{"id":4128,"date":"2025-06-21T08:48:52","date_gmt":"2025-06-21T08:48:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilpequod.it\/?p=4128"},"modified":"2025-06-21T08:50:13","modified_gmt":"2025-06-21T08:50:13","slug":"la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/","title":{"rendered":"\u00abLa tortura. L\u2019oscurit\u00e0. L\u2019oscenit\u00e0\u00bb: sull\u2019indagine esistenziale di Dostoevskij"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"4128\" class=\"elementor elementor-4128\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-72c00510 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"72c00510\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-1cacda91\" data-id=\"1cacda91\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4fd6bbd7 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"4fd6bbd7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\n<p style=\"text-align: right;\">di Federico Nicolosi<\/p>\n\n<p style=\"text-align: right;\">Con l\u2019amore si pu\u00f2 vivere anche senza felicit\u00e0. Anche nel dolore la vita \u00e8 una buona cosa. Stare al mondo \u00e8 una buona cosa, comunque si viva. Ma qui cosa c\u2019\u00e8 se non\u2026 fetore?<a id=\"_ftnref1\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n\n<p>La tortura, l\u2019oscurit\u00e0, l\u2019oscenit\u00e0: anche questo \u00e8 <em>Dostoevskij<\/em>. Questo<em> Dostoevskij<\/em> intende mettere in scena. E lo fa nel modo pi\u00f9 crudo, pi\u00f9 schietto, pi\u00f9 coraggioso che gli riesca. Che si tratti di una serie TV, di un film o, come ai fratelli D\u2019Innocenzo \u00e8 piaciuto definirlo, di un \u2018romanzo\u2019, <em>Dostoevskij <\/em>si mostra fiero, fin dai primi secondi, nel suo essere un\u2019opera che non ha paura: che non ha paura di scendere <em>in interiore homine<\/em> e di squadernare il dramma che lo anima; che non ha paura di stagliarsi anche con violenza dinnanzi a qualsiasi pubblico; che non ha paura di prendere le distanze da quel \u201cpatinato\u201d che domina una generosa porzione del panorama cinematografico italiano contemporaneo. \u00abLa cosa pi\u00f9 oscura che abbia visto in vita mia. Pi\u00f9 nera del noir stesso\u00bb<a id=\"_ftnref2\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>: questo \u00e8 <em>Dostoevskij<\/em>.<\/p>\n\n<p>Un uomo giace a terra. La posa composta, in attesa della sua fine; gli occhi rivolti al soffitto, smarriti ma vigili. Confezioni vuote di psicofarmaci \u2013 un gran numero \u2013 disposte ordinatamente su di un tavolo austero. Una lettera. L\u2019interno di un appartamento \u201cnudo\u201d, essenziale nel suo squallore, desolato nella monotonia della sua tintura, di un bianco-grigio lugubre. Un frigorifero (vuoto). La foto di una ragazza appesavi di sopra. Cos\u00ec si apre <em>Dostoevskij<\/em>; cos\u00ec \u00e8 fatto il <em>sottosuolo <\/em>in cui dimora un essere \u2013 un poliziotto, un padre, un uomo, nessuno dei tre? \u2013 che ha perso la sua \u2018lucina\u2019 molto tempo fa, un essere indegno, cos\u00ec indegno di vivere da non esser degno neanche di morire. \u00c8 l\u00ec che abita Enzo Vitello: tra la vita e la morte, tra il buio e la luce, tra l\u2019essere e il nulla.<\/p>\n\n<p>In questa cornice che ha dell\u2019eliotiano si inscrive un\u2019indagine di polizia deliberatamente poco plausibile nel modo di procedere, tra inferenze improbabili, divise irrealistiche, investigatori demotivati e scontrosi, permeati di un umore rassegnato, abbandonato. Dostoevskij \u00e8 il nome in codice di un serial killer inafferrabile sia \u201cempiricamente\u201d che interiormente, che da tempo indeterminato minaccia la periferia di Roma: nessun apparente collegamento tra le vittime, nessuna coerenza nel <em>modus operandi<\/em>, nessun movente esplicito; soltanto delle erudite lettere lasciate sulle scene del delitto e realizzate con un cinismo che si riflette perfino nella grafia, iper-ordinata, pi\u00f9 maniacale di quella dello <em>Zodiac <\/em>di David Fincher, quasi non umana. \u00abRitratti delle vittime nei loro ultimi istanti di vita, infarciti da aggettivi freddi, dissertazioni depresse e una finta naturalezza che vorrebbe farci intendere che l\u2019unica motivazione dei delitti \u00e8 la vita stessa\u00bb<a id=\"_ftnref3\" href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>.<\/p>\n\n<p>La \u00abvita stessa\u00bb, questo \u00e8 il reale movente di Dostoevskij. Questo \u00e8, invero, ci\u00f2 che il trasandato Vitello in un\u2019indagine poliziesca che \u00e8 specchio e a un tempo motivo di indagine esistenziale vuole investigare; questo, ci\u00f2 che i D\u2019Innocenzo in <em>Dostoevskij <\/em>intendono scandagliare con efferata lucidit\u00e0, \u00abil selvaggio e violento carattere della vita\u00bb<a id=\"_ftnref4\" href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>. La filosofia del killer (che si trover\u00e0 nel corso degli episodi coincidere con quella di Vitello), ben delineabile nelle fonti e nell\u2019ispirazione di fondo, \u00e8 infatti drasticamente immanentistica e materialista, con dei manifesti risvolti nichilistici che \u00e8 difficile immaginare non siano debitori all\u2019ormai celebre Rust di <em>True Detective<\/em><a id=\"_ftnref5\" href=\"#_ftn5\">[5]<\/a>. \u00c8 una filosofia del corpo, ma soprattutto della <em>finitudine<\/em>, quella dei D\u2019Innocenzo, magistralmente celati dietro i loro personaggi; una filosofia capace, per mezzo di una scrittura acuta e di una ricerca (in questo caso, una non-ricerca) formale e stilistica scrupolosa, di dipanare l\u2019esistere umano in tutta la sua negativit\u00e0, di rivelare altres\u00ec l\u2019essere nell\u2019insensatezza di fondo che lo intrama, nella drammatica e irreparabile relazione dialettica col nulla che lo attraversa. Tutto questo