{"id":3740,"date":"2024-06-12T09:52:34","date_gmt":"2024-06-12T09:52:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilpequod.it\/?p=3740"},"modified":"2024-06-12T09:53:18","modified_gmt":"2024-06-12T09:53:18","slug":"oltre-il-binarismo-di-genere-ermafroditi-invertiti-e-il-fenomeno-delle-berdaches","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2024\/06\/12\/oltre-il-binarismo-di-genere-ermafroditi-invertiti-e-il-fenomeno-delle-berdaches\/","title":{"rendered":"Oltre il binarismo di genere: ermafroditi, invertiti e il fenomeno delle berdaches"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"3740\" class=\"elementor elementor-3740\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-0c57be1 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"0c57be1\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-d8b45af\" data-id=\"d8b45af\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5e4454e elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5e4454e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: right;\">di Roberto Span\u00f2<\/p><p>\u00a0<\/p><ol><li><em>Introduzione<\/em><\/li><\/ol><p>\u00a0<\/p><p>L\u2019analisi storica dei comportamenti sessuali di un determinato gruppo sociale \u00e8 un\u2019operazione affascinante quanto rischiosa, dal momento che l\u2019istinto potrebbe condurre immediatamente a proiettare le nostre categorie (come la dicotomia eterosessuale\/omosessuale) su degli individui per i quali queste definizioni spesso erano totalmente sconosciute. Per molto tempo gli studi su sesso e sessualit\u00e0 furono influenzati dai paradigmi della medicina e della psichiatria che Foucault denomin\u00f2 <em>Scientia sexualis: <\/em>la sessualit\u00e0 era considerata un impulso naturale, disordinato e incontenibile, per questo era essenziale porre delle regole per garantire il \u201cnormale\u201d funzionamento dell\u2019individuo e dell\u2019intero corpo sociale.<\/p><p>A un certo punto, studiosi di vari ambiti iniziarono a capire che il problema di ogni interpretazione essenzialista risiedeva nell\u2019esclusione dei fattori storici e sociali determinanti della sessualit\u00e0<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, come l\u2019azione politica, la religione, l\u2019educazione ricevuta e la divisione sessuale del lavoro. Dall\u2019altra parte troviamo i costruzionisti, secondo cui sessualit\u00e0 e genere non sono pre-esistenti alla societ\u00e0 e dati una volta per sempre, ma sono frutto di un lavoro continuo di condizionamento attraverso varie pratiche sociali (quello che Mario Mieli, in <em>Elementi di critica omosessuale,<\/em> defin\u00ec \u201cprocesso di educastrazione\u201d). C\u2019\u00e8 un per\u00f2: se la tesi costruzionista, da una parte, ha contribuito alla separazione tra natura e cultura, visti come elementi contrapposti e inconciliabili, dall\u2019altra parte, se consideriamo la societ\u00e0 come l\u2019unica cosa capace di conferire un significato alla sessualit\u00e0, questo non farebbe altro che rendere la sessualit\u00e0 stessa una sorta di finzione.<\/p><p>Al netto di ci\u00f2, si pu\u00f2 tranquillamente affermare che esistono una molteplicit\u00e0 di idee e comportamenti intorno alla sessualit\u00e0 e mentre alcune attivit\u00e0 sono condannate in alcune societ\u00e0, possono essere tollerate, se non apertamente favorite, in altre.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> Ma l\u2019analisi delle vicende di sodomia nelle colonie spagnole e portoghesi permette di osservare la capacit\u00e0 della sessualit\u00e0 di influire sulla formazione della propria identit\u00e0 di genere: dalla documentazione emerge che le pratiche sessuali di coloro che venivano accusati di sodomia non si limitavano ai singoli atti sessuali, ma si trattava quasi sempre di rapporti prolungati nel tempo<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Spesso gli accusati dichiaravano di voler rinunciare a ogni ruolo sociale associato alla maschilit\u00e0, di trascurare la relazione con la moglie e di assumere il ruolo \u201cpassivo\u201d nelle relazioni con altri maschi. Avevano attitudine e comportamento femminile, ma nessuno di loro ha mai usato il termine \u201comosessuale\u201d per definirsi, ed \u00e8 molto difficile, se non impossibile, accedere alla visione che avevano di loro stessi.