{"id":3612,"date":"2023-12-18T15:54:33","date_gmt":"2023-12-18T15:54:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilpequod.it\/?p=3612"},"modified":"2023-12-18T15:55:15","modified_gmt":"2023-12-18T15:55:15","slug":"ci-sara-sempre-orrore-su-there-will-be-blood","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2023\/12\/18\/ci-sara-sempre-orrore-su-there-will-be-blood\/","title":{"rendered":"Ci sar\u00e0 sempre orrore. Su &#8220;There Will Be Blood&#8221;"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"3612\" class=\"elementor elementor-3612\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-7efcefb elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"7efcefb\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-586b114e\" data-id=\"586b114e\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6b378cd1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"6b378cd1\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\n<p style=\"text-align: right;\">di Enrico Palma<\/p>\n\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Una terra, da cui si trae pane,<\/em><\/p>\n\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di sotto \u00e8 sconvolta come dal fuoco.<\/em><\/p>\n\n<p style=\"text-align: right;\">(Gb 28, 5)<\/p>\n\n<p style=\"text-align: right;\"><em>\u00c8 che non conoscevo ancora gli uomini. Non creder\u00f2 pi\u00f9 a quello che dicono, a quello che pensano. \u00c8 degli uomini e di loro soltanto che bisogna avere paura, sempre.<\/em><a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n\n<p>Nell\u2019abisso. Direi che \u00e8 questa la prima espressione con cui iniziare a discutere di questo capolavoro artistico. Un monte, un deserto, un pozzo. E un uomo, solo. Queste sono le uniche cose che si vedono nella prima parte. Un uomo che, disceso in un pozzo che presumibilmente ha scavato di sua mano, \u00e8 in cerca di argento. E lo trova, con fatica ma ci riesce, sacrificandovi la gamba destra, tanto che rimarr\u00e0 claudicante per tutta la vita. Dopo aver fatto saltare una parete del pozzo con un\u2019esplosione controllata, riscendendo dalla scaletta, precipita in terra per la rottura di un piolo. Potrebbe restare l\u00ec dentro, spacciato, ma non si scoraggia. Infatti non solo riesce a uscirne ma si trascina sulla schiena in modo eroico per tutto il fianco della collina con l\u2019ausilio della sola gamba sinistra, finch\u00e9 giunge in citt\u00e0 dove scambia la sua pietra per un titolo di credito. Questo \u00e8 l\u2019inizio dell\u2019epopea di Daniel Plainview, il quale da solitario cercatore di argento si trasforma in cercatore di petrolio, divenendo ben presto uno dei pi\u00f9 ricchi e potenti <em>tycoon <\/em>del Paese.<\/p>\n\n<p>Una lettura superficiale di questa storia, seppure certamente corretta ed efficace, vedrebbe un uomo povero e privo di mezzi compiere la scalata sociale del successo e della ricchezza, un po\u2019 sulle orme di Mastro-don Gesualdo e di Barry Lyndon prima di lui. E tuttavia, se cos\u00ec fosse, rimarrebbe non colta l\u2019intera fenomenologia che giace letteralmente <em>sotto <\/em>questo film. Affermare che Paul Thomas Anderson e Daniel Day-Lewis sono il primo uno tra i pi\u00f9 grandi registi e il secondo uno tra i pi\u00f9 grandi attori della contemporaneit\u00e0 costituisce un\u2019espressione non del tutto esagerata. Come del resto non rappresenta un\u2019esagerazione sostenere che <em>There Will Be Blood <\/em>sia una delle migliori produzioni cinematografiche del nostro secolo. L\u2019impressione che ho \u00e8 che in questo film (e la cosa si ripeter\u00e0 con tutt\u2019altra atmosfera e intenzioni in <em>The Phantom Thread<\/em>) sia avvenuto un incontro eccezionale, talmente felice che per ritrovarne un altro uguale devo scomodare il Vel\u00e1zquez del periodo romano e Innocenzo X, ovvero il papa pi\u00f9 odiato ritratto dall\u2019artista pi\u00f9 grande, dall\u2019incontro dei quali non poteva che nascere un capolavoro, nel loro caso il vertice pi\u00f9 alto della ritrattistica del Seicento, l\u2019intensissimo e quasi intollerabile ritratto di papa Pamphilj<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>. In questo secolo quindi uno dei registi pi\u00f9 dotati e visionari incontra l\u2019attore pi\u00f9 grande, e il risultato ottenuto \u00e8 quest\u2019uomo estremamente affascinante, un\u2019anima shakespeariana, un malato dostoevskijano, un <em>cuore nero<\/em>.