione di matrice cartesiana. Quest&#8217;ultima, una volta scoperta l\u2019evidenza del cogito in grado di condurla a Dio e aver trovato in lui la garanzia completa della sua stessa conoscenza, sembrava poter essere in grado di volgere infallibilmente lo sguardo verso l&#8217;intero universo meccanicistico. E anche se Cartesio nella terza parte del <em>Discorso sul metodo <\/em>scrive di voler \u00abobbedire alle leggi e ai costumi del [\u2026] (suo) paese, conservando fedelmente la religione in cui Dio [\u2026] (gli) ha fatto la grazia di essere educato fin dall\u2019infanzia\u00bb<a href=\"#_ftn22\"><sup>[22]<\/sup><\/a>, va tenuto bene a mente che il fine di Cartesio non \u00e8 l\u2019atarassia, n\u00e9 tantomeno una qualche forma di fideismo, ma che egli teorizza le regole della sua morale provvisoria affinch\u00e9 possa serenamente continuare a dedicarsi alla distruzione di tutte quelle opinioni prive di fondamenta valide, e istituirne di nuove in virt\u00f9 del corretto utilizzo della ragione attraverso le quattro regole del metodo. Dunque il conservazionismo pirroniano decade, in quanto soltanto \u201cprovvisorio\u201d, e insieme ad esso, par perdere il suo valore anche la disciplina storica: quest\u2019ultima non apparterrebbe a quell\u2019ambito di conoscenze chiare e distinte esaminabili attraverso il metodo. \u00c8 proprio su tale motivazione che verte la denuncia hazardiana relativa al rifiuto che sarebbe avvenuto nei confronti della storia per mano dei cartesiani<a href=\"#_ftn23\"><sup>[23]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n\n<p>La cosa che urge d\u2019esser messa in evidenza per\u00f2, per concludere, \u00e8 che cos\u00ec come il percorso intrapreso agli albori dagli scettici finisce per approdare ad una meta totalmente opposta a quella che questi si erano inizialmente prefissati, allo stesso modo Cartesio, pur escludendo la storia dall\u2019ambito delle conoscenze sicure a cui il suo metodo permetteva di pervenire, fin\u00ec per contribuire all\u2019evoluzione e al miglioramento della stessa disciplina storiografica. La ragione di Cartesio alla fine approd\u00f2 alla certezza, ma per riuscire a far ci\u00f2, bisogna pur ammettere che essa trov\u00f2 la strada tracciata dallo scetticismo e che fece in compagnia di quest\u2019ultimo buona parte del suo cammino. E questa stessa osservazione, potrebbe esser fatta anche per quel che riguarda il pirronismo storico e l\u2019esercizio della critica sul materiale storico, o ancora, a un livello pi\u00f9 generale, per ciascuna delle verit\u00e0 parziali che derivano da qualsiasi altra esperienza di pensiero sulla realt\u00e0, perch\u00e9, come scrive Ortega y Gasset:<\/p>\n\n<p>Ciascuna \u00e8 una \u201cvia\u201d o un \u201ccammino\u201d [\u2026] attraverso il quale si ripercorre un tratto di verit\u00e0 e se ne contempla un aspetto. Ma si arriva ad un punto nel quale, <em>per quel cammino<\/em>, non si pu\u00f2 andare oltre. \u00c8 necessario tentarne uno diverso. Ma, per essere diverso, \u00e8 ineludibile considerare il primo e, in questo senso, \u00e8 una sua continuazione con cambiamento di direzione<a href=\"#_ftn24\"><sup>[24]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n<p>Per quanto riguarda la suddetta \u201ccontinuazione con cambiamento di direzione\u201d, emblematico \u00e8 l\u2019esempio di Spinoza, con la sua scelta di applicare il \u00abmetodo critico della scienza cartesiana (anche) al contenuto del documento biblico\u00bb<a href=\"#_ftn25\"><sup>[25]<\/sup><\/a> e dunque di fornire una lettura ben precisa anche per quel che concerne la storia sacra che, in tal modo, diveniva profana. Ma seguendo questo tipo di ragionamento infatti, \u00e8 anche possibile notare come Cartesio e i suoi discepoli si sarebbero rivelati utili alla ridefinizione della disciplina relativa alla ricerca e alla ricostruzione storica.