<\/p><p>\u00a0<\/p><ol start=\"2\"><li><em>L\u2019ambiguit\u00e0 sessuale in Et\u00e0 Moderna<\/em><\/li><\/ol><p>\u00a0<\/p><p>Tra il XVI e il XVII secolo, in cui la teoria ippocratico-galenica faceva da padrona, i dotti della societ\u00e0 occidentale furono attratti dallo studio dei cosiddetti \u201cermafroditi\u201d. Secondo la teoria dominante il sesso del nascituro sarebbe stato determinato dall\u2019unione di due semi, quello maschile e quello femminile, e dal successivo posizionamento di questa nuova materia nel seno materno: se si fosse posizionata a destra sarebbe nato un maschio, a sinistra una femmina; in conseguenza di ci\u00f2 i casi di ambiguit\u00e0 sessuale, o \u201cermafroditismo\u201d, destavano molto interesse e preoccupazione. In questo contesto i maschi effemminati, le donne mascoline e gli individui che presentavano entrambi gli organi sessuali sconvolgevano tutte le certezze, e non deve sorprendere che la preoccupazione maggiore ruotasse intorno alla consumazione dei delitti di sodomia, di travestitismo e di qualsiasi altra cosa derivasse da questa ambiguit\u00e0. Con l\u2019intento di prevenire tutto ci\u00f2 i trattatisti dell\u2019epoca diedero delle indicazioni: considerare maschio l\u2019ermafrodita in cui il sesso maschile sembrava essere prevalente, stessa cosa con una femmina. Come si stabiliva questa predominanza? Secondo alcuni bisognava prendere in considerazione l\u2019organo con cui l\u2019individuo urinava, che sarebbe stato considerato come \u201cil pi\u00f9 naturale\u201d<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. Se l\u2019individuo avesse mostrato una vagina di dimensioni appropriate a poter accogliere il membro maschile allora si sarebbe considerata una donna, se invece avesse presentato un pene ben proporzionato per lunghezza, spessore ed erezione, allora si sarebbe considerato un uomo. Questa assegnazione di genere, basata su un elemento biologico, determina una sorta di relazione mimetica tra sesso, genere e identit\u00e0. Ma potevano esserci casi di individui con entrambi gli organi in eguale proporzione? Si, in quel caso si sarebbe data all\u2019individuo la possibilit\u00e0 di esprimersi, ma solo a patto che avesse avuto intenzione di contrarre matrimonio e in seguito si sarebbe dovuto impegnare, davanti al vescovo e al giudice ecclesiastico, a non utilizzare l\u2019organo a cui aveva rinunciato; alla fine, la sua scelta sarebbe culminata con una cerimonia di elezione<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p><p>Paolo Zacchia (1584-1659), considerato uno dei padri della medicina legale, enfatizz\u00f2 molto l\u2019importanza della presenza dei periti medici nello stabilire lo status giuridico della persona che presentava ambo gli organi genitali; egli riteneva che solo i medici avrebbero potuto decidere per il soggetto interessato, a differenza di chi sosteneva una maggiore autodeterminazione dell\u2019individuo<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. Ma per altri trattatisti si trattava solo di favole e illusioni: le donne potevano trasformarsi in uomini grazie all\u2019incremento considerevole di calore, o per uno sforzo estremo o, in alcuni casi, persino in virt\u00f9 del desiderio e dell\u2019immaginazione. Tutto ci\u00f2 valeva anche per gli uomini.<\/p><p>Tutto questo discorso inerente all\u2019 \u201cermafroditismo\u201d \u00e8 utile per capire come gli stereotipi associati al genere e al sesso prestabiliscono il \u201cvero sesso\u201d prima ancora della scelta finale<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>: l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019autorit\u00e0 civile ed ecclesiastica era orientata a incasellare nella tassonomia maschile\/femminile gli individui difficilmente classificabili, occorreva stabilizzare le identit\u00e0 fluide all\u2019interno di due generi che non ammettono eccezioni. Attraverso la storia della medicina e dell\u2019anatomia possiamo osservare un processo di costruzione del genere dove l\u2019esercizio della sessualit\u00e0 gioca un ruolo fondamentale: l\u2019assegnazione dello status di uomo o donna non era un semplice atto giuridico basato su dati empirici, ma serviva a ristabilire l\u2019ordine laddove pratiche sessuali, inconciliabili col \u201cvero sesso\u201d, destavano timore.