emerge con fervore dalle acute lettere di Dostoevskij:<\/p>\n\n<p>Non so come le persone facciano a entusiasmarsi per il sesso. Quello che vedo io sono solo corpi che odiamo e che incastriamo come in un puzzle quando da bambini non ci va di giocare ai puzzle. Stavano scopando loro due, come diciamo tutti i giorni. Stavano godendo, come diciamo tutti i giorni. Scopando, venendo, inculando, sbattendo, sborrando. C\u2019era tutto questo nella stanza prima che prendesse fuoco. Non conoscevo quella coppia prima di vederla morire. E una volta conosciuta posso dire che era stata sensata quella loro morte. <em>Se raggiungiamo la consapevolezza di quanto sia facile far prendere fuoco a qualcosa piuttosto che il contrario, dovremmo imbarazzarci per tutte le forzature che mettiamo in pratica costantemente per sentire che non stiamo commettendo un errore ad essere qui, su questo mondo<\/em>. Ma un corpo non \u00e8 mai cos\u00ec vero pi\u00f9 di quando sta bruciando, mentre sta diventando quello che sarebbe sempre dovuto essere. Cenere. Nulla. Le urla che la coppia produceva, le facce che si contorcevano mentre si squagliavano, le loro mani che, trasformate in torce, andavano cercandosi l\u2019uno per scacciare il bruciare dell\u2019altra. Tutto quello era solo uno spasmo involontario. Nient\u2019altro. <em>Spasmi involontari e pensieri inculcati a forza nelle nostre teste: noi non dobbiamo prendere a fuoco e dobbiamo incularci, sbatterci, farci inculare<\/em>. Questi pensieri che ci insegnano fin da piccoli producono la paura. Quella coppia non ebbe pi\u00f9 paura solo da morta<a id=\"_ftnref6\" href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>.<\/p>\n\n<p>Nel permanere inalterata rispetto alla sua quantit\u00e0 complessiva, la materia del cosmo muta a ogni istante. Muta di una trasformazione perpetua che \u00e8 la sua stessa cifra metafisica, nell\u2019inevitabile direzione di un disordine(il fuoco) che, come mette in luce il principio fisico dell\u2019entropia, non soltanto \u00e8 probabilisticamente pi\u00f9 realistico dell\u2019ordine, ma \u00e8 ontologicamente pi\u00f9 <em>vero<\/em>. \u00abMutamento e movimento costituiscono infatti la regola, non l\u2019eccezione\u00bb<a id=\"_ftnref7\" href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>. Se ci fermassimo a riflettere su quanto remota doveva essere la probabilit\u00e0 che <em>quello <\/em>spermatozoo riuscisse a raggiungere e fecondare <em>quella <\/em>cellula uovo, forse ci renderemmo meglio conto di quanto fortuita e improbabile la nostra presenza su questo mondo effettivamente sia, o \u2013 per dirla con le parole di David Benatar \u2013 di quanto \u00abone\u2019s having come into existence is <em>really <\/em>bad luck\u00bb<a id=\"_ftnref8\" href=\"#_ftn8\">[8]<\/a>. Infatti, \u00abit is bad enough when one suffers some harm. It is worse still when the chances of having been harmed are very remote\u00bb<a id=\"_ftnref9\" href=\"#_ftn9\">[9]<\/a>.<\/p>\n\n<p>Gi\u00e0 dal primo episodio, e nei successivi ancor di pi\u00f9, l\u2019eco della parola antinatalista di Schopenhauer e Benatar in particolare pare difatti riverberarsi con forza non gi\u00e0, banalmente, nelle dense lettere lasciate dall\u2019assassino, ma in Vitello, nel suo capo Antonio, in sua figlia Ambra e, ancora, in ogni singola scelta stilistica della Produzione: in \u00abquegli sprazzi di\u00a0<em>America Latina<\/em>\u00a0che potrebbero sembrare il Nevada, o un certo Midwest e un certo Bayou del Mississippi, e invece siamo sempre e comunque a 50 chilometri da Roma o gi\u00f9 di l\u00ec\u00bb<a id=\"_ftnref10\" href=\"#_ftn10\">[10]<\/a>, in locations scarne, cupe, disturbanti, nelle ampie praterie di un\u2019Italia \u201cdeitalianizzata\u201d fino al surreale, in un\u2019ambientazione del tutto inverosimile eppure vicina a ognuno di noi<a id=\"_ftnref11\" href=\"#_ftn11\">[11]<\/a>, spettro di una marginalit\u00e0 che prima d\u2019essere geografica \u00e8 esistenziale. Tutto in <em>Dostoevskij<\/em>, dall\u2019\u201canacronistica\u201d pellicola da 16mm all\u2019esposizione bassissima della camera, dall\u2019uso della fotografia al rifiuto del cavalletto in luogo della macchina a spalla, pare suggerire questo: la \u00abnullit\u00e0 di ogni ente per ci\u00f2 che \u00e8 e per come \u00e8\u00bb<a id=\"_ftnref12\" href=\"#_ftn12\">[12]<\/a>. Ogni cosa, l\u2019esistente che io sono, l\u2019albero su cui d\u00e0 la finestra di casa mia, il mio cane, il computer che mi sta dinanzi in questo momento, ogni cosa non \u00e8 infatti che \u00abun lampo di essere dentro l\u2019universale dominio del niente\u00bb<a id=\"_ftnref13\" href=\"#_ftn13\">[13]<\/a>.<\/p>\n\n<p>In questa indagine di polizia che, minuto dopo minuto, si fa e cede il posto a una indagine dell\u2019umano stare al mondo, la Morte, il Niente assurgono a richiamo, a trofeo da \u2018guadagnare\u2019: tutti i personaggi di <em>Dostoevskij<\/em>, in un modo o nell\u2019altro, <em>tendono <\/em>verso uno stato altro da quello attuale. Uno stato che \u00e8 per tutti lo stesso, la morte, e che una inettitudine che li accomuna sembra impedir loro di raggiungere. Dice il controverso capo di polizia Antonio Bonomolo (Federico Vanni) alla moglie Diana, mentre siede sul bordo di una piscina:<\/p>\n\n<p>A: Penso alla profondit\u00e0 di questa vasca, se la profondit\u00e0 possa essere sufficiente per annegarmi. Forse s\u00ec, con un po\u2019 di fatica. Capisci?<\/p>\n\n<p>D: mh mh.<\/p>\n\n<p>A: Ma profonda o no non importa perch\u00e9 tanto non riuscirei a uccidermi. C\u2019\u00e8 qualcosa in me di cos\u00ec irrimediabile che fa s\u00ec che io sopporti tutto questo. E questa cosa mi spegne. Uno spegnimento lento, che non fa rumore. Tra dieci minuti anch\u2019io vorr\u00f2 uscire da questa vasca, ce ne torneremo a casa e tutto sar\u00e0 come sempre<a id=\"_ftnref14\" href=\"#_ftn14\">[14]<\/a>.