<\/p>\n\n<p>Non a caso Carlo Borghero, nel saggio intitolato <em>Il pirronismo storico ottant\u2019anni dopo Paul Hazard<\/em> \u2013 in cui si propone di smentire quel \u00abtriplice rifiuto\u00bb che secondo Hazard \u00absarebbe venuto nei confronti della storia dall\u2019azione congiunta di libertinismo, cartesianesimo e giansenismo\u00bb<a href=\"#_ftn26\"><sup>[26]<\/sup><\/a> \u2013 mette subito in evidenza come nel XVII secolo Nicolas Fr\u00e8ret faccia riferimento alla \u201ccritica\u201d contrapponendola al modello geometrico cartesiano, scrivendo che essa coincide con \u00ablo spirito filosofico \u201capplicato alla discussione sui fatti\u201d\u00bb e aggiungendo che \u00abse la critica ha fornito i fatti [\u2026] sui quali la filosofia lavora, quest\u2019ultima ha illuminato la critica insegnandole a dubitare, a sospendere il giudizio, a essere esigente nella valutazione delle prove e del loro grado di certezza\u00bb<a href=\"#_ftn27\"><sup>[27]<\/sup><\/a>. Tale riferimento soltanto, basta ad affermare che il pensiero cartesiano, scaturito dall\u2019iniziale volont\u00e0 distruttiva del pirronismo, ha anch\u2019esso contribuito ad una qualche forma di \u201ccostruzione\u201d nella ridefinizione della disciplina storica e del suo modo di guardare ai fatti del passato, fornendo cos\u00ec le basi per un nuovo preziosissimo e inevitabile ciclo di distruzione(critica)\/costruzione(storica), fondamentale ai fini dello sviluppo del pensiero e delle attivit\u00e0 umane.<\/p>\n\n<p>[L\u2019immagine \u00e8 frutto del lavoro di Mystic Art Design]<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> S. Empirico, <em>Schizzi pirroniani<\/em>, a c. di A. Russo, Laterza, Roma-Bari 1988, p. 3.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> S. Morini, <em>Introduzione<\/em>, in R. Popkin, <em>Storia dello scetticismo<\/em>, Mondandori, Milano 2000, p. VII.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> P. Hazard, <em>La crisi della coscienza europea<\/em>, UTET, Torino 2007, p. 10.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> Ivi, p. 29.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a> Ivi, p. 30.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a> Ivi, p. 38.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a> R. Popkin, <em>Storia dello scetticismo<\/em>, cit., p. 4.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a> S. Empirico, <em>Schizzi pirroniani<\/em>, cit., p. 64.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a> R. Popkin, <em>Storia dello scetticismo<\/em>, cit., p. 18.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref10\"><sup>[10]<\/sup><\/a> Ivi, p. 16.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a> D. Erasmo, <em>Elogio della follia<\/em>, a c. di M. Lacertosa, Feltrinelli, Milano 2020, p. 82.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref12\"><sup>[12]<\/sup><\/a> Ivi, p. 83.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref13\"><sup>[13]<\/sup><\/a> R. Popkin, <em>Storia dello scetticismo<\/em>, cit., p. 64.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref14\"><sup>[14]<\/sup><\/a> Ivi, p. 61.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref15\"><sup>[15]<\/sup><\/a> Si rimanda a S. Empirico, <em>Schizzi pirroniani<\/em>, cit., p 12, per un approfondimento circa <em>I dieci modi <\/em>\u00abche si riferiscono: 1\u00b0 alla variet\u00e0 che si nota negli animali; 2\u00b0 alle differenze che si riscontrano negli uomini; 3\u00b0alle diverse costituzioni dei sensi; 4\u00b0 alle circostanze; 5\u00b0 alle posizioni, agl\u2019intervalli, ai luoghi; 6\u00b0 alle mescolanze; 7\u00b0 alle quantit\u00e0 e composizioni degli oggetti; 8\u00b0 alla relazione; 9\u00b0 al verificarsi continuamente o di rado; 10\u00b0 alle istituzioni, costumanze, leggi, credenze religiose e opinioni dogmatiche\u00bb.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref16\"><sup>[16]<\/sup><\/a> R. Popkin, <em>Storia dello scetticismo<\/em>, cit., p. 71.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref17\"><sup>[17]<\/sup><\/a> Ivi, p. 72.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref18\"><sup>[18]<\/sup><\/a> Ivi, p. 24.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref19\"><sup>[19]<\/sup><\/a> Ivi, p. 213.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref20\"><sup>[20]<\/sup><\/a> R. Descartes, <em>Discorso sul metodo<\/em>, Laterza, Bari-Roma 1998, p. 45.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref21\"><sup>[21]<\/sup><\/a> R. Popkin, <em>Storia dello scetticismo<\/em>, cit., p. 214.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref22\"><sup>[22]<\/sup><\/a> R. Descartes, <em>Discorso sul metodo<\/em>, cit., p. 31.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref23\"><sup>[23]<\/sup><\/a> Cfr. P. Hazard, <em>La crisi della coscienza europea<\/em>, cit., p. 27.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref24\"><sup>[24]<\/sup><\/a> J. Ortega y Gasset, <em>Idee per una storia della filosofia<\/em>, a c. di A. Savignano, Sansoni, Firenze 1983, p. 117.