<\/p>\n\n<p>L\u2019enfasi che ho dato a quest\u2019opera rende difficile non soltanto restituire un progetto ermeneutico adeguato, obiettivo che sfiorer\u00f2 soltanto, ma soprattutto scegliere una chiave di lettura su tutte le altre possibili per addentrarsi in essa. Si seguiranno dunque alcune suggestioni attraversandone la trama, lasciando a chi vorr\u00e0 di continuarle o di reputarle altrimenti solo abbagli interpretativi.<\/p>\n\n<p>1. <em>La terra promessa<\/em><\/p>\n\n<p>Il film inizia con un crescente accordo dissonante e disturbante all\u2019orecchio. La ricercatissima colonna sonora a cura di Jonny Greenwood non poteva avere inizio migliore. \u00c8 presumibile che Daniel, dopo aver riscosso la somma per la pietra d\u2019argento che gli stava per costare la vita, abbia avviato per conto proprio un\u2019impresa di trivellazioni petrolifere. Ed \u00e8 l\u00ec che lo troviamo, immerso nella melma e con una decina di uomini alle sue dipendenze. Uno di loro ha un figlio di neanche un anno. Mentre entrambi si trovano calati nel pozzo a immergere i secchi per raccogliere il petrolio, il sistema assai rudimentale di carrucole cede all\u2019improvviso e una trave di legno, tra i due, ricade proprio su quell\u2019uomo, uccidendolo sul colpo. Forse per una forma di umanit\u00e0 latente, forse per senso del dovere, forse per riconoscenza verso la morte di quell\u2019uomo rispetto al quale egli \u00e8 ancora vivo, prende con s\u00e9 il bambino. Nella scena successiva Daniel \u00e8 su un treno in viaggio per lo Stato, con questo biondo bimbo seduto accanto a s\u00e9 che protende una mano verso di lui e gli sfiora il viso con una carezza. Pare che l\u2019orfano abbia trovato un altro padre.<\/p>\n\n<p>In realt\u00e0 H.W., questo il suo nome, sebbene non si possa negare del tutto che tra lui e Daniel ci sia un vero legame affettivo, \u00e8 come affermato dai dirigenti della Union Oil un bel visino da mettere in mostra per intenerire i proprietari dei terreni sotto i quali si trovano i giacimenti. Per facilitare le contrattazioni delle concessioni a trivellare, Daniel tenta in modo capzioso di trasmettere gli stessi solidi valori familiari su cui dice essere fondata la sua impresa.<\/p>\n\n<p>Alcuni anni dopo, in occasione di una di queste riunioni, Daniel, diventato nel frattempo un punto di riferimento nel settore delle trivellazioni, viene raggiunto da un ragazzo di nome Paul Sunday. Il giovane gli parla di un giacimento petrolifero collocato nelle terre della sua famiglia e in quelle limitrofe. Dopo aver pattuito con Paul un anticipo di 500 dollari, a fronte di altri 500 una volta che Daniel avr\u00e0 raggiunto di persona il luogo indicato, i due si salutano.<\/p>\n\n<p>Daniel raggiunge questa cittadina in incognito, Little Boston, presentandosi presso la fattoria Sunday come un avventore in caccia di quaglie, a seguito della prescrizione medica per il figlio H.W. di stare all\u2019aria aperta. <em>Ma Paul<\/em> <em>non c\u2019\u00e8<\/em>. Dettaglio che nel film, per un buco della sceneggiatura o pi\u00f9 probabilmente per una scelta meditata, non viene per nulla esplicitato. Al suo posto, Daniel trova un fastidioso e cocciuto giovane, Eli, il fratello gemello di Paul. La famiglia Sunday \u00e8 molto religiosa, e basti segnalare oltre a quello della famiglia stessa i nomi del padre Abel e di due delle figlie, Mary e Ruth. Durante la loro battuta di caccia, Daniel e H.W. vedono in effetti il petrolio affiorare in superficie, fuoriuscito dopo il terremoto. Daniel subodora l\u2019affare della sua vita e intavola le trattative con la famiglia. Se Paul aveva chiesto 1000 dollari per dare le informazioni a Daniel e al suo collaboratore, il gemello Eli \u00e8 pi\u00f9 ambizioso: chiede infatti 10 volte quella cifra, la cui met\u00e0 di 5000 dollari dovr\u00e0 andare alla congregazione di cui egli stesso \u00e8 il profeta e pastore, la Chiesa della Terza Rivelazione.<\/p>\n\n<p>\u00c8 a quest\u2019altezza che diventa molto interessante, se non proprio necessario, fermarsi a riflettere sull\u2019incrocio che sta avvenendo tra la vita di Daniel e la sua impresa petrolifera e questo curioso inserto religioso, fondamentale per il film. La sosta da fare, pena la cecit\u00e0 sul seguito, \u00e8 dunque da compiere per quanto possibile <em>sub specie Hierosolymorum<\/em>. Inizio dai nomi dei protagonisti. \u00c8 noto che secondo la cultura ebraica nei nomi si trova il destino del nominato, perch\u00e9 il nome \u00e8 il modo in cui la creatura muta si dice a Dio nell\u2019uomo e viceversa<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>. Fatto ben