<\/p><p>Un\u2019opera molto importante \u00e8 la <em>Disputationes de sancto matrimonii sacramento <\/em>(1602- 1605)<em>, <\/em>del teologo Tom\u00e1s S\u00e1nchez, in cui l\u2019autore, in riferimento agli \u00abermafroditi perfetti\u00bb, sostiene che dovevano essere considerati come maschio e femmina contemporaneamente; l\u2019autore riconosce queste persone come soggetti di diritto in quanto rappresentanti di una terza forma di sessualit\u00e0. Tra i casi pi\u00f9 famosi vi \u00e8 la storia di Marie le Marcis, ermafrodita di Rounen. Marie era una giovane cameriera che nel 1601 dovette difendersi da un\u2019accusa di sodomia; fece appello al parlamento di Rounen, che avrebbe riconfermato la condanna se il chirurgo Jacques Duval non avesse deciso di procedere a un\u2019ispezione fisica. Dall\u2019ispezione il medico dedusse che la giovane donna presentava un organo maschile all\u2019interno della vagina, cos\u00ec stabil\u00ec che fosse un maschio e salv\u00f2 Marie dalla pena capitale<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p><p>\u00a0<\/p><ol start=\"3\"><li><em>Sodomia nella Nuova Spagna<\/em><\/li><\/ol><p>\u00a0<\/p><p>Il Virreinato della Nuova Spagna, primo dei quattro vicereami della Corona spagnola, venne creato nel 1535: il potere venne affidato a un vicer\u00e9 che governava su una regione che si estendeva dalla Florida a tutto il territorio dell\u2019America centrale<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. La documentazione coloniale raccoglie molte testimonianze di sodomiti o presunti tali ed \u00e8 interessante notare come, nel momento in cui il protagonista racconta la vicenda, entrano in gioco tutta una serie di elementi narrativi, immaginario comune, pregiudizi, che vengono presi seriamente in considerazione dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p><p>Nel 1586 un pugno di gesuiti part\u00ec per la missione di evangelizzazione dei Chichimechi: affermarono che quel popolo era alla pari di Sodoma e Gomorra ed era opera di Dio averli condotti l\u00ec, per rimediare a tutto il male compiuto a causa della mancata conoscenza della dottrina cristiana, del lavoro al modo europeo e della loro naturale malizia. Mostrarono per\u00f2 fiducia nei confronti degli indios, affermando che se avessero avuto modo di ascoltare la parola di Dio avrebbero fatto sicuramente ammenda, lasciandosi i peccati alle spalle<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. In un Rapporto annuale del 1591, riguardo la missione di Cinaloa, si parla di individui molto docili a cui viene spiegato che \u00e8 cosa illecita e contro la legge di Dio avere molte mogli; nella stessa zona erano presenti anche dei maschi dediti al peccato nefando, che erano soliti vestirsi da donna e dedicarsi ad attivit\u00e0 considerate femminili, come la filatura e la tessitura<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>. Nel \u201cRapporto annuale dal Messico\u201d del 1593, in riferimento al peccato nefando, si nota molta insistenza in riferimento a uomini che non portano arco e frecce e che sono vestiti \u00abcomo mujer y hace\u00a0 los officios que le mejures av\u00edan de hacer\u00bb<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>. Negli archivi dell\u2019Inquisizione di Lima sono presenti le storie di 99 individui coinvolti in processi di sodomia e anche in questi casi i rapporti erano iscritti in una cornice di dinamiche affettive complesse, come il mangiare insieme dallo stesso piatto scambiandosi baci e abbracci, scenate di gelosia e accuse reciproche di tradimento con donne. Di questi 99 individui il 53% erano definiti sodomiti \u201cpassivi\u201d, il restante come \u201cattivi\u201d; solo 8 di loro dichiararono di essere sposati, ma disprezzavano il rapporto con le mogli e alcuni erano famosi come misogini<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>.