<\/p>\n\n<p>\u00c8 questa la <em>Stimmung <\/em>dei personaggi creati dalla penna dei D\u2019Innocenzo, il denominatore comune che nella loro pluralit\u00e0 e complessit\u00e0 li tiene insieme. \u00abPer i pi\u00f9\u00bb, scrive d\u2019altronde Schopenhauer, \u00abla vita non \u00e8 che una lotta continua per l\u2019esistenza, con la certezza di una disfatta finale. E ci\u00f2 che d\u00e0 loro tanta forza di perseverare in questo penoso conflitto non \u00e8 tanto l\u2019amore della vita, quanto la paura della morte, che tuttavia sta l\u00ec sullo sfondo, sempre pronta a farsi avanti\u00bb<a id=\"_ftnref15\" href=\"#_ftn15\">[15]<\/a>. La morte non andrebbe cercata \u2013 concluder\u00e0 Vitello \u2013, eppure \u00e8 da ognuno di loro pi\u00f9 o meno segretamente desiderata. Un immotivato attaccamento alla vita, a \u00abquesta assurda malattia di vivere\u00bb<a id=\"_ftnref16\" href=\"#_ftn16\">[16]<\/a> che ogni giorno esperiscono, li tiene nondimeno ancora qui, su questa \u201cterra desolata\u201d perennemente in bilico tra la tenebra del non-senso e la luce che a tale non-senso si sforza di dare un senso; senso che forse riposa proprio nel comprenderne fino in fondo, con spietatezza leopardiana, l\u2019insensatezza.<\/p>\n\n<p>\u00c8 \u00abel delito major\u00bb, come scrive Calder\u00f3n, \u00abil peccato originale, la colpa di esistere\u00bb<a id=\"_ftnref17\" href=\"#_ftn17\">[17]<\/a> che l\u2019antieroe dei D\u2019Innocenzo, un Enzo Vitello superlativamente incarnato da Filippo Timi, sconta quindi. Li sconta nel suo fallimento come uomo, come poliziotto e come padre; li sconta nell\u2019aver perso la fiducia di tutti i suoi uomini e li sconta nel rapporto deteriore con la figlia abbandonata molti anni fa, di cui Carlotta Gamba ci offre un\u2019interpretazione di raro spessore. Una drastica rassegnazione, che non \u00e8 mai resa inerme bens\u00ec \u00abchiara visione di cosa la specie umana sia, di quale sia il suo posto nel mondo e l\u2019orizzonte verso cui tende\u00bb<a id=\"_ftnref18\" href=\"#_ftn18\">[18]<\/a>, segna cos\u00ec quello che, su tutti, \u00e8 forse (e, si direbbe, paradossalmente) il personaggio pi\u00f9 vitale e pi\u00f9 lucido.<\/p>\n\n<p>La teoresi dell\u2019\u201cetereo\u201d serial killer e quella del protagonista si fondono, arrivate a questo punto. \u00c8 Vitello che legge una lettera scritta da Dostoevskij o \u00e8 Vitello che medita tra s\u00e9 e s\u00e9? Non \u00e8 importante e, anche se lo fosse, non farebbe ormai differenza alcuna.<\/p>\n\n<p>Se si volesse seriamente parlare di qualsiasi cosa, si dovrebbe iniziare con queste due parole: dolore e numeri. L\u2019aspettativa media di vita di un uomo occidentale oggi \u00e8 di 82 anni: 29.930 giorni di dolore; 718.000 ore di sofferenza, di finta, di recita. Ogni sorriso smorfia. Ogni ricordo rimpianto. Ogni speranza illusione. Ogni notte una finta promessa. La tortura, l\u2019oscurit\u00e0, l\u2019oscenit\u00e0.<\/p>\n\n<p>Ai bambini andrebbe detto fin da subito: ci siamo sbagliati a farvi, a mettervi su questo tavolo, su questo incubo costante. Andrebbe subito chiarito: cercavamo soltanto qualcuno che potesse prendersi l\u2019orrore al posto nostro<a id=\"_ftnref19\" href=\"#_ftn19\">[19]<\/a>.<\/p>\n\n<p>Per quel che il <em>bien penser <\/em>ne possa opinare, \u00e8 a rigore impossibile \u2013 su questo l\u2019assassino\/Vitello \u00e8 risoluto \u2013 mettere al mondo degli esistenti per il loro stesso interesse. \u00c8 al contrario doveroso, oltre che coerente, dato che la sofferenza intride ontologicamente ogni esistenza, <em>non <\/em>metterli al mondo proprio per loro tutela e cos\u00ec lasciarli essere quel che sempre sono stati e sarebbero \u00absempre dovuti essere: cenere, nulla\u00bb. \u201cGiocare\u201d a procreare \u00e8 dunque, per tutti gli esseri viventi, \u00ab[to] play Russian roulette with a <em>fully <\/em>loaded gun \u2013 aimed, of course, not at their own heads, but at those of their future offspring\u00bb<a id=\"_ftnref20\" href=\"#_ftn20\">[20]<\/a>. Mettere al mondo dei figli \u00e8 infatti, e mai potr\u00e0 essere altrimenti, l\u2019atto egoistico per eccellenza. \u00c8 la <em>\u1f55<\/em><em>\u03b2\u03c1\u03b9\u03c2<\/em>: noncuranti, anzi sprezzanti del bene di chi tra poco diremo essere \u201cla persona che amiamo pi\u00f9 d\u2019ogni altra cosa\u201d, ci affanniamo giorno dopo giorno nel convincerci che, <em>nonostante tutto<\/em>, stare al mondo \u00e8 sempre e comunque un bene e cos\u00ec lo sar\u00e0 anche per la nostra creatura. Non potrebbe forse essere proprio l\u2019impulso perenne a \u2018realizzarsi\u2019 (lavorativamente, sentimentalmente, eccetera) che avvertiamo a noi cos\u00ec connaturato a tradire, invece, un bisogno ben pi\u00f9 urgente e profondo, cos\u00ec terribile da necessitare di essere costantemente sublimato? Il bisogno, cio\u00e8, di redimerci dal male che ci \u00e8 stato inflitto quel giorno in cui non per voler nostro siamo stati consegnati a questo mondo, a questa esistenza?<\/p>\n\n<p>Disvelata fino in fondo e con coraggio una cos\u00ec atroce verit\u00e0, nessuno pu\u00f2 pi\u00f9 fuggirvi se non \u00abmediante una violenza dolorosa, che l\u2019individuo fa a se stesso. Ma una volta che ci\u00f2 sia accaduto, la coscienza ritrover\u00e0 quella noncuranza e quella serenit\u00e0 dell\u2019esistenza puramente individuale, che avranno allora anche una maggiore potenza\u00bb<a id=\"_ftnref21\" href=\"#_ftn21\">[21]<\/a>. Non \u00e8 l\u2019annullamento dell\u2019esistenza, allora, quello che cerca Vitello; non \u00e8 questo il male che egli vuole segretamente infliggere a se stesso: \u00e8 la <em>noluntas<\/em> schopenhaueriana che il suo viaggio\/indagine interiore aspira a raggiungere, il distacco dal mondo e da tutte le sue gioie e i suoi dolori come distacco dal desiderare, dal desiderare di vivere, cos\u00ec da poter finalmente contemplare quell\u2019<em>oscurit\u00e0 <\/em>che \u00e8 la sola, vera realt\u00e0. La Cenere. Il Nulla.