presente anche nella cultura latina classica, che vedeva nel <em>nomen omen <\/em>ben pi\u00f9 di un semplice presagio. Plainview in inglese significa un molto immediato \u201campia veduta\u201d, suggerendo un uomo che osserva le cose con ampiezza, dall\u2019occhio acuto e dallo sguardo lungo. Etimologicamente Daniel significa \u201cDio \u00e8 il mio giudice\u201d<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>, stessa radice che si rinviene in Eli, che significa letteralmente \u201cDio \u00e8\u201d. Il fratello gemello porta invece il nome dell\u2019apostolo Paolo, il cui ruolo tuttavia si chiarir\u00e0 a tempo debito. Chi \u00e8 tuttavia il Dio di Daniel? \u00c8 il Dio di Mos\u00e8, il Dio di Ges\u00f9, il Dio di Eli e dunque della Terza Rivelazione? \u00c8 Pluto, il Dio del denaro, \u00e8 il successo, la fama, il riuscire sugli altri a ogni costo, \u00e8 il petrolio sotto i loro piedi? Rispondere a queste domande \u00e8 ancora prematuro. Cos\u00ec come \u00e8 forse solo una vacua suggestione rinvenire in H.W. le lettere centrali del tetragramma biblico del nome di JHWH.<\/p>\n\n<p>L\u2019altro episodio sul quale mi voglio concentrare \u00e8 la <em>caccia alle quaglie<\/em>. La quaglia, pi\u00f9 precisamente la <em>Callipepla californica<\/em>, \u00e8 uno dei volatili pi\u00f9 comuni della California, stato nel quale \u00e8 ambientata la vicenda. Non dovrebbe dunque destare troppi sospetti il fatto che Daniel e H.W. vadano proprio a caccia di questo esemplare. E tuttavia proprio le quaglie prolungano l\u2019eco biblica proveniente dal libro dell\u2019Esodo, e mi riferisco alla celebre peregrinazione nel deserto del popolo di Israele dopo la fuga dall\u2019Egitto. Nei tre giorni successivi di cammino il popolo eletto giunge alle imbevibili acque di Mara, che per l\u2019appunto significa amarezza (in ebraico <em>mar<\/em>). Mos\u00e8 allora \u00abinvoc\u00f2 il Signore, il quale gli indic\u00f2 un legno. Lo gett\u00f2 nell\u2019acqua e l\u2019acqua divenne dolce\u00bb (Es 15, 25). Il senzadio Plainview assaggia il petrolio affiorato dal terreno, raccoglie un legno, ve lo intinge e gli d\u00e0 fuoco per saggiare la qualit\u00e0 della combustione. Il petrolio \u00e8 per lui infatti la pi\u00f9 dolce delle acque.<\/p>\n\n<p>Il riferimento a Esodo non termina qui, poich\u00e9 mi spingo a dire che l\u2019intera Little Boston sia da intendere come una nuova Canaan, una Terra Promessa in cui scorrono fiumi di latte e miele (il latte di capra del resto \u00e8 una delle bevande citate a pi\u00f9 riprese durante il film). La comunit\u00e0 di Little Boston \u00e8 poverissima, l\u2019ospitalit\u00e0 della famiglia Sunday nei confronti di Daniel si limita soltanto al latte di capra e a patate bollite; niente pane, poich\u00e9 in quelle terre il frumento non attecchisce per via dei depositi alcalini e della penuria d\u2019acqua. Il popolo d\u2019Israele sempre in dubbio su Mos\u00e8, Aronne e il Dio che parla per mezzo di loro, reclama a gran voce di avere del cibo. Sicch\u00e9 Dio gliene d\u00e0, la proverbiale <em>manna dal cielo<\/em>. E lo fa servendosi delle quaglie come avvisaglia: \u00abOra alla sera le quaglie salirono e coprirono l\u2019accampamento; al mattino vi era uno strato di rugiada intorno all\u2019accampamento. Poi lo strato di rugiada svan\u00ec ed ecco sulla superficie del deserto vi era una cosa minuta e granulosa, minuta come \u00e8 la brina sulla terra. Gli Israeliti la videro e si dissero l\u2019un l\u2019altro: \u201c<em>Man hu<\/em>: che cos\u2019\u00e8?\u201d, perch\u00e9 non sapevano che cosa fosse. Mos\u00e8 disse loro: \u201c\u00c8 il pane che il Signore vi ha dato in cibo\u201d\u00bb (Es 16, 13-15). Le quaglie hanno mostrato a Daniel e al popolo di Little Boston la manna che faceva la loro terra pi\u00f9 ricca, una Terra Promessa i cui latte e miele giacevano sotto i loro piedi. Con un\u2019inversione topografica, non si tratta di una manna scesa come rugiada al mattino dal cielo, bens\u00ec di un bene, il pi\u00f9 prezioso di tutti, da estrarre dai recessi della terra, <em>dall\u2019abisso<\/em>.