<\/p><p>Il 5 agosto 1604, a Valladolid, l\u2019odierna Morelia, due indios Pur\u00e9pecha, Simpliciano Cuyne e Pedro Quini, vennero colti in flagrante durante un rapporto sessuale all\u2019interno di un <em>temazcal, <\/em>una sauna cerimoniale precolombiana, nella propriet\u00e0 di padre Juan Vel\u00e1zquez. I due vennero scoperti dal nipote di Vel\u00e1zquez, che, nel tentativo di recuperare un cavallo scappato dalla stalla, li scopr\u00ec. Chiam\u00f2 cos\u00ec i primi due spagnoli visti per strada, Garc\u00eda Maldonado e Juan Hern\u00e1ndez; appena i due sodomiti vennero scoperti Cuyne decise di scappare e di recarsi alla chiesa di Sant\u2019Agostino, dalla quale sarebbe stato poi espulso per ordine delle autorit\u00e0 locali e contro il volere del parroco, prima di essere rinchiuso in prigione. Quini fu arrestato e dichiar\u00f2 che il suo compagno era in stato di ubriachezza<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>. Successivamente Cuyne dichiar\u00f2 di essere sposato da vent\u2019anni con una donna Pur\u00e9pecha, ma non neg\u00f2 che lui e un altro uomo fossero stati insieme nel <em>temazcal. <\/em><\/p><p>Secondo il suo racconto quel giorno era in compagnia di altri indios, quando arrivarono due africani a vendergli vino e pulque (un vino d\u2019agave tipico dell\u2019America centrale). Mentre bevevano si present\u00f2 un uomo, Quini, che voleva vendergli un panno di stoffa azzurra, ma Cuyne e i suoi amici volevano andare a dormire: a quel punto Quini sugger\u00ec di andare in un <em>temazcal<\/em> l\u00ec vicino, dove successe quanto riportato da Cuyne, che entr\u00f2 nella sauna, si sdrai\u00f2 e ricevette le attenzioni di Quini, che inizi\u00f2 a baciarlo, abbracciarlo per poi infilargli una mano nei pantaloni. Il 18 agosto i due imputati si trovarono a testimoniare insieme: Quini decise di cambiare radicalmente la versione dei fatti, ammettendo non solo di aver commesso consapevolmente il peccato nefando, ma confessando tutti gli altri rapporti che aveva avuto con altri uomini in citt\u00e0<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>. Questa confessione port\u00f2 al coinvolgimento di circa trenta uomini, che rilasciarono altrettante testimonianze dettagliate. Il 26 agosto 1604 vennero sequestrati tutti i beni di questi trenta presunti sodomiti; il 20 settembre l\u2019ultimo degli accusati venne pubblicamente torturato, mentre altri quattro uomini vennero condotti fuori dalla prigione a cavallo, con mani, piedi e collo legati, mentre un funzionario proclamava pubblicamente la loro colpa. Venne eseguita la pena capitale e una volta deceduti i loro corpi vennero bruciati, per evitare che tornassero a tormentare i vivi. Cos\u00ec l\u2019analisi delle esperienze dei sodomiti nelle colonie ci permette di osservare come la sessualit\u00e0 sia stata capace di influire sulla formazione dell\u2019identit\u00e0 di genere dell\u2019individuo, nel momento in cui mette a nudo la diversit\u00e0 delle forme che pu\u00f2 assumere il fenomeno della sodomia, che in nessun modo pu\u00f2 essere ridotto a semplice \u201catto giuridico\u201d<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>.<\/p><p>\u00a0<\/p><ol start=\"4\"><li><em>Il terzo genere: le <\/em>berdaches<\/li><\/ol><p>\u00a0<\/p><p>Perch\u00e8 parlare di un terzo genere? Cosa esiste oltre l\u2019uomo e la donna? Parlare di un terzo genere, presso i popoli indigeni della Nuova Spagna, \u00e8 un qualcosa che serve a rompere il bipolarismo che ha dominato la scienza e il pensiero occidentale per secoli: con \u201cterzo genere\u201d possiamo indicare tutte le soggettivit\u00e0 che stanno al difuori della dicotomia, ma la cui intelligibilit\u00e0 dipende da specificit\u00e0 culturali<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a>. Al tempo del contatto con gli europei, nei gruppi sociali