<\/p>\n\n<p>Diversamente da <em>True Detective<\/em>, per i personaggi di <em>Dostoevskij<\/em> non si d\u00e0 alcuna speranza gnostica in una redenzione dal male di vivere, alcuna possibilit\u00e0 di \u2018luce\u2019<a id=\"_ftnref22\" href=\"#_ftn22\">[22]<\/a>. Luce \u00e8, semmai, la presa d\u2019atto che altro non siamo se non Buio, che<\/p>\n\n<p>La morte non andrebbe cercata. \u00c8 qualcosa che circonda ogni nostro gesto. Ogni nostro pensiero. Ogni nostro errore. Ogni nostra cosiddetta mossa giusta.<\/p>\n\n<p>Enzo Vitello, si chiamava. Voleva me o voleva la morte. Ha trovato entrambi e credo sia stata una doppia delusione. L\u2019ho gettato in un fiume. L\u2019acqua non \u00e8 pura, l\u2019acqua non \u00e8 nemmeno sporca. L\u2019acqua \u00e8 solo qualcosa che va in avanti senza sosta e senza sapere il perch\u00e9, come facciamo noi ma producendo un rumore meno disturbante. Ho scelto un fiume perch\u00e9 ero in ascolto<a id=\"_ftnref23\" href=\"#_ftn23\">[23]<\/a>.<\/p>\n\n<p>\u00c8 nell\u2019<em>ascolto <\/em>del fluire eracliteo dell\u2019acqua, nell\u2019ascolto dell\u2019<em>\u1f00<\/em><em>\u03bb\u03ae\u03b8\u03b5\u03b9\u03b1<\/em> che si spegne la vita di Enzo Vitello. \u00c8 la comprensione del divenire dell\u2019essere, del divenire che <em>\u00e8 <\/em>l\u2019essere, nella travolgente \u201cflussicit\u00e0\u201d e dirompente <em>irreversibilit\u00e0 <\/em>che lo rendono a noi vivo. Al runner che incontra nei campi all\u2019indomani della colluttazione finale con il killer, il quale gli chiede dove sia diretto, Enzo risponde: \u00abDritto\u00bb<a id=\"_ftnref24\" href=\"#_ftn24\">[24]<\/a>. Nella <em>sola<\/em> e<em> univoca<\/em> direzione dell\u2019essere-tempo, dello <em>Zeitraum<\/em>.<\/p>\n\n<p>Ed \u00e8 nell\u2019ascolto dello scorrere di un fiume che si esaurisce l\u2019ultimo, criptico e solo apparentemente insignificante, dialogo dell\u2019opera:<\/p>\n\n<p>ANTONIO: Ci sono molti professionisti impegnati nella ricerca del corpo di tuo padre, ma due persone in pi\u00f9 in fondo male non possono fare.<\/p>\n\n<p>AMBRA: Io non ci capisco niente di queste cose, ma come cazzo si fa a non trovare un corpo buttato in un fiume?<\/p>\n\n<p>AN: Tempo ce ne vuole sempre. Non possiamo essere sicuri di nulla al 100% e quindi stiamo cercando un po\u2019 dappertutto\u2026 Ma capisco se ti sembra un sacco di tempo. Anche a me sembra un sacco di tempo.<\/p>\n\n<p>AM: I fiumi sono lunghi, sar\u00e0 per questo.<\/p>\n\n<p>AN: Forse.<\/p>\n\n<p>AM: Sono lunghi e hanno tanta acqua.<\/p>\n\n<p>AN: Questo sicuramente<a id=\"_ftnref25\" href=\"#_ftn25\">[25]<\/a>.<\/p>\n\n<p>L\u2019indagine investigativa ed esistenziale di Enzo Vitello \u00e8 un viaggio alla ricerca del <em>senso<\/em>, non della vita ma dell\u2019Essere. E l\u2019insistenza dell\u2019ultimo episodio sull\u2019elemento liquido ne \u00e8, a mio avviso, la prova: Enzo quel senso l\u2019ha disoccultato, alla fine, e interiorizzato in tutta la sua drammaticit\u00e0. La sua nauseabonda, insignificante, transeunte esistenza pu\u00f2 ora, stoicamente, anche concludersi.<\/p>\n\n<p>La <em>Daseinsanalytik <\/em>dei fratelli D\u2019Innocenzo, che \u00abin\u00a0<em>Dostoesvkij<\/em>\u00a0\u00e8 motivo narrativo (l\u2019indagine poliziesca) e motivo antropologico\u00bb<a id=\"_ftnref26\" href=\"#_ftn26\">[26]<\/a>, non ha paura di confrontarsi con tale realt\u00e0: con l\u2019indisponibilit\u00e0 dell\u2019umano abitare il mondo, con tutto l\u2019orrore che questo porta con s\u00e9, con l\u2019ignoto, con l\u2019ineffabile che ci \u00e8 vicino. \u00c8 anche in ordine a ci\u00f2 che lo spettatore \u00e8 chiamato a fare i conti con un\u2019opera all\u2019apparenza ostica, dai ritmi lenti e pausati, dai dialoghi magri ed essenziali, sovente poco verosimili, dalle inquadrature \u2018sporche\u2019 e inaccurate nella loro straordinaria accuratezza: come in tutte le produzioni dei registi di <em>Favolacce<\/em>, il plot qui costituisce <em>tout court <\/em>il punto di partenza di ogni scelta stilistica, linguistica, formale. \u00abLa lentezza di\u00a0<em>Dostoevskij<\/em>\u00a0\u00e8 quindi parte di tutto quel processo di spoliazione, riduzione ai minimi termini, sottrazione di qualunque abbellimento che rendono, questo prodotto, pi\u00f9 nero del noir\u00bb<a id=\"_ftnref27\" href=\"#_ftn27\">[27]<\/a>. Per questo motivo, come osserva Carlo Giuliano, sarebbe a dir vero scorretto riferirsi a <em>Dostoevskij <\/em>come a qualcosa di \u201cbello\u201d: perch\u00e9 <em>Dostoevskij non vuole<\/em> essere bello; anzi terribile, squallido, rivoltante, marcio come i suoi personaggi, come la storia che inscena, come il dramma che la vita senziente \u00e8.<\/p>\n\n<p>\u00c8 tuttavia corretto ipotizzare che un progetto di una tale densit\u00e0 teoretica sia stato <em>pensato <\/em>esattamente alla stessa maniera dalla rara maestria dei Fratelli? Per la verit\u00e0, rispondere di s\u00ec \u2013 nonostante, come ho tentato di mettere in luce in questo contributo, certe ispirazioni risultino di difficile messa in discussione \u2013 traviserebbe probabilmente il senso stesso di <em>Dostoevskij<\/em>. Il cinema e, in generale, la filosofia dei D\u2019Innocenzo ricercano infatti perlopi\u00f9 l\u2019estemporaneo, l\u2019\u201cintuizione pura\u201d nella banalit\u00e0 del quotidiano. \u00c8, allo stesso modo del Rust di <em>True Detective<\/em>, \u00abuna filosofia quindi che tracima dall\u2019esperienza diretta del negativo del mondo, del suo orrore e del suo nulla, che se rettamente compreso dovrebbe salvare la circostanza esistenziale e rendere la vita qualcosa di dignitoso e sensato\u00bb<a id=\"_ftnref28\" href=\"#_ftn28\">[28]<\/a>, quella dei D\u2019Innocenzo.