\u00a0<\/p>\n\n<p>Se il popolo di Little Boston avr\u00e0 fiducia (o fede) in Daniel Plainview, potr\u00e0 cadere oro su tutti loro, e il discorso cos\u00ec bugiardamente commovente pronunciato prima dell\u2019inaugurazione del pozzo non pu\u00f2 essere prova pi\u00f9 chiara di ci\u00f2. Daniel promette di costruire una scuola, di far giungere l\u2019acqua, sistemi di irrigazione, pane, strade, agricoltura, lavoro. La comunit\u00e0 acquister\u00e0 dunque una vita migliore. Plainview mette in atto la lunghezza del suo sguardo e, ancora una volta, <em>promette una terra fiorente<\/em>. La Terra Promessa sar\u00e0 tale soltanto se verr\u00e0 capovolta come un bacile e se dal fondo uscir\u00e0 il petrolio. Viene perci\u00f2 costruita la torre della trivellazione e inaugurata da H.W. e dalla sorella minore di Eli, con grande delusione di quest\u2019ultimo, che aveva chiesto espressamente a Daniel di poter benedire, dopo una sua breve presentazione circa il suo essere <em>il profeta di quella terra<\/em>, sia la torre che l\u2019opera in procinto di iniziare. Plainview non gli accorda questo favore, ed \u00e8 un passaggio fondamentale, la prima maglia della catena che d\u2019ora in avanti legher\u00e0 entrambi rendendo l\u2019uno il riflesso dell\u2019altro<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a>.<\/p>\n\n<p>2. <em>Il sottosuolo<\/em><\/p>\n\n<p>In una delle scene pi\u00f9 intense del film, incalzante e spasmodica per ritmo e impatto visivo, ovvero l\u2019esplosione del giacimento, l\u2019incolpevole H.W., a causa dell\u2019enorme urto sonoro, perde l\u2019udito, presumibilmente per la rottura dei timpani. Un evento nefasto, che rende il figlio del tutto irraggiungibile da parte di Daniel. Nel frattempo, giunge a Little Boston un uomo che si presenta come Henry Plainview, il fratello di Daniel, col quale non si vedeva da moltissimo tempo. Se uno dei temi pi\u00f9 importanti del film, e direi anche piuttosto ovvi, \u00e8 il <em>sottosuolo<\/em>, questo \u00e8 il momento in cui si potrebbe fare iniziare, riferendosi naturalmente all\u2019opera dostoevskijana, la parte <em>memorie dal sottosuolo <\/em>di Daniel. Per molti versi la vicenda e il personaggio Daniel Plainview sembrano ricalcare in modo illuminante il romanzo dostoevskijano.<\/p>\n\n<p>Chi \u00e8 quest\u2019uomo del sottosuolo? \u00c8 un uomo solo, malato, malvagio, che gode a essere umiliato, che nutre un immane senso di risentimento nei confronti delle altre persone e del mondo intero, che gioisce della sua abiezione e mediocrit\u00e0, e il cui unico impegno serio nella vita \u00e8 non tirarsi indietro lungo la Nevskij di Pietroburgo nel dare una spallata a un ufficiale dell\u2019esercito per esclamare che su questa terra esiste anche lui. \u00c8 un essere ripugnante, una mosca a cui non prestare per nulla attenzione se non per il fatto di dare fastidio e di doverla schiacciare.<\/p>\n\n<p>Cos\u00ec descritto, tuttavia, l\u2019uomo dostoevskijano non somiglia per nulla a Plainview, il quale \u00e8 invece ambizioso, competitivo, infaticabile, indefesso, duro, arcigno e senza fede e scrupolo alcuno. Pare per\u00f2 che questa corazza indossata per difendersi dal male del mondo sia molto simile all\u2019abiezione del sottosuolo, i dimoranti del quale sono ignorati da tutti e da tutto, e sembra anche che l\u2019ariete bicefalo dell\u2019incidente di H.W. e dell\u2019arrivo del fratello a un certo punto faccia breccia in lui. H.W., ormai ingestibile e anche dopo un grossolano tentativo motivato dalla gelosia di rimuovere lo zio, viene mandato in citt\u00e0 per essere educato a una scuola per sordi, ed \u00e8 in questo frangente che Daniel approfondisce la conoscenza del fratello. Pur di evitare che la sua impresa venga inghiottita dai rapacissimi affaristi della Standard Oil, Daniel costruisce una tubazione per trasportare il petrolio da Little Boston alla prima citt\u00e0 portuale sul mare, in modo da poter stipulare un accordo con la Union Oil. Per far ci\u00f2, e per preparare la tubazione, Daniel si avvale dell\u2019aiuto del fratello. I due percorrono molta strada e giunti al mare fanno un bagno. L\u00ec Daniel capisce che qualcosa sull\u2019uomo che ha accanto inizia a non tornare. Comincia a provare disprezzo per <em>questo<\/em> <em>non pi\u00f9 tale<\/em> Henry. Scopre che \u00e8 un impostore appropriatosi dell\u2019identit\u00e0 del vero fratello morto e di cui era amico: saputo ci\u00f2, gli pianta infatt una pallottola in testa. Da buon scavatore della melma, prepara con tanto di vanga la fossa a quell\u2019uomo e lo getta l\u00ec dentro.