dell\u2019America latina esistevano le <em>berdaches, <\/em>(figure che potevano assumere nomi diversi a seconda dell\u2019area geografica e del popolo di riferimento), individui biologicamente maschi che si identificavano come donne, spesso praticando la passivit\u00e0 nei rapporti sessuali. Il termine <em>berdaches <\/em>\u00e8 stato coniato solo molto tempo dopo il contatto tra europei e indios, poich\u00e9 i conquistatori non avevano un modo per poter definire queste persone, anche se in diversi resoconti vengono utilizzati termini come \u00abermafroditi\u00bb, \u00absodomiti\u00bb o \u00abeffemminati\u00bb. Solo verso il XIX secolo si \u00e8 iniziato a indicarli come \u00abomosessuali\u00bb o \u00abtransessuali\u00bb<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>.<\/p><p>Secondo Richard Trexler, autore di vari contributi su questo argomento, lo scopo principale di questi individui era quello di performare, davanti a tutta la comunit\u00e0, la relazione tra forza e maschilit\u00e0 da una parte, subordinazione e femminilit\u00e0 dall\u2019altra: erano dunque dei maschi, tali solo biologicamente, sottomessi ad altri uomini e considerati come donne. L\u2019ambito politico-sociale non \u00e8 il solo in cui si presenta questa performativit\u00e0; infatti, anche la vita militare e diplomatica permette di riconoscere subito le relazioni tra i generi: in caso di guerra tra due trib\u00f9 i vincitori avrebbero costretto i vinti a travestirsi da donna, in modo tale che, una volta sconfitti e fatto ritorno a casa, non sarebbero stati pi\u00f9 percepiti come uomini<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a>. In una lettera del medico spagnolo Diego Alvarez Chanca, del 1494, si afferma che alcuni feroci indigeni erano soliti catturare in guerra dei giovani ragazzi dalle isole Guadalupe, Santa Cruz e Maria Galante, li castravano, abusavano sessualmente di loro fino al raggiungimento dell\u2019et\u00e0 adulta, infine li uccidevano per cibarsene. Un anno dopo, in una lettera di Michele di Cuneo, viene riportato che gli Arawaks erano fortemente dediti alla sodomia, non sapendo se facessero bene o male; la cosa che ci interessa \u00e8 che entrambe le lettere collegano la castrazione dei prigionieri di guerra al successivo abuso sessuale e questo rapporto \u00e8 comune alle <em>berdaches<\/em><a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a>. Anche se non \u00e8 possibile effettuare una sovrapposizione. L\u2019esploratore \u00c1lvar Nu\u00f1ez de Vaca utilizz\u00f2 il termine \u00abamarionados\u00bb per indicare questi indios, annotando che molti di loro praticavano il peccato contro natura. Hernando de Alarc\u00f3n riport\u00f2 di aver incontrato almeno tre o quattro indigeni maschi in abiti femminili, anche se le prime descrizioni pi\u00f9 dettagliate risalgono a Vasco N\u00fa\u00f1ez de Balboa, che viaggi\u00f2 nel pacifico nel 1513. Nel 1516 nel suo <em>De orbe novo<\/em> Pietro Martire d\u2019Anghiera raccont\u00f2 di come, in tre viaggi a Panama, avesse incontrato il fratello di un <em>cacique<\/em> (un capo trib\u00f9) di Quaraca in compagnia di alcuni uomini che, in abiti femminili, praticavano la sodomia: il conquistatore gett\u00f2 alcuni di questi tra i cani e fu la prima volta, documentata, in cui uno spagnolo pun\u00ec degli indios per sodomia. Per i conquistatori un maschio vestito da donna era un peccatore e la sua azione andava perseguitata<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a>: il fatto che questi comportamenti fossero tollerati, se non quando assecondati e sostenuti dalle autorit\u00e0 locali, confer\u00ec il diritto di poter conquistare e \u00abcivilizzare\u00bb. Ma, in tutto ci\u00f2, i conquistatori semplicemente dedussero che, per il vestiario femminile, le<em> berdaches<\/em> ricoprissero il ruolo passivo nei rapporti sessuali: in realt\u00e0 dovevano adempiere a degli specifici ruoli, nella famiglia e nella trib\u00f9, ed esistevano vari riti di passaggio informali in cui un maschio assumeva questo ruolo<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a>.