<\/p>\n\n<p>Non \u00e8 insomma il <em>concetto<\/em>, nel cinema dei Fratelli, a precedere il \u2018modo di esprimerlo\u2019: al contrario, \u00e8 proprio dall\u2019esperienza diretta della gratuit\u00e0 e dell\u2019insignificanza dell\u2019esserci umano che qui emana la riflessivit\u00e0<a id=\"_ftnref29\" href=\"#_ftn29\">[29]<\/a>. Il concetto vi si dispiega. Il reale, con tutta la sua brutalit\u00e0, \u00e8 nella regia dei D\u2019Innocenzo come la \u2018messa in opera\u2019 dell\u2019ideale, ancorch\u00e9 in un modo assai diverso da quello della teleologia dello Spirito idealistico; \u00e8 il luogo ove l\u2019<em>Ereignis <\/em>\u00e8 chiamato a eventuarsi. Una regia <em>dell\u2019ascolto<\/em>, quindi: dell\u2019ascolto dell\u2019Essere.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn1\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> F. Dostoevskij, <em>Memorie dal sottosuolo <\/em>(<em>\u0417\u0430\u043f\u0438\u0441\u043a\u0438 \u0438\u0437 \u043f\u043e\u0434\u043f\u043e\u043b\u044c\u044f<\/em>, 1864), intr. di A. Moravia, trad. di M. Martinelli, BUR Rizzoli, Milano 2023, p. 148.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn2\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> C. Giuliano, <em>Dostoevskij, recensione: i D\u2019Innocenzo hanno ridefinito il noir<\/em>, in <a href=\"https:\/\/www.ciakclub.it\/dostoevskij-recensione-i-dinnocenzo-hanno-ridefinito-il-noir\/\">https:\/\/www.ciakclub.it\/dostoevskij-recensione-i-dinnocenzo-hanno-ridefinito-il-noir\/<\/a>, consultato il 08\/12\/2024. Per una cognizione globale (anche tecnica) dell\u2019opera e del suo impatto sul cinema contemporaneo, sui quali qui non mi soffermer\u00f2, rinvio all\u2019intera recensione di Giuliano, tra le pi\u00f9 ricche che mi \u00e8 sembrato di leggere in rete.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn3\" href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> D. D\u2019Innocenzo, F. D\u2019Innocenzo,<em> Dostoevskij<\/em>, Italia 2024, ep. 1: <em>Dostoevskij<\/em>.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn4\" href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> F. Nietzsche, <em>Umano, troppo umano <\/em>I (<em>Menschliches, Allzumenschliches<\/em>,<em> Ein Buch f\u00fcr freie Geister<\/em>, 1878), nota introduttiva di M. Montinari, trad. di S. Giametta, Adelphi Edizioni, Milano 1997, p. 169.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn5\" href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Mi sento di ritenere la conoscenza della prima stagione di questa serie e in particolar modo del personaggio interpretato dal premio Oscar Matthew McConaughey imprescindibile per un\u2019adeguata comprensione della filosofia di <em>Dostoevskij<\/em>. Tra la ricca letteratura riscontrabile in lingua italiana e straniera, mi limito a segnalare E. Palma, <em>Il cielo stellate del bene. La metafisica del negativo in \u2018True Detective\u2019<\/em>, in \u00abDialoghi mediterranei\u00bb, XI, n. 67\/2024, pp. 528-536.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn6\" href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> D. D\u2019Innocenzo, F. D\u2019Innocenzo,<em> Dostoevskij<\/em>, cit., ep. 1: <em>Dostoevskij<\/em>. I corsivi sono miei.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn7\" href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> A.G. Biuso, <em>Tempo e materia. Una metafisica<\/em>, Leo S. Olschki Editore, Firenze 2020, p. 60.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn8\" href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> D. Benatar, <em>Better Never to Have Been. The Harm of Coming into Existence<\/em>, Oxford University Press, Oxford 2006, p. 7.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn9\" href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> <em>Ibidem<\/em>. Come studio generale sull\u2019antinatalismo \u201canalitico\u201d del filosofo sudafricano, si consideri S. Dierna, <em>\u2018\u00c8 il nascere che non ci voleva\u2019. Introduzione a David Benatar<\/em>, in \u00abVita pensata\u00bb, XII, n. 26\/2022, pp. 32-38.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn10\" href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> C. Giuliano, <em>Dostoevskij, recensione: i D\u2019Innocenzo hanno ridefinito il noir<\/em>, cit.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn11\" href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Sulla ricerca straordinaria che i D\u2019Innocenzo hanno condotto per le ambientazioni di <em>Dostoevskij<\/em>, cfr. S. Gucciardo, <em>La geografia del dettaglio in Dostoevskij: D\u2019Innocenzo e Moresco<\/em>, in <a href=\"https:\/\/artesettima.it\/2024\/12\/01\/la-geografia-del-dettaglio-in-dostoevskij-dinnocenzo-e-moresco\/\">https:\/\/artesettima.it\/2024\/12\/01\/la-geografia-del-dettaglio-in-dostoevskij-dinnocenzo-e-moresco\/<\/a>, consultato il 08\/12\/2024.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn12\" href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> A.G. Biuso, <em>Chronos. Scritti di storia della filosofia<\/em>, Mimesis, Milano-Udine 2023, p. 150.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn13\" href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn14\" href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a> D. D\u2019Innocenzo, F. D\u2019Innocenzo,<em> Dostoevskij<\/em>, cit., ep. 5: <em>Mai vista stagione peggiore<\/em>.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn15\" href=\"#_ftnref15\">[15]<\/a> A. Schopenhauer, <em>Il mondo come volont\u00e0 e rappresentazione <\/em>(<em>Die Welt als Wille und Vorstellung<\/em>, 1819), a cura di A. Vigliani, intr. di G. Vattimo, Mondadori (ed. \u201cI Meridiani\u201d), Milano 2007, \u00a757, p. 443.