Enrico Palma

Founder

Vivo a Vizzini e mi occupo di ermeneutica filosofica, arte e letteratura. Descrivo me stesso come la voce soccombente dell’oboe nell’Allegro con brio della Quinta di Beethoven, cercando di risolvervi il mio destino con l’Allegro giocoso del Concerto per violino e orchestra di Brahms.

Paola Giordano

GIORNALISTA

Classe ‘89, sono cresciuta – nel paese che diede i natali a Giovanni Verga – a pane e giornalismo. Convivo da anni con una malattia, la più bella che esista: scrivere per raccontare il mondo. E questo tento di fare ogni giorno. Con le parole ma anche con le foto, l’altra mia grande passione. Senza pregiudizi ma al solo scopo di dire ai lettori la verità. Bella o brutta che sia. E avendo come padre letterario, Leonardo Sciascia.

Pietro La Rocca

α 16.6.1981, siculus natione non moribus, laureato in Lettere a Catania, ha esercitato e seguita ad esercitare la professione di archivista-catalogatore. Animato dall’insopprimibile smania di indagare l’agire umano nelle sue varie e sorprendenti declinazioni temporali, si ritiene affetto da una forma patente – ma gaudente – di sindrome degli antenati, con avvisaglie genetiche nella ben più solida personalità del procugino Luigi, educatore e storico. Ormai da parecchi anni impegnato, ad usum fabricæ, nella ricerca storica, conduce incursioni archivistiche solitamente fruttuose, con
particolare attenzione per gli aspetti sociali e culturali nella storia della Sicilia moderna.

Giuseppe Coniglione

già monsieur André Mourmour
“Ero André, rampollo della nobile schiatta dei Mourmour des-Rues-Pissées. Sono stato deluso, ostracizzato, ribelle, girovago ed adulatore, in compagnia da solo e solo in mezzo alla folla. Adesso sono caos, non esisto più ma sono più di prima sotto mentite spoglie.”
Dall’epitaffio sulla consumata lapide di André Mourmour nel campo santo di Vichy.
Da alcuni manoscritti di André Mourmour rinvenuti per caso in un forziere di una delle ultime seguaci della mavarìa di cui si ha traccia in Sicilia, è stato provato che lui in realtà non è mai morto e continua a vivere e a scrivere adoperando lo pseudonimo Giuseppe Coniglione. Di cui egli stesso spiegherà nella sua umile e presuntuosa rubrica Wunderkammer. Così ci è stato dichiarato.

Michele Accardo

graphic designer

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