<\/p><p>Bartolom\u00e9 de Las Casas era convinto che si trattasse di uomini impotenti che mai avrebbero potuto giacere con una donna; sosteneva poi che in alcune trib\u00f9 i ragazzi venissero smodatamente masturbati prima di divenire impotenti e sosteneva la tesi di Galeno per la quale nei genitali era contenuto il sangue che si perdeva nella masturbazione. La selezione delle future <em>berdaches<\/em> poteva avere molte varianti, di et\u00e0 e provenienza, poteva avvenire in famiglia o essere una decisione della trib\u00f9, ma non tutte queste informazioni sono state registrate dai primi conquistatori. Mai una volta, per\u00f2, \u00e8 documentato un ritorno alla vita e alle faccende prettamente maschili<a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">[24]<\/a>. Nu\u00f1o de Guzman descrisse nel 1530 una <em>chichimec <\/em>incontrata a Tenochtitlan: gli spagnoli credevano che fosse una donna a causa del suo abbigliamento, rimasero stupiti nello scoprire che si trattasse di un uomo con vestiti da donna, sappiamo solo che decisero di ucciderla<a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\">[25]<\/a>. Tra i tanti rituali sacri riportati dai colonizzatori abbiamo quello del dio peruviano Pachacama, in cui \u00e8 centrale il ruolo della vittima sacrificale: questa doveva inginocchiarsi in preghiera in attesa della penetrazione anale da parte del dio, ossia il sacerdote. Presso il popolo Timicua, presente lungo la costa Nord-Est e Centro della Florida, in tempo di guerra le <em>berdaches <\/em>portavano provviste e raccoglievano feriti, ma non potevano portare le armi, che erano proprie degli uomini<a href=\"#_ftn26\" name=\"_ftnref26\">[26]<\/a>. In una pubblicazione del 1542 Nu\u00f1ez Cabeza de Vaca introduce il tema della divisione sessuale del lavoro tra i nativi americani e afferma di aver visto degli uomini sposati con altri uomini, i quali appartenevano a una classe di \u201cimpotenti effemminati\u201d e che non usavano arco e frecce, ma erano pi\u00f9 alti e forti degli altri e qualche volta portavano dei carichi pi\u00f9 pesanti. Dieci anni dopo Lopez de G\u00f3mara realizz\u00f2 una glossa del testo di Nu\u00f1ez, dove interpret\u00f2 il termine \u201cimpotenti\u201d come sinonimo di \u201ceunuchi\u201d. Ma perch\u00e9 erano pi\u00f9 forti degli altri? La spiegazione di Gomara fu una riconferma di quanto affermato da Nu\u00f1ez, ossia che i castrati in tenera et\u00e0, per qualche motivo, diventassero pi\u00f9 alti e forti di tutti gli altri.\u00a0<\/p><p>Nel 1564 il disegnatore francese Le Moyne de Morgues e il suo capitano Laudonn\u00ecere mostrarono una particolare attenzione per alcuni individui della trib\u00f9 Tumucua, che chiamarono \u201cermafroditi\u201d: si trattava sempre di uomini in abiti femminili, con capelli lunghi e gonne e Le Moyne scrisse, in una didascalia a un suo disegno, che quando i re partivano per la guerra, questi individui trasportavano le provviste e i morti al luogo di sepoltura<a href=\"#_ftn27\" name=\"_ftnref27\">[27]<\/a>. L\u2019autore rifer\u00ec che presso questa trib\u00f9 i vincitori della battaglia non erano soliti prendere prigionieri maschi, ma prima di lasciare il campo di battaglia sodomizzavano, e a volte castravano, gli uomini che avevano ucciso. Una volta due di queste <em>berdaches<\/em> vennero interrogate in un tempio di Santo Tomas e affermarono che fin da piccole erano state messe l\u00ec dai capi trib\u00f9 per servire nell\u2019abominevole vizio e per stare a guardia degli idoli del tempio. Nel XVIII secolo gli studiosi hanno evidenziato sia la performance religiosa sia il loro comportamento sessuale, ma le fonti europee limitano il ruolo delle <em>berdaches<\/em> a quello di custodi di templi, ponendole in relazione ai castrati a guardia degli harem, oppure vengono indicate come vittime sacrificali di alcune divinit\u00e0. Il francescano Motolin\u00eda sosteneva che le divinit\u00e0 indiane avevano introdotto e legittimato la sodomia in Messico e America centrale, tanto che in alcune feste religiose poteva accadere che alcuni uomini si vestissero da divinit\u00e0 femminili in segno di onore verso di loro e, a volte, era previsto il sacrificio di alcune donne che venivano scorticate<a href=\"#_ftn28\" name=\"_ftnref28\">[28]<\/a>.