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref25\"><sup>[25]<\/sup><\/a> R. Popkin, <em>Storia dello scetticismo<\/em>, cit., p. 271.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref26\"><sup>[26]<\/sup><\/a> C. Borghero, <em>Il pirronismo storico ottant\u2019anni dopo Paul Hazard<\/em>, in M. Forlivesi (a cura di), <em>La filosofia e la sua storia. Studi in onore di Gregorio Piaia,, Tomo primo<\/em>, CLEUP, Padova 2017, p. 312.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref27\"><sup>[27]<\/sup><\/a> Ivi, p. 298.<\/p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 di Dario Rivo \u00a0 Si potrebbe dare il via al presente saggio rifacendosi alla premessa con la quale Sesto Empirico \u2013 nei suoi Schizzi pirroniani \u2013 si accinse a delineare l\u2019indirizzo scettico e a descriverne i criteri, i principi e il suo stesso fine, scrivendo, su questa scia, che di una riflessione a partire [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3601,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"ocean_post_layout":"","ocean_both_sidebars_style":"","ocean_both_sidebars_content_width":0,"ocean_both_sidebars_sidebars_width":0,"ocean_sidebar":"","ocean_second_sidebar":"","ocean_disable_margins":"enable","ocean_add_body_class":"","ocean_shortcode_before_top_bar":"","ocean_shortcode_after_top_bar":"","ocean_shortcode_before_header":"","ocean_shortcode_after_header":"","ocean_has_shortcode":"","ocean_shortcode_after_title":"","ocean_shortcode_before_footer_widgets":"","ocean_shortcode_after_footer_widgets":"","ocean_shortcode_before_footer_bottom":"","ocean_shortcode_after_footer_bottom":"","ocean_display_top_bar":"default","ocean_display_header":"default","ocean_header_style":"","ocean_center_header_left_menu":"","ocean_custom_header_template":"","ocean_custom_logo":0,"ocean_custom_retina_logo":0,"ocean_custom_logo_max_width":0,"ocean_custom_logo_tablet_max_width":0,"ocean_custom_logo_mobile_max_width":0,"ocean_custom_logo_max_height":0,"ocean_custom_logo_tablet_max_height":0,"ocean_custom_logo_mobile_max_height":0,"ocean_header_custom_menu":"","ocean_menu_typo_font_family":"","ocean_menu_typo_font_subset":"","ocean_menu_typo_font_size":0,"ocean_menu_typo_font_size_tablet":0,"ocean_menu_typo_font_size_mobile":0,"ocean_menu_typo_font_size_unit":"px","ocean_menu_typo_font_weight":"","ocean_menu_typo_font_weight_tablet":"","ocean_menu_typo_font_weight_mobile":"","ocean_menu_typo_transform":"","ocean_menu_typo_transform_tablet":"","ocean_menu_typo_transform_mobile":"","ocean_menu_typo_line_height":0,"ocean_menu_typo_line_height_tablet":0,"ocean_menu_typo_line_height_mobile":0,"ocean_menu_typo_line_height_unit":"","ocean_menu_typo_spacing":0,"ocean_menu_typo_spacing_tablet":0,"ocean_menu_typo_spacing_mobile":0,"ocean_menu_typo_spacing_unit":"","ocean_menu_link_color":"","ocean_menu_link_color_hover":"","ocean_menu_link_color_active":"","ocean_menu_link_background":"","ocean_menu_link_hover_background":"","ocean_menu_link_active_background":"","ocean_menu_social_links_bg":"","ocean_menu_social_hover_links_bg":"","ocean_menu_social_links_color":"","ocean_menu_social_hover_links_color":"","ocean_disable_title":"default","ocean_disable_heading":"default","ocean_post_title":"","ocean_post_subheading":"","ocean_post_title_style":"","ocean_post_title_background_color":"","ocean_post_title_background":0,"ocean_post_title_bg_image_position":"","ocean_post_title_bg_image_attachment":"","ocean_post_title_bg_image_repeat":"","ocean_post_title_bg_image_size":"","ocean_post_title_height":0,"ocean_post_title_bg_overlay":0.5,"ocean_post_title_bg_overlay_color":"","ocean_disable_breadcrumbs":"default","ocean_breadcrumbs_color":"","ocean_breadcrumbs_separator_color":"","ocean_breadcrumbs_links_color":"","ocean_breadcrumbs_links_hover_color":"","ocean_display_footer_widgets":"default","ocean_display_footer_bottom":"default","ocean_custom_footer_template":"","footnotes":"","ocean_post_oembed":"","ocean_post_self_hosted_media":"","ocean_post_video_embed":"","ocean_link_format":"","ocean_link_format_target":"self","ocean_quote_format":"","ocean_quote_format_link":"post","ocean_gallery_link_images":"off","ocean_gallery_id":[]},"categories":[14],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.8 - 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