<\/p>\n\n<p>L\u2019unico problema per la tubazione \u00e8 la terra di William Bandy, che non avrebbe dato la concessione della sua terra senza prima averne discusso con Daniel. Messo alle strette si dirige da lui. Il vecchio Bandy vuole che Daniel si converta alla Chiesa di Eli. Difficile immaginare una beffa pi\u00f9 grande. Questa infatti \u00e8 la seconda scena topica del film. Le parole usate da Daniel questa volta paiono le pi\u00f9 adeguate per definire Eli, ovvero un <em>abile commediante<\/em>. Eli \u00e8 una specie di guaritore, un intermediario tra Dio e il suo popolo della peggiore specie, che tramite gesti scomposti, urla e schiamazzi crede di estirpare i demoni del peccato o di cacciarli via. Eli, fatto mettere Daniel in ginocchio, non solo lo costringe a umiliarsi dinanzi alla comunit\u00e0 adunata, ma anche a urlare di aver abbandonato suo figlio, un grido che grazie alle mirabili doti recitative di Day-Lewis sembra sgorgare sinceramente dal suo cuore come uno zampillo di petrolio infuocato.<\/p>\n\n<p>L\u2019impressione \u00e8 che Daniel gridi quelle parole in modo convinto, salvo poi ritornare lucido e motivato a subire strumentalmente quell\u2019umiliazione. Tanto che alla fine, dopo essere stato deterso dal peccato con l\u2019acqua battesimale, pare esclamare sotto voce e con la massima soddisfazione una frase come: \u00abThere\u2019s the pipeline!\u00bb. Durante questo rito Eli schiaffeggia Daniel ripetutamente, ed \u00e8 proprio questo schiaffeggiare che richiama ancora una volta le dense pagine delle <em>Memorie<\/em>, in cui quest\u2019uomo con un tremendo amor proprio, sospettoso e suscettibile, dice addirittura di godere della disperazione in cui si viene gettati negli attimi della pi\u00f9 cocente umiliazione: \u00abCos\u00ec appunto nel caso dello schiaffo: giacch\u00e9 allora ti senti proprio schiacciare dalla consapevolezza del fango in cui ti hanno cacciato schiaffeggiandoti. Tanto pi\u00f9 che, per quanto la rigiri, alla fin fine vien sempre fuori che il principale colpevole di tutto sei sempre tu, e nessun altro, e \u2013 quel che fa pi\u00f9 male \u2013 colpevole senza colpa e, potremmo dire, per legge di natura. Colpevole in primo luogo perch\u00e9 tu sei il pi\u00f9 intelligente fra quanti ti circondano\u00bb<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>. Daniel si sente, ed \u00e8, il pi\u00f9 intelligente di tutti loro, quando per intelligenza si intende la capacit\u00e0 avere la meglio sui propri simili.<\/p>\n\n<p>Daniel fa infatti questo. Un\u2019intelligenza che non \u00e8 n\u00e9 giusta n\u00e9 sbagliata, che ha comunque una parvenza di abiezione ma in fondo la pi\u00f9 naturale delle reazioni al mare nero che \u00e8 il mondo e di cui il petrolio \u00e8 la metafora, male di cui Plainview \u00e8 un cercatore e, rispetto a tutti gli altri, il pi\u00f9 bravo a sfruttare. Terminata la cerimonia, invocato il sangue del Signore (altro fondamentale passaggio, e cio\u00e8: \u00abI want the blood\u00bb) e forse ammesso il rimorso d\u2019aver abbandonato il suo bambino, Daniel stringe la mano a Eli e gli dice qualcosa che, e sarebbe stato interessante sentirlo, resta coperto dagli applausi dei convenuti ma che fa cambiare di netto l\u2019espressione del volto del sacerdote. \u00c8 plausibile sostenere che Daniel gli prometta vendetta per l\u2019umiliazione subita, e Eli ne avr\u00e0 pi\u00f9 di quanta potr\u00e0 mai immaginare. Potrebbe essere questo infatti il momento in cui Daniel gli promette che <em>ci sar\u00e0 sangue<\/em>.<\/p>\n\n<p>Forse in preda al rimorso, forse semplicemente per continuare a tenere in piedi questa farsa di sincero amore filiale, fa richiamare il figlio, ma il figlio non lo riconosce, \u00e8 in collera con lui per averlo abbandonato, e come se non bastasse la distanza tra i due si fa incolmabile poich\u00e9 Daniel non ha modo di farsi capire da H.W. n\u00e9 H.W. di farsi intendere da Daniel, sebbene abbia imparato con una certa destrezza il linguaggio dei segni. Molto significativa in tal senso la scena in cui Daniel e il figlio vanno a pranzo in un locale costoso, da veri signori, e l\u00ec incontrano gli stessi uomini della Standard Oil che gli avevano proposto di vendere tutto e di ritirarsi a vita privata. Allora la delusione per quanto accaduto con H.W. era ancora troppo forte, sicch\u00e9 Daniel, interpretando male le parole del dirigente della Standard, gli intima di tagliargli la gola. Se la figura fraterna poteva essere accostata a quella di Lisa nel sottosuolo dostoevskijano con gli esiti ben noti, ovvero una pausa di bont\u00e0 repressa che finalmente trova espressione, questa scena sembra avere lo stesso tenore di quella dei festeggiamenti dell\u2019impiegato Zverkov, durante la quale l\u2019io narrante tenta in modo folle e paranoico di attirare l\u2019attenzione, di affermare nonostante tutto la propria esistenza. Daniel, palesemente ubriaco, importuna i signori seduti al tavolo accanto al suo e ribadisce la parola data: che avrebbe costruito la tubazione e che si sarebbe preso cura di suo figlio. La barriera di odio e risentimento eretta contro il mondo diventa pi\u00f9 alta e pi\u00f9 spessa.