<\/p><p>Sempre Motolin\u00eda riferisce che solo due o tre province permettono la sodomia e sono lontane da Citt\u00e0 del Messico; nei posti in cui la sodomia non era illegale veniva comunque condannata dalla comunit\u00e0 e la persona accusata era definita <em>cuy lumpult <\/em>(persona passiva). Secondo Trexler i cronisti come Motolin\u00eda hanno riferito solo in generale di questi comportamenti nella valle del Messico, ma non specificatamente dei comportamenti sessuali legati all\u2019ambito del sacro, tranne Las Casas che assicur\u00f2 che questi comportamenti \u201ccontro natura\u201d avevano origine nei templi. Egli, descrivendo le condizioni del Guatemala, annota che bench\u00e9 un padre possa odiare la sodomia avrebbe potuto decidere di far vivere un figlio al tempio, dove avrebbe imparato la dottrina religiosa. Riferisce poi che vicino la sede episcopale di San Crist\u00f3bal si teneva un rituale pubblico in cui era prevista l\u2019umiliazione di un \u00ab\u201c<em>cicho del templo<\/em>\u201d\u00bb, che veniva appeso e bruciato<a href=\"#_ftn29\" name=\"_ftnref29\">[29]<\/a>. Gli spagnoli ritennero che gli atti di sodomia nel tempio fossero un\u2019offerta religiosa \u201call\u2019altare del potere, della classe e dello status\u201d ed ebbero piena coscienza della gerarchia di potere tra i capi e gli assistenti. Molto probabilmente il rapporto sessuale tra sacerdote e assistente rappresentava un rapporto tra l\u2019uomo potente e la donna in condizione di subordinazione, un modo dunque per mostrare la propria maschilit\u00e0 agli altri uomini e, soprattutto, far vedere che le proprie donne sono disposte a fare tutto ci\u00f2 che verr\u00e0 loro ordinato<a href=\"#_ftn30\" name=\"_ftnref30\">[30]<\/a>.<\/p><p>Purtroppo, gli effetti della conquista spagnola sulla percezione degli atti tra individui dello stesso sesso, presso i popoli nativi, non sono stati studiati in maniera sistematica, ma secondo alcuni la nozione ispanica di sodomia condannava il partner passivo e consentiva a quello attivo una maggiore libert\u00e0, in quanto il maschio penetratore stava comunque \u201cgiocando\u201d secondo le regole della maschilit\u00e0. Ma le leggi della Spagna del periodo analizzato sembrano contraddire questa tesi e secondo Trexler alla base della legge spagnola c\u2019era l\u2019intenzione di punire l\u2019autore di un atto illecito di dominio<a href=\"#_ftn31\" name=\"_ftnref31\">[31]<\/a>. Sebbene alcune formulazioni teologiche e giuridiche riguardo la sodomia furono egemoniche \u00e8 evidente che non furono mai monolitiche, ma nella Nuova Spagna portarono a tattiche di adattamento reciproche, accettando il presupposto che l\u2019identit\u00e0 di genere trascende l\u2019esperienza sessuale, nel senso che un individuo socializzato come marito o moglie pu\u00f2 indirizzare il desiderio sessuale verso individui dello stesso sesso, senza abdicare ai valori dominanti del genere che gli \u00e8 stato assegnato, \u00e8 anche vero che forse la sessualit\u00e0 gioca un suo ruolo non trascurabile nella strutturazione soggettiva del genere<a href=\"#_ftn32\" name=\"_ftnref32\">[32]<\/a>.<\/p><p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> F. Molina,<em> M\u00e1s all\u00e1 de la sodom\u00eda. <\/em><em>Notas para el estudio de las (homo)sexualidades (pre)modernas en Am\u00e9rica latina<\/em>, in \u00abRevista de Ciencias Sociales\u00bb, 1, 2012, p. 202.<\/p><p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Ivi, p. 207.<\/p><p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Ivi, p. 216.<\/p><p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Id., <em>Disputas por la identidad. Representaciones sociales, discursos m\u00e9dicos y pr\u00e1cticas judiciales ante los fen\u00f3menos de ambig\u00fcedad sexual (Espa\u00f1a, siglo XVI-XVII)<\/em>, in \u00abAnales de Historia Antigua, Medieval y Moderna\u00bb, 50, 2016, pp. 96-97.