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn16\" href=\"#_ftnref16\">[16]<\/a> D. D\u2019Innocenzo, F. D\u2019Innocenzo,<em> Dostoevskij<\/em>, cit., ep. 2: <em>La citt\u00e0 dei figli sbagliati<\/em>.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn17\" href=\"#_ftnref17\">[17]<\/a> A. Schopenhauer, <em>Il mondo come volont\u00e0 e rappresentazione<\/em>, cit., \u00a751, p. 368.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn18\" href=\"#_ftnref18\">[18]<\/a> A.G. Biuso, S. Dierna, <em>Antinatalismo: storia e significato di una filosofia radicale<\/em>, in \u00abDialoghi mediterranei\u00bb, X, n. 64\/2023, p. 62.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn19\" href=\"#_ftnref19\">[19]<\/a> D. D\u2019Innocenzo, F. D\u2019Innocenzo,<em> Dostoevskij<\/em>, cit., ep. 2: <em>La citt\u00e0 dei figli sbagliati<\/em>.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn20\" href=\"#_ftnref20\">[20]<\/a> D. Benatar, <em>Better Never to Have Been. The Harm of Coming into Existence<\/em>, cit., p. 92. Sulla effettiva (e molto discussa) filantropia di tale sistema, cfr. ivi, pp. 223-225. Scrivono nuovamente al proposito Biuso e Dierna: \u00abLa sofferenza ci appartiene. \u00c8 una verit\u00e0 che difficilmente si potr\u00e0 negare. Ciascuno vive poi questo dolore a modo proprio, con maggiore o minore intensit\u00e0, dando pi\u00f9 o meno peso agli eventi che accadono. Nessuno ne rimane per\u00f2 esente. L\u2019unica strategia per evitare di soffrire consiste nell\u2019evitare di stare al mondo (<em>Risk Argument<\/em>)\u00bb (A.G. Biuso, S. Dierna, <em>Antinatalismo: storia e significato di una filosofia radicale<\/em>, cit., p. 67). Sullo stesso argomento, infine, interessante anche il contributo di H\u00e4yry, cui rimando per un confronto tra pi\u00f9 posizioni differenti sulle principali questioni antinatalistiche contemporanee e non solo: M. H\u00e4yry, <em>If You Must Give Them a Gift, Then Give Them the Gift of Nonexistence<\/em>, in \u00abCambridge Quarterly of Healthcare Ethics\u00bb, vol. 33\/2024, n. 1, pp. 48-59.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn21\" href=\"#_ftnref21\">[21]<\/a> A. Schopenhauer, <em>Metafisica dell\u2019amore sessuale <\/em>(<em>Metaphysik der Geschlechtsliebe<\/em>, 1844), a cura di A. Verrecchia, BUR Rizzoli, Milano 1992, p. 125.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn22\" href=\"#_ftnref22\">[22]<\/a> \u00abIl nulla tallona l\u2019essere e infine lo riassorbe in s\u00e9\u00bb, osserva infatti Roberto Mancini. \u00abQuindi lo scandalo metafisico per eccellenza non \u00e8 il nichilismo, ma \u00e8 la fiducia nella possibilit\u00e0 della vita salvata, dunque nella salvezza intesa come liberazione universale e definitiva da ogni male, anche dalla morte\u00bb (R. Mancini, <em>La finitezza come apertura. Ripensare la vita oltre il nichilismo<\/em>, in P. Amato, A.G. Biuso, V. Bochicchio, M.T. Catena, F. Masi, V. Pinto, N. Russo, S. Venezia [a cura di], <em>Metafisica dell\u2019immanenza. Scritti per Eugenio Mazzarella, <\/em>Vol. I<em>: Ontologia e storia<\/em>, Mimesis, Milano-Udine 202, p. 217).<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn23\" href=\"#_ftnref23\">[23]<\/a> D. D\u2019Innocenzo, F. D\u2019Innocenzo,<em> Dostoevskij<\/em>, cit., ep. 6: <em>Non siate crudeli con un finale<\/em>.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn24\" href=\"#_ftnref24\">[24]<\/a> \u00c8 significativo che la risposta \u00abAvanti\u00bb o \u00abDritto\u00bb alla domanda circa la destinazione verso cui l\u2019interessato stia dirigendosi compaia in almeno altre due interazioni oltre quella citata; il che mi lascia supporre una voluta enfasi della scrittura sul carattere di finitudine e unidirezionalit\u00e0 della <em>Zeitlichkeit<\/em> vissuta.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn25\" href=\"#_ftnref25\">[25]<\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn26\" href=\"#_ftnref26\">[26]<\/a> S. Gucciardo, <em>La geografia del dettaglio in Dostoevskij: D\u2019Innocenzo e Moresco<\/em>, cit.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn27\" href=\"#_ftnref27\">[27]<\/a> C. Giuliano, <em>Dostoevskij, recensione: i D\u2019Innocenzo hanno ridefinito il noir<\/em>, cit.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn28\" href=\"#_ftnref28\">[28]<\/a> E. Palma, <em>Il cielo stellato del bene. La metafisica del negativo in \u2018True Detective\u2019<\/em>, cit., p. 529.<\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\"><a id=\"_ftn29\" href=\"#_ftnref29\">[29]<\/a> Devo quasi per intero queste ultime considerazioni al confronto sempre fecondo con l\u2019amico e studioso di cinema Roberto Zinna.<\/p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Federico Nicolosi Con l\u2019amore si pu\u00f2 vivere anche senza felicit\u00e0. Anche nel dolore la vita \u00e8 una buona cosa. Stare al mondo \u00e8 una buona cosa, comunque si viva. Ma qui cosa c\u2019\u00e8 se non\u2026 fetore?