<\/p>\n\n<p>Come confessato al fratello, Daniel non vede niente di interessante nelle persone, niente che lo attragga. Le persone sono un mezzo per arrivare al suo scopo, lui un uomo segnato dal dolore della constatazione di un mondo che cospira alle sue spalle, della perdita familiare, di una moglie mai avuta, di un figlio non suo. In questo senso c\u2019\u00e8 molto Gesualdo Motta in Daniel Plainview. Il personaggio esemplare e mitico del cosmo verghiano \u00e8 invidiato dal popolaccio e deriso dalla nobilt\u00e0, non ha una famiglia, ha una moglie di comodo e la figlia Elisabetta \u00e8 di un altro. Ma a ben vedere Daniel Plainview, e qui colgo la divaricazione fondamentale tra le due opere, <em>non \u00e8 un vinto<\/em>. Sempre al fratello impostore confida di voler guadagnare talmente tanto per potersi isolare da tutto e permettersi di rendere definitivo il suo distacco dal resto dell\u2019umanit\u00e0. Daniel opera nel sottosuolo per fabbricarne uno in cui abitare per sempre. E cos\u00ec fa. Il denaro \u00e8 cos\u00ec cospicuo da costruire un\u2019enorme villa, nella quale va a vivere solo, dedito all\u2019amministrazione delle sue varie imprese sparse per lo stato e all\u2019alcol. Direi che concepire un pensiero simile \u00e8 un atto fatale, la cui radicalit\u00e0 a mia conoscenza \u00e8 stata colta ed espressa solo da Cesare Pavese: \u00abLa sola regola eroica: essere soli soli soli. \/ Quando passerai una giornata senza presupporre n\u00e9 implicare in nessun tuo gesto o pensiero la presenza di altri, potrai chiamarti eroico\u00bb<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>. Pavese parla di <em>una<\/em> giornata. Il titanismo di Plainview si spinge invece al resto dei suoi giorni.<\/p>\n\n<p>In quest\u2019ultima parte del film accadono per lo pi\u00f9 due cose: la separazione con il figlio H.W. e, soprattutto, la visita di Eli. Al figlio Daniel rivela, nel colmo del suo risentimento, di non essere il suo vero padre, di essere \u00aba bastard from a basket\u00bb. H.W. si \u00e8 sposato con la figlia minore di Abel Sunday, un\u2019unione che potrebbe suggellare la continuit\u00e0 tra Daniel e Eli, ma non \u00e8 in questa direzione che prosegue il film. Del resto H.W. non <em>rivede niente di s\u00e9 in Daniel<\/em><a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a>.<\/p>\n\n<p>3. <em>Il cuore nero del mondo<\/em><\/p>\n\n<p>Il momento apicale del film, in cui tutte le fila vengono tirate, \u00e8 la visita di Eli. \u00c8 passato pi\u00f9 di un decennio, Eli ha viaggiato molto e predicato la sua rivelazione, ma alcuni cattivi investimenti e ingenti perdite in borsa lo hanno indotto a riparare per disperazione proprio da Daniel, il quale \u00e8 in uno stato pietoso, divorato dall\u2019alcol, dall\u2019odio e da un sentimento di autodistruzione, un vecchio rancoroso divenuto lo spettacolo grottesco di se stesso. La scena si svolge, si badi bene, in una specie di piano sotterraneo in cui \u00e8 stata allestita una pista da bowling. Eli trova Daniel profondamente addormentato sulle assi di legno, e l\u2019unica cosa che pare vincere il suo torpore \u00e8 sentire pronunciare da Eli il proprio nome, a cui Daniel risponde come se lo aspettasse da tempo: \u00abYes, it is\u00bb. Si sveglia schiaffeggiandosi sulla nuca come si fa con i conigli, si sgranchisce, prende da terra il piatto con il suo pasto e si siede su una poltrona a muro, rifiutando il <em>drink <\/em>che Eli gli offre, preso dal suo stesso bar. Dopo di ci\u00f2, prestando orecchio a Eli, svuota un\u2019intera bottiglia d\u2019acqua e inizia mangiare la bistecca fredda, quasi come una bestia feroce che pregusta la sua preda. Mentre Daniel lo guarda con impressionante disprezzo, Eli gli espone la sua proposta: trivellare i pozzi non ancora sfruttati di Little Boston. La risposta di Daniel, in un colloquio che meritatamente \u00e8 stato segnalato per rimanere nella storia del cinema, \u00e8 censoria: i pozzi sono stati trivellati. Daniel li ha prosciugati come con la cannuccia di un <em>milkshake<\/em>, e gliela mostra mimandogliela con un dito prima di acciuffarlo per il bavero e di scaraventarlo a terra.