<\/p><p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Ivi, pp. 98-99.<\/p><p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Ivi, p.100.<\/p><p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Ivi, p. 109.<\/p><p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> U. Grassi, <em>Sodoma. Persecuzioni, affetti, pratiche sociali (secoli V-XVIII)<\/em>, Roma 2020, pp. 135-136.<\/p><p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a><em> Monumenta Mexicana, Vol. I (1570-1580)<\/em>, in <em>Monumenta Missionum Societatis Iesu<\/em>, <em>Vol. <\/em><em>VIII, <\/em>Roma 1956, p. 1*.<\/p><p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Z. Tortorici, <em>Sins Against Nature. Sex and Archives in Colonial New Spain<\/em>, Durham 2018, p. 89.<\/p><p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> <em>Monumenta Mexicana, Vol. III (1585-1590)<\/em>, in <em>Monumenta Missionum Societatis Iesu<\/em>, <em>Vol. XXIV,<\/em> Roma 1968, pp. 64-65.<\/p><p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a><em> Monumenta Mexicana, Vol. IV (1590-1592)<\/em>, in <em>Monumenta Missionum Societatis Iesu<\/em>, <em>Vol. XXIX,<\/em> Roma 1971, p. 352.<\/p><p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> <em>Monumenta Mexicana, Vol. V (1592-1596)<\/em>, in <em>Monumenta Missionum Societatis Iesu, Vol. XXXI<\/em>, Roma 1973, p. 92.<\/p><p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> U. Grassi, <em>Sodoma<\/em>, pp. 121-122.<\/p><p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> Z. Tortorici,<em> \u201cHeran Todos Putos\u201d: Sodomitical Subcultures and Disordered Desire in Early Colonial Mexico<\/em>, in \u00abEthnohistory\u00bb, 54, 2007, pp. 35-36.<\/p><p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> Ivi, pp. 38-39.<\/p><p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> Ivi, pp. 215-216.<\/p><p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> M. J. Horswell, <em>Toward an Andean Theory of Ritual Same-Sex Sexuality and Third-Gender Subjectivity<\/em>, in \u00abJournal of the History of Sexuality\u00bb, 10, 2011, pp. 288.<\/p><p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p><p><a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a> R. C. Trexler, <em>Gender Subordination and Political Hierarchy in Pre-Hispanic America<\/em>, in P. Sigal, <em>Infamous Desire. <\/em><em>Male Homosexuality in Colonial Latin America<\/em>, Londra 2003, p. 73.<\/p><p><a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a> Ivi, pp. 70-71.<\/p><p><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a> Ivi, p. 82.<\/p><p><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a> Ivi, p. 96.<\/p><p><a href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a> Ivi, pp. 99-100.<\/p><p><a href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\">[25]<\/a> Ivi, p. 77.<\/p><p><a href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\">[26]<\/a> Ivi, p. 76.<\/p><p><a href=\"#_ftnref27\" name=\"_ftn27\">[27]<\/a> Ivi, p. 67.<\/p><p><a href=\"#_ftnref28\" name=\"_ftn28\">[28]<\/a> Ivi, pp. 103-104.<\/p><p><a href=\"#_ftnref29\" name=\"_ftn29\">[29]<\/a> Ivi, pp. 105-107.<\/p><p><a href=\"#_ftnref30\" name=\"_ftn30\">[30]<\/a> Ivi, p. 109.<\/p><p><a href=\"#_ftnref31\" name=\"_ftn31\">[31]<\/a> Ivi, p. 105.<\/p><p><a href=\"#_ftnref32\" name=\"_ftn32\">[32]<\/a> F. Molina, <em>M\u00e1s all\u00e1 de la sodom\u00eda. Notas para el estudio de las (homo)sexualidades (pre)modernas en Am\u00e9rica Latina<\/em>, in \u00abRevista de Ciencias Sociales\u00bb, 1, 2012, p. 214.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Span\u00f2 \u00a0 Introduzione \u00a0 L\u2019analisi storica dei comportamenti sessuali di un determinato gruppo sociale \u00e8 un\u2019operazione affascinante quanto rischiosa, dal momento che l\u2019istinto potrebbe condurre immediatamente a proiettare le nostre categorie (come la dicotomia eterosessuale\/omosessuale) su degli individui per i quali queste definizioni spesso erano totalmente sconosciute. 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