[1] La tortura, l\u2019oscurit\u00e0, l\u2019oscenit\u00e0: anche questo \u00e8 Dostoevskij. Questo Dostoevskij intende mettere in scena. E lo fa nel [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4131,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"ocean_post_layout":"","ocean_both_sidebars_style":"","ocean_both_sidebars_content_width":0,"ocean_both_sidebars_sidebars_width":0,"ocean_sidebar":"","ocean_second_sidebar":"","ocean_disable_margins":"enable","ocean_add_body_class":"","ocean_shortcode_before_top_bar":"","ocean_shortcode_after_top_bar":"","ocean_shortcode_before_header":"","ocean_shortcode_after_header":"","ocean_has_shortcode":"","ocean_shortcode_after_title":"","ocean_shortcode_before_footer_widgets":"","ocean_shortcode_after_footer_widgets":"","ocean_shortcode_before_footer_bottom":"","ocean_shortcode_after_footer_bottom":"","ocean_display_top_bar":"default","ocean_display_header":"default","ocean_header_style":"","ocean_center_header_left_menu":"","ocean_custom_header_template":"","ocean_custom_logo":0,"ocean_custom_retina_logo":0,"ocean_custom_logo_max_width":0,"ocean_custom_logo_tablet_max_width":0,"ocean_custom_logo_mobile_max_width":0,"ocean_custom_logo_max_height":0,"ocean_custom_logo_tablet_max_height":0,"ocean_custom_logo_mobile_max_height":0,"ocean_header_custom_menu":"","ocean_menu_typo_font_family":"","ocean_menu_typo_font_subset":"","ocean_menu_typo_font_size":0,"ocean_menu_typo_font_size_tablet":0,"ocean_menu_typo_font_size_mobile":0,"ocean_menu_typo_font_size_unit":"px","ocean_menu_typo_font_weight":"","ocean_menu_typo_font_weight_tablet":"","ocean_menu_typo_font_weight_mobile":"","ocean_menu_typo_transform":"","ocean_menu_typo_transform_tablet":"","ocean_menu_typo_transform_mobile":"","ocean_menu_typo_line_height":0,"ocean_menu_typo_line_height_tablet":0,"ocean_menu_typo_line_height_mobile":0,"ocean_menu_typo_line_height_unit":"","ocean_menu_typo_spacing":0,"ocean_menu_typo_spacing_tablet":0,"ocean_menu_typo_spacing_mobile":0,"ocean_menu_typo_spacing_unit":"","ocean_menu_link_color":"","ocean_menu_link_color_hover":"","ocean_menu_link_color_active":"","ocean_menu_link_background":"","ocean_menu_link_hover_background":"","ocean_menu_link_active_background":"","ocean_menu_social_links_bg":"","ocean_menu_social_hover_links_bg":"","ocean_menu_social_links_color":"","ocean_menu_social_hover_links_color":"","ocean_disable_title":"default","ocean_disable_heading":"default","ocean_post_title":"","ocean_post_subheading":"","ocean_post_title_style":"","ocean_post_title_background_color":"","ocean_post_title_background":0,"ocean_post_title_bg_image_position":"","ocean_post_title_bg_image_attachment":"","ocean_post_title_bg_image_repeat":"","ocean_post_title_bg_image_size":"","ocean_post_title_height":0,"ocean_post_title_bg_overlay":0.5,"ocean_post_title_bg_overlay_color":"","ocean_disable_breadcrumbs":"default","ocean_breadcrumbs_color":"","ocean_breadcrumbs_separator_color":"","ocean_breadcrumbs_links_color":"","ocean_breadcrumbs_links_hover_color":"","ocean_display_footer_widgets":"default","ocean_display_footer_bottom":"default","ocean_custom_footer_template":"","footnotes":"","ocean_post_oembed":"","ocean_post_self_hosted_media":"","ocean_post_video_embed":"","ocean_link_format":"","ocean_link_format_target":"self","ocean_quote_format":"","ocean_quote_format_link":"post","ocean_gallery_link_images":"on","ocean_gallery_id":[]},"categories":[14],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.8 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u00abLa tortura. L\u2019oscurit\u00e0. L\u2019oscenit\u00e0\u00bb: sull\u2019indagine esistenziale di Dostoevskij - Il Pequod<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"\u00abLa tortura. L\u2019oscurit\u00e0. L\u2019oscenit\u00e0\u00bb: sull\u2019indagine esistenziale di Dostoevskij - Il Pequod\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"di Federico Nicolosi Con l\u2019amore si pu\u00f2 vivere anche senza felicit\u00e0. Anche nel dolore la vita \u00e8 una buona cosa. Stare al mondo \u00e8 una buona cosa, comunque si viva. Ma qui cosa c\u2019\u00e8 se non\u2026 fetore?[1] La tortura, l\u2019oscurit\u00e0, l\u2019oscenit\u00e0: anche questo \u00e8 Dostoevskij. Questo Dostoevskij intende mettere in scena. E lo fa nel [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Il Pequod\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/ilpequod\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2025-06-21T08:48:52+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-06-21T08:50:13+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ilpequod.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Copia-di-Nicolosi-scaled.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2560\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1920\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"info@ilpequod.it\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"info@ilpequod.it\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"21 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/\"},\"author\":{\"name\":\"info@ilpequod.it\",\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/#\/schema\/person\/b0e8a50ae99408714b653526c41c72e9\"},\"headline\":\"\u00abLa tortura. L\u2019oscurit\u00e0. L\u2019oscenit\u00e0\u00bb: sull\u2019indagine esistenziale di Dostoevskij\",\"datePublished\":\"2025-06-21T08:48:52+00:00\",\"dateModified\":\"2025-06-21T08:50:13+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/\"},\"wordCount\":3807,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Copia-di-Nicolosi-scaled.jpg\",\"articleSection\":[\"Scritture ritrovate\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/\",\"url\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/\",\"name\":\"\u00abLa tortura. L\u2019oscurit\u00e0. L\u2019oscenit\u00e0\u00bb: sull\u2019indagine esistenziale di Dostoevskij - Il Pequod\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Copia-di-Nicolosi-scaled.jpg\",\"datePublished\":\"2025-06-21T08:48:52+00:00\",\"dateModified\":\"2025-06-21T08:50:13+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Copia-di-Nicolosi-scaled.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Copia-di-Nicolosi-scaled.jpg\",\"width\":2560,\"height\":1920},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"\u00abLa tortura. L\u2019oscurit\u00e0. L\u2019oscenit\u00e0\u00bb: sull\u2019indagine esistenziale di Dostoevskij\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/\",\"name\":\"Il Pequod\",\"description\":\"\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/#organization\",\"name\":\"Il Pequod\",\"url\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Logo_____.