<\/p>\n\n<p>Due sono le cose da evidenziare in questo colloquio: il fatto che Daniel dica a Eli di essere il gemello sbagliato, addirittura uno scarto negli umori di sua madre; contrariamente a Paul, il quale \u00e8 il <em>vero eletto<\/em>, che con i soldi della prima contrattazione ha iniziato una sua impresa con diversi pozzi produttivi; Daniel ha prelevato ogni goccia bevendo il \u00ablamb\u2019s blood\u00bb da quella terra, promettendo la Terra Promessa salvo poi prosciugarne i fiumi per s\u00e9 solo.<\/p>\n\n<p>\u00c8 ormai chiara la ragione del nome del fratello eletto Paul: anzich\u00e9 permanere nella palude del misticismo e interpretare il mondo come il frutto dei misteri che Dio manderebbe all\u2019uomo, ha invece incontrato la luce della <em>vera rivelazione<\/em>, e cio\u00e8 Daniel in persona. Per quanto patetico e ridicolo possa sembrare questo duello finale tra due fedi (da una parte un uomo vecchio, lurido e avvinazzato, dall\u2019altra un giovane patetico, ripugnante e corroso dallo stesso peccato che con tanto fervore aveva creduto di scacciare dai suoi fedeli), e per quanto si faccia difficolt\u00e0 a capire chi tra i due sia il vincitore e chi lo sconfitto, due elementi mi sembrano palesi: la vendetta di Daniel e il sacrificio compiuto nel sangue di Eli.<\/p>\n\n<p>Daniel si mostra talmente generoso nei confronti del suo nemico da concedergli ogni cosa che propone, a patto per\u00f2 di ammettere a gran voce davanti a lui di essere un falso profeta e che Dio \u00e8 una superstizione. E Daniel lo costringer\u00e0 a farlo, cogliendolo nella debolezza della sua esasperazione per i debiti e per i suoi dubbi di fede, come in occasione del suo battesimo in cui gli aveva promesso di divorarlo. E Eli lo fa. Si prostra davanti al suo nemico e nella massima umiliazione Daniel gli rivela che quei pozzi sono stati prosciugati. Dopodich\u00e9 lo insegue lanciandogli dei birilli e, colto Eli nel suo strisciare come un verme, Daniel, goffo e zoppo da sfiorare il ridicolo, alla fine lo raggiunge e gli spacca il cranio. A quel punto, col sangue del profeta che finalmente scorre nel sottosuolo, Daniel Plainview, ovvero la Terza Rivelazione, si accascia a terra esausto. Interrogato dal suo maggiordomo per nulla indispettito da quanto avvenuto risponde: \u00abI\u2019m finished\u00bb. Il vero messia si mostra alla fine e conclude la sua opera, sulle note festanti e giubilanti dello strepitoso <em>Allegro giocoso <\/em>del Concerto per violino e orchestra in re maggiore di Brahms.<\/p>\n\n<p>In tutta sincerit\u00e0, il finale mi sembra cos\u00ec enigmatico e intenso che ho davvero difficolt\u00e0 a chiudere il cerchio di questo tentativo di commento. Ritengo allora utile raccogliere le fila di quanto detto per slanciarsi in un azzardo interpretativo. Su suggerimento di un Paolo che nella via del successo si offre a un Dio che gli illumina la strada, Daniel approda alla Terra Promessa e la adultera, ne prosciuga ogni goccia per trarne profitto, una manna nera come il suo animo. Come il petrolio si trova sotto terra, il male \u00e8 sotto i nostri piedi, male che il film restituisce con quest\u2019uomo che non apporta al mondo nulla di ci\u00f2 che aveva promesso nel suo primo sermone alla comunit\u00e0 di Little Boston, ovvero prosperit\u00e0 e benessere, poich\u00e9 in verit\u00e0 non esiste niente di tutto questo, la Terra Promessa \u00e8 solo un mito, come del resto ogni giudizio positivo sugli esseri umani, sulla famiglia, i figli, il prendere moglie e il successo professionale. Daniel \u00e8 il detentore e il paladino di questa verit\u00e0, e l\u2019ha compresa talmente bene, ha scavato cos\u00ec in profondit\u00e0, da assurgervi lui stesso con la sua vita e da non aver bisogno di alcuna filosofia o rivelazione. Un uomo divorato dal sottosuolo, al quale ha aspirato per tutta l\u2019esistenza e in cui alla fine si rintana.<\/p>\n\n<p>Questo film \u00e8 ben lungi dall\u2019essere un racconto di quale fine si pu\u00f2 fare se si persegue nella vita null\u2019altro che il successo. Oltre ogni etica, Plainview sembra ai miei occhi il personaggio migliore di tutta la vicenda, che da solo \u00e8 riuscito ad avere la meglio sulla ripugnante mediocrit\u00e0 che aveva intorno, dalla falsa superstizione di un guaritore strampalato ai dittatori del capitale americano.<\/p>\n\n<p>La rivelazione non \u00e8 dunque Eli, latore di un messaggio fuorviante, ma Daniel, <em>il giudice e giustiziere di Dio<\/em>. Il mondo non \u00e8 buono, \u00e8 nero come il petrolio che Plainview ci mostra con il suo personaggio facendolo sgasare dalle profondit\u00e0 della terra. Aveva allora ragione Conrad a far dire a Kurtz che tutto \u00e8 <em>orrore<\/em><a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a>. E naturalmente aveva ragione Pavese: \u00abContemplare senza posa quest\u2019orrore: ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 stato, sar\u00e0\u00bb<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a>. Plainview \u00e8 tale ampia veduta sull\u2019orrore. Bisogna solo decidere se farsi illuminare dalla sua rivelazione, se credere alla sua fede o se battezzarsi alla sua Chiesa con il sangue di Eli per vivere con coraggio e disprezzo il mondo com\u2019\u00e8 veramente: un immenso, sconfinato e agghiacciante <em>Heart of Darkness.<\/em><\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> L.-F. C\u00e9line, <em>Viaggio al termine della notte <\/em>(<em>Voyage au bout de la nuit<\/em>, 1932), trad. di E. Ferrero, Corbaccio, Milano 2018, p. 22.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Si guardi D. Vel\u00e1zquez, <em>Ritratto di Innocenzo X<\/em>, 1650, olio su tela, 140x120cm, Galleria Doria Pamphilj, Roma.Per un\u2019introduzione al dipinto rimando a T. Montanari, <em>Il Barocco<\/em>, Einaudi, Torino 2012, scheda 32. Per una lettura pi\u00f9 approfondita rinvio sempre a Montanari ma al ciclo di documentari a sua cura <em>Vel\u00e1zquez. L\u2019ombra della vita<\/em>, in particolare al secondo episodio intitolato <em>La materia della pittura<\/em>.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Rimando al sempre fondamentale W. Benjamin, <em>Sulla lingua in generale e sulla lingua dell\u2019uomo <\/em>(<em>\u00dcber Sprache \u00fcberhaupt und \u00fcber die Sprache des Menschen<\/em>), in <em>Angelus Novus. Saggi e frammenti<\/em>, a cura di R. Solmi, Einaudi, Torino 2014, pp. 53-70.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Daniele \u00e8 anche un sinonimo di giudice. Memorabile l\u2019esclamazione di Shylock nel processo contro Antonio, udendo il favore iniziale accordatogli da Porzia sotto le mentite spoglie di un giovane e talentuoso avvocato: \u00abUn Daniele! un secondo Daniele venuto a far giustizia! Ah, come ti onoro, saggio e giovane giudice!\u00bb, in W. Shakespeare, <em>Il mercante di Venezia <\/em>(<em>The Merchant of Venice<\/em>), trad. di S. Perosa, Mondadori, Milano 2011, p. 155.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> In una scena successiva, durante la quale Eli si reca da Daniel per ricordargli di onorare la promessa fatta di donare 5000 dollari alla sua chiesa, il giovane viene letteralmente picchiato e gettato nel fango da Plainview, un accanimento motivato anche dai recenti trascorsi con il figlio. La scena \u00e8 scandita, non a caso, dalla profondissima sonata per violino e pianoforte di Arvo P\u00e4rt nota con il titolo molto evocativo per il nostro argomento di <em>Fratres<\/em>.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> F. Dostoevskij, <em>Memorie dal sottosuolo<\/em> (<em>Zapiski iz podpol\u2019ja<\/em>, 1864), a cura di I. Sibaldi, Mondadori, Milano 2015, p. 13.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> C. Pavese, <em>Il mestiere di vivere<\/em>, Einaudi, Torino 2020, p. 205, fr. del 15 ottobre 1940.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Sebbene a parti invertite, l\u2019episodio richiama ancora il <em>Mastro <\/em>verghiano, in particolare la constatazione da parte di Gesualdo dell\u2019incolmabile distanza che lo separa dalla figlia: \u00abE lui allora si sent\u00ec tornare Motta, com\u2019essa era Trao, diffidente, ostile, di un\u2019altra pasta. Allent\u00f2 le braccia e non aggiunse altro\u00bb, in G. Verga, <em>Mastro-don Gesualdo<\/em>, Mondadori, Milano 2008, p. 354.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> \u00abIn un bisbiglio grid\u00f2 verso qualche immagine, qualche visione \u2013 due volte lanci\u00f2 un grido, un grido che non era pi\u00f9 di un sospiro: \u201cChe orrore! Che orrore!\u201d\u00bb, in J. Conrad, <em>Cuore di tenebra <\/em>(<em>Heart of Darkness<\/em>, 1899), trad. di R. Bernascone, Mondadori, Milano 2012, p. 223.<\/p>\n\n<p><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> C. Pavese, <em>Il mestiere di vivere<\/em>, cit., p. 59, ultima frase del fr. del 26 novembre 1937.<\/p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Enrico Palma Una terra, da cui si trae pane, di sotto \u00e8 sconvolta come dal fuoco. (Gb 28, 5) \u00c8 che non conoscevo ancora gli uomini. 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