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Logo_____.png\",\"width\":1010,\"height\":230,\"caption\":\"Il Pequod\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/ilpequod\/\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/#\/schema\/person\/b0e8a50ae99408714b653526c41c72e9\",\"name\":\"info@ilpequod.it\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f2c1e75ba1e20e77b527557a845805b2?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f2c1e75ba1e20e77b527557a845805b2?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"info@ilpequod.it\"},\"url\":\"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/author\/infoilpequod-it\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"\u00abLa tortura. L\u2019oscurit\u00e0. L\u2019oscenit\u00e0\u00bb: sull\u2019indagine esistenziale di Dostoevskij - Il Pequod","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"\u00abLa tortura. L\u2019oscurit\u00e0. L\u2019oscenit\u00e0\u00bb: sull\u2019indagine esistenziale di Dostoevskij - Il Pequod","og_description":"di Federico Nicolosi Con l\u2019amore si pu\u00f2 vivere anche senza felicit\u00e0. Anche nel dolore la vita \u00e8 una buona cosa. Stare al mondo \u00e8 una buona cosa, comunque si viva. Ma qui cosa c\u2019\u00e8 se non\u2026 fetore?[1] La tortura, l\u2019oscurit\u00e0, l\u2019oscenit\u00e0: anche questo \u00e8 Dostoevskij. Questo Dostoevskij intende mettere in scena. E lo fa nel [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/","og_site_name":"Il Pequod","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/ilpequod\/","article_published_time":"2025-06-21T08:48:52+00:00","article_modified_time":"2025-06-21T08:50:13+00:00","og_image":[{"width":2560,"height":1920,"url":"https:\/\/www.ilpequod.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Copia-di-Nicolosi-scaled.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"info@ilpequod.it","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"info@ilpequod.it","Tempo di lettura stimato":"21 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/"},"author":{"name":"info@ilpequod.it","@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/#\/schema\/person\/b0e8a50ae99408714b653526c41c72e9"},"headline":"\u00abLa tortura. L\u2019oscurit\u00e0. L\u2019oscenit\u00e0\u00bb: sull\u2019indagine esistenziale di Dostoevskij","datePublished":"2025-06-21T08:48:52+00:00","dateModified":"2025-06-21T08:50:13+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/"},"wordCount":3807,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ilpequod.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Copia-di-Nicolosi-scaled.jpg","articleSection":["Scritture ritrovate"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/","url":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/","name":"\u00abLa tortura. L\u2019oscurit\u00e0. L\u2019oscenit\u00e0\u00bb: sull\u2019indagine esistenziale di Dostoevskij - Il Pequod","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ilpequod.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Copia-di-Nicolosi-scaled.jpg","datePublished":"2025-06-21T08:48:52+00:00","dateModified":"2025-06-21T08:50:13+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.ilpequod.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Copia-di-Nicolosi-scaled.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ilpequod.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Copia-di-Nicolosi-scaled.jpg","width":2560,"height":1920},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/2025\/06\/21\/la-tortura-loscurita-loscenita-sullindagine-esistenziale-di-dostoevskij\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ilpequod.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"\u00abLa tortura. L\u2019oscurit\u00e0. L\u2019oscenit\u00e0\u00bb: sull\u2019indagine esistenziale di Dostoevskij"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/#website","url":"https:\/\/www.ilpequod.it\/","name":"Il Pequod","description":"","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ilpequod.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/#organization","name":"Il Pequod","url":"https:\/\/www.ilpequod.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.ilpequod.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Logo_____.png","contentUrl":"https:\/\/www.ilpequod.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Logo_____.png","width":1010,"height":230,"caption":"Il Pequod"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/ilpequod\/"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/#\/schema\/person\/b0e8a50ae99408714b653526c41c72e9","name":"info@ilpequod.it","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ilpequod.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f2c1e75ba1e20e77b527557a845805b2?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f2c1e75ba1e20e77b527557a845805b2?s=96&d=mm&r=g","caption":"info@ilpequod.it"},"url":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/author\/infoilpequod-it\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4128"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4128"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4128\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4134,"href":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4128\/revisions\/4134"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4